Deasonika + Dilaila @ Rockisland 2005 - Bottanuco Live report, 23/06/2005

24/06/2005 di



Non c’ero ancora stato a Bottanuco, per il “Rockisland”, ma l’idea di vedere per la prima volta un concerto per intero dei Deasonika mi attizzava un bel po’. Infatti, pur elogiandoli da anni e sbandierando la loro causa a destra e manca, avevo avuto solo modo di gustarmi qualche anno fa una loro performance acustica - tanto inaspettata quanto emozionante - prima di un’insipido live bolognese dei Delta V.

Arrivo quindi nel piccolo centro della provincia bergamasca ben prima dell’inizio dei live, facendo qua e là un giro per gli stand per ingannare il tempo. Nel frattempo ammiro anche la bellezza del palco, le cui ampie dimensioni e relativa amplificazione mi spiazzano non poco. Attendo quindi impaziente l’entrata dei Dilaila, sestetto milanese che qui presenta il disco di prossima uscita per l’etichetta Ilrenonsidiverte. Mi posiziono in prima fila per ascoltare il più attentamente possibile quanto hanno da proporre, avendoli finora visti e ascoltati solo in tv all’interno di “Supersonic”, trasmissione orientata a tratti sull’alternative italiano che Mtv propose qualche stagione fa.

Noto subito che il numero degli strumenti sul palco (oltre alla sezione ritmica, 2 chitarre e 1 tastiera) é eccessivo, nel senso che la tendenza dei sei è quella di aggiungere suoni piuttosto che di semplificare la proposta. A dir la verità non li aiuta molto il fonico nell’impresa, che quasi mai riesce ad amalgare un impasto sonoro accettabile. Mi sforzo, ma non ce la faccio a rimanere sotto, sicché mi allontano qualche metro, nella speranza di cogliere sfumature diverse; il risultato però non cambia, e se il set di stasera è veritiero, dei Dilaila l’unico ricordo che avrò è che risultano - passatemi il termine - ‘noiosi’, pur mettendocela tutta e non dubitando sulle loro capacità artistiche. Il problema è che hanno in testa un sound, ma per ora esprimono solo una flebile percezione di quell’ideale. E forse la strada per raggiungere l’ambito traguardo non passa dall’abbondanza bensì dalla semplicità; il che significa ritornare ad una scrittura che si concentri (prima) sulla canzone e solo dopo sul versante dell’arrangiamento e della produzione. Probabilmente il disco smentirà il mio attuale giudizio, ma lo show di stasera mi ha riportato nettamente questa impressione.

Poco più di 15’ di cambio palco ed ecco entrare in scena i Deasonika, che cambiano subito i connotati della serata: suoni paurosi (da far invidia a band straniere, qualcosa a livello di Muse per intenderci), musicalmente impeccabili (dalla conferma di Marco Trentacoste alla sorpresissima della chitarra di Francesco Tuminelli, sempre in secondo piano ma bravissimo nelle parti di sua competenza) e una ‘botta’ che lascia attoniti. Soprattutto quando costruiscono i climax sonori tipici di pezzi come “Piccoli dettagli al buio”, pur se non sembrano altrettanto bravi nello scegliere la modalità di chiusura di questi pezzi. Sorprendente inoltre la sezione ritmica, con il basso di Walter Clemente a dettare legge. Forse per l’ottimo manca solo la prova vocale di Max Zanotti, stasera a tratti non brillantissima e sulla quale - a sua parziale discolpa - nutrivo altissime aspettative. Ciò non toglie meriti ad un live che ribadisco strepitosto per intensità e calore (oltre che per i watt), a conferma di un progetto che meriterebbe molti più spazi oltre a quello del “Rockisland”. Intanto godeteveli dove vi capitano a tiro, perché hanno un impatto fortissimo.



Una bella atmosfera, tranquilla e al contempo festaiola, quella che caratterizza il "Rockisland", festival il cui programma merita stima e rispetto.

Pagine: Deasonika Dilaila

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