Dalla 90 all'81

06/12/2010

Le 100 canzoni dell'anno. In ascolto e raccontate da: Alex Urso (AU), Alice Salvalai (AS), Cristina Cipriani (CC), Fausto Murizzi (FM), Giovanni Continanza (GC), Mario Panzeri (MP), Michele 'Wad' Caporosso (Wad), Sandro Giorello (SG), Stefano 'Acty' Rocco (Acty), Stefano Fanti (SF).



90. Belfi, Pilia, Grubbs
"Onrushing cloud"
Non posso che citare e quotare l'amico Marco Verdi quando dice, nella sua recensione, "Trentuno minuti per un piccolo capolavoro che rischia di passare inosservato". Sofisticata ma viscerale, flebile ma profondissima, "Onrushing Cloud" è una gemma in una parure dal valore inestimabile. // SF


89. Cesare Cremonini
"Mondo"
Sembrerà quasi un atto di coraggio ammettere che Cremonini non sia solo l'uomo fuffa del pop, ma che col tempo sia diventato artista col dono di scrivere canzoni pop molto belle. Se si andasse oltre lo stereotipo da mainstream-che-brutto, si scoprirebbe uno dei migliori scrittori di canzoni-da-cantare. E a noi piace "Mondo" e non solo. // Acty


88. Lucertulas
"Crowning"
Per chi scrive, senza dubbio uno dei migliori gruppi italiani. Sempre più concreti e sempre più maturi i Lucertulas hanno lo spessore necessario per guardare dall'alto in basso manciate di gruppi osannati altrove. "Crowing", in meno di 3 minuti, semplicemente ti spezza il collo. // SF


87. Radio Days
"Elizabeth"
Poche storie, non so chi sia questa Elizabeth, come non mi interessa sindacare su quanta buona maniera ci sia dentro ad un pezzo del genere. E' il power-pop, bellezza. E tu non ci puoi fare niente. E' semplicemente una canzone rotonda, affascinante perché tende al ritornello perfetto. Una bomba. // SG


86. No Seduction
"Fried Fish"
Fare controcultura muovendo culi è possibile. I No Seduction lo dimostrano con "Fried Fish", dove l'impegno sociale si amalgama ad un sound che guarda alla New York degli ultimi vent'anni. Da David Byrne ai Rapture, passando per i Cccp. Brandizzare la protesta. Sembra assurdo, eppure è una realtà. Italiana. // GC


85. The Jacqueries
"Kitsch"
Smaccatamente british, sfacciatamente piacione, questo è il pezzo giusto dell'anno, con tanto di handclapping e coretto finale. Poco importa se è leggero, se non è il mattone strappacuore su cui piangere la sera prima di andare a dormire: siamo giovani, ci piace divertirci e questa canzone è tutta nostra. // AS


84. Betzy
"Just a call"
Era da tempo che non sentivo un ritmo shuffle con un groove così coinvolgente. Un pezzo che incrocia il mood degli Eels e le dissonanze del mai tanto rimpianto Sparklehorse; qui si pesca a piene mani dal genere "americana" e lo si rivisita con classe e maestria. Applausi! // FM


83. Mr. Milk
"Calls & Letters"
Smetterò di parlare coi cani delle mie poesie d'amore? Mr. Milk ha un cuore grande ed una sensibilità rara. Scrive di cose piccole, situazioni di banale ordinarietà, mentre incolla uno ad uno i granelli di sabbia della sua emotività. Lettere (mai spedite) e tavole di ricordi, ora che il peso netto del tuo pensiero equivale appena a quello di un sospiro. // AU


82. Gli Allenatori
"Il cinematografo"
Le malelingue li chiamano Baustelle 2.0. Ma Gli Allenatori sono molto più di un gruppo derivativo, ed un ascolto libero da pregiudizi lo dimostra. Nouvelle Vague, immaginari da pop citazionista, un sound fresco e non scontato allo stesso tempo. Una metafora italiana: avere milioni di allenatori, e pochi esordi di quest'impatto. // GC


81. Bachi Da Pietra
"Bignami"
Il pezzo più a presa rapida dei Bachi è inoltre introduzione alle sospensioni e misteri che fanno di "Quarzo", il loro quarto album, uno dei dischi più intensi e gratificanti del 2010. E dal vivo il portamento aristocratico e spietato del duo è indescrivibile: diffondete il Verbo, tutto qui. Ciao. // MP


Continua: dalla 80 alla 71



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