Bandabardo' - Darsena - Castiglion del Lago (PG) Live report, 04/05/2002

12/05/2002 di Simona Cortona



L'apertura della Darsena per il pubblico umbro e toscano è sinonimo di vacanze, estate, caldo.

Situata sulla riva del lago Trasimeno, la Darsena è il tipico locale dove ci si potrebbe passare tutta l'estate senza annoiarsi mai, impegnati nello scrutare tra mille oggetti di origine indiana, africana, orientale sempre qualcosa di nuovo che c'era sfuggito.

I suoi caldi colori, le sue luci soffuse e le sue pareti dipinte hanno ospitato sia opere di anonimi artisti che di autori conosciuti; la sua spiaggetta davanti al lago Trasimeno nei suoi appuntamenti settimanali con la musica dal vivo è stata testimone sia di sonore sbornie che di fugaci incontri romantici nella ricerca di un po' d'intimità.

Sono questi gli elementi essenziali del posto, mentre la musica dal vivo è la caratteristica principale del locale che dopo l'inverno riapre le porte con un' allegra consuetudine: il concerto della Bandabardò.

Amici veri della Darsena più che ospiti, Enrriquez, Finaz e Paolino ci hanno regalato, sabato scorso, una serata allegra e spensierata grazie alla loro vivacità, al loro cantar d'amore, al loro essere dei : "tipi buffi con la testa sulle spalle ma con molti sogni", come si autodefiniscono.

E come in ogni concerto della Bandabardò la festa e la voglia di cantare insieme sono aspettative mai deluse come i sorrisi e gli sguardi sognanti, il tenere il tempo con le mani, il saltare tutti insieme, nell'allontanare, almeno per una sera, quei pensieri tristi che stonerebbero con l'atmosfera festosa.

E la musica, il ritmo, la patchanca, le magie della chitarra di Finaz portano a cantare tutto il pubblico, a intonare con voce unita Bella Ciao e Bandiera Rossa, che Enrriquez asseconda con la musica e lascia che il pubblico con ardore finisca le strofe. I loro pezzi riarrangiati con cura, con meno batteria e più arie melodiche, spazziano tra i loro successi e pezzi di Daniele Silvestri, Battisti e Mogol, tra lingua italiana e francese, tra l'amore e la protesta.

Si parte con Mondi Celesti, Ewa, Manifesto, Disegnata, Ubriaco canta amore, Vento in faccia, 20 bottiglie di vino, Vivre la vie, L'estate paziente, Beppeanna, per finire con Mojito, nata qui alla Darsena in una notte di caldo soffocante, di giochi e sorrisi in riva al lago "sotto una cascata di menta e ghiaccio".

Si canta, si canta sempre e a fine concerto, complice il caro Mojito e l'atmosfera gioiosa della Bandabardò mi tornano in mente, camminando lungo il lago quelle parole di Manifesto che mi/ci placano gli animi, quelle parole che ci danno la spinta ad essere protagonisti della nostra vita, ad esserne gli autori, a volerne disegnare ogni attimo.

Penso anche ad una scritta che ho letto disegnata su delle magliette rosse di un gruppo di fans venuti da Caserta che riportava: "Bisognerebbe sempre fare sogni grandiosi e con la faccia rivolta verso il cielo viaggi avventurosi. Pensa se la gente invece del potere pensasse all'amicizia come modo per godere".

E' vero, c'è sempre una strana magia che accompagna i concerti della Bandabardò.

Come c'è sempre:
"Attenziò
Concentraziò
Ritmo e
Vitalità..."



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati