Daniele L. Bianchi meets Il Teatro degli Orrori

Pierpaolo Capovilla con un dito steccato e parecchio dolore in corpo, eppure indemoniato come al solito. Il fotografo che non resiste e si lancia nel pogo. Una storia musicale unica e (purtroppo) irripetibile, sublimata da uno scatto di 11 anni fa

© Daniele L. Bianchi
© Daniele L. Bianchi

Dentro ai tuoi occhi è la rubrica di Rockit che propone uno scatto dei maggiori fotografi della musica italiana, raccontato dalla prospettiva dell'autore. Quello che ci propone oggi Daniele L. Bianchi è un viaggio indietro nel tempo fino a ritornare a una fase cruciale della musica indipendente italiana, attraverso uno scatto nel camerino dell'Hiroshima Mon Amour al frontman del (fu) Teatro degli Orrori, Pierpaolo Capovilla. Sopra ne vedete un dettaglio, in fondo al pezzo la foto originale.

Torino, marzo 2010

È passata un'eternità da quella giornata, ma ancora oggi ne conservo vivido il ricordo.

Era marzo 2010. Il Teatro degli Orrori regalò un concerto memorabile al pubblico accorso all'Hiroshima Mon Amour di Torino. In quel periodo ero spesso in tour con loro, li fotografavo ogni volta mi fosse possibile. Pierpaolo come al solito anche quella sera non si risparmiò, buttandosi a capofitto nei suoi crowd surfing, nonostante un dito steccato e dolorante. "Incidenti del mestiere", mi disse nel pomeriggio, durante il soundcheck. Se l'era rotto qualche giorno prima al Rivolta di Venezia e gli faceva un gran male.

Un paio di ore prima del live, mi arrivò una richiesta che mi mise in grossa crisi o che quantomeno, nella mia inesperienza di allora, generò una certa ansia: mi chiesero di scattare delle foto per promuovere le successive date del tour. Mi trovai a organizzare un servizio di posa con quello che avevo a disposizione e che mi offriva l’ambiente: spostai tutti i mobili del backstage per liberare una parete e andai in giro per il locale, cercando lampade in grado di illuminare quel “set” improvvisato.

Gli scatti vennero tutto sommato bene, nonostante l'approssimazione. Poi presi Pierpaolo da parte per realizzare qualche scatto singolo, facendolo sedere su un'orribile poltroncina tigrata che stonava incredibilmente con le strane pareti a quadratoni rossi e bianchi del backstage dell'Hiroshima. Questa foto è nata così, quasi per caso, ma rappresenta bene la bellissima follia che vivevamo in quel periodo. Due anni dopo ho inserito proprio questo stesso ritratto nel libro fotografico che ho realizzato sul Teatro degli Orrori (Il Teatro degli Orrori - Dall'Impero delle Tenebre al Mondo Nuovo, ndr). Più tardi, durante il live, feci pochissimi scatti e dopo aver riposto l'attrezzatura fotografica, mi unii al pogo. Quella sera ero un fotografo accreditato, è vero, ma ero anche e soprattutto un fan sfegatato di quella mitica band.

Quel giorno non ne ero cosciente, ma oggi, riguardando la foto, mi rendo conto di vissuto un momento chiave di un’epoca di rock indipendente italiano che mai più ritornerà nella mia vita di fotografo e di essere umano. I tempi sono cambiati. Io sono cambiato e il Teatro degli Orrori non è più in attività. Resta solo il ricordo stampato su quelle pagine. Tremendamente triste e nostalgico, ma anche prezioso e vivo nella sua fragilità.

 

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L'articolo Daniele L. Bianchi meets Il Teatro degli Orrori di Giulia Callino è apparso su Rockit.it il 2021-03-26 10:22:00

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