Zu - il diario del tour europeo

18/05/2003



Iniziamo a scrivere dal traghetto per l’Inghilterra, sono già passati 10 giorni frenetici: cerchiamo di digerire un po’ di impressioni del tour di quest’anno - 5 settimane nella comunità europea - più breve e contenuto del tour dello scorso anno, 9 settimane in cui siamo arrivati anche ad Helsinki, nei paesi baltici, in tutto l’est e in bosnia. Ma questa é un’altra storia...

Graz (Austria), 2 maggio
Il tour inizia con una data in un festival jazz. Quest’anno Graz é la capitale europea della cultura e suoniamo nella settimana dedicata all’italia. É la seconda volta in pochi giorni (il 24, 25, 26 aprile in Russia con i Tenores Di Bitti e Sentieri Selvaggi) ed é una strana sensazione quando ci ritroviamo in queste situazioni così ufficiali. I promoter del festival ci preannunciano che suoneremo per un pubblico molto legato al jazz tradizionale, e quindi ci avvisano di essere preparati nel caso in cui se ne vadano via tutti. Ma loro ‘tifano’ per noi e sono contenti che spettineremo un po’ di teste. Il club é molto carino, ma il pubblico é tutto seduto; alle prime 2 note gli occupanti di almeno un tavolo si alzano e corrono via, mentre gli altri restano e piano piano si abituano al volume e alla pazzia. Finiamo il concerto - secondo noi - e ci dicono che quello era solo il primo set! Ah, il jazz! Dopo una pausa di circa 40’ risaliamo e facciamo 2 pezzi: entusiasmo e tutti a comprare vinili. Incredibile.

Innsbruck (Austria), 3 maggio
Primo di due concerti con i Valina, un’ottima band in stile Don Caballero/Storm And Stress. Hanno registrato con Steve Albini e sono appena tornati da un tour europeo. Conosciamo il chitarrista Anatol dal nostro primo tour europeo (4 anni fa), e ci ha sempre aiutato molto in Austria. Suoniamo al “Treibhaus”, uno di questi centri culturali del nord europa che in Italia chiaramente ci sognamo. Saliamo per le scale del camerino e vediamo una quantità di poster di band che hanno suonato qui; c’é anche un manifesto di Sun Ra. Gli Zu aprono per i Valina stasera… piano piano sentiamo che la musica si apre un varco e alla fine la reazione é quasi spropositata. Ringraziamo i presenti e ci godiamo un bel concerto dei Valina.

Linz (Austria), 4 maggio
Ancora con i Valina, e ancora uno di questi centri culturali (lo “Stadtwerkstat”) al centro della città, sul Danubio, e con una programmazione pazzesca (questo ha addirittura una radio al suo interno). Avevamo già suonato a Linz nello scorso tour e si vede: come in tutti i posti dove torniamo una seconda volta, il passaparola funziona e il posto é pieno. La sala concerti ha una capienza da 150 persone ma l’impianto é da mega concerto all’aperto; alla fine viene fuori un concerto potente e furioso. Sudatissimi e distrutti, crolliamo al piano di sopra in una mansarda che ci ospita per la notte.

Vienna (Austria), 5 maggio
Il terzo concerto a Vienna, questa volta al “Rhiz”, un locale ricavato sotto la metro (al punto che la tensione della metro si sente nell’ampli del basso!), molto bello e in genere legato alla scena dell’elettronica della Mego. Abbiamo avuto il contatto dai Ruins, che gentilmente ci avvertono sempre quando suonano in un posto che secondo loro vale la pena di essere visitato. Il fonico é uno dei Radian, un gruppo che esce su etichetta Thrill Jockey, ed é molto disponibile. Anche a Vienna sentiamo molta partecipazione ed interesse, riceviamo un sacco di cd da ragazzi locali. Stiamo notando in tutta europa un interesse che via via cresce con gli anni, e che é meno legato che in Italia al fatto di essere un gruppo americano o legato ad una grande etichetta. É un percorso strano ed atipico, ma ci dà belle soddisfazioni, musicali ed umane. Sappiamo infatti che i concerti piacciono e che ogni anno che torniamo ci sarà qualche persona in piu a vederci. Quest’ anno l’Austria é stata una sorpresa positiva come accoglienza, calore ed entusiasmo ai concerti.

Annecy (Francia), 7 maggio
Dopo una due giorni di problemi col furgone, arriviamo ad Annecy, nel sud della Francia, alle 23. Il tempo di scaricare e mangiare qualcosa e veniamo scaraventati sul palco. Stasera avremmo dovuto aprire per The Ex; e invece i nostri vecchi amici di Amsterdam suoneranno prima di noi. Comunque sia, questo è un altro posto fantastico ed enorme, con una bella sala concerti che mi sembra ricavata da un cinema. Concerto senza soundcheck: 1, 2, 3 e via, e come al solito sono i nostri migliori. Sforiamo abbondantemente il coprifuoco dell’una di notte, tanto che alle due stiamo ancora finendo. Giusto il tempo per abbracciarci con The Ex e via a dormire. Domani 700 km.

Bruxelles (Belgio), 8 maggio
Torniamo per la seconda volta al “Magasin 4”, uno dei pochi club di Bruxelles per la musica sperimentale; un mega-loft su tre piani in cui i gruppi hanno le stanze per dormire e per rilassarsi un po’. Incontriamo i ragazzi della distribuzione locale che ci dicono che Zu vende bene in belgio; e infatti ci conoscono in molti e il locale é pieno. Ma anche qui arriviamo troppo tardi per il soundcheck, sicché montiamo al volo e si parte. Sentiamo che in molti ci conoscono e non hanno bisogno di abituarsi al nostro suono.

Opwik (Belgio), 9 maggio
Un posto di provincia ospita un minifestival con Zu, Giddy Motors e Spaceheads da Londra. Un filo conduttore può essere il jazz, anche se imbastardito in tutte le sue forme. Anche i Giddy Motors hanno registrato con Steve Albini e sfoderano una botta potente tra Shellac e Jesus Lizard storti. Spaceheads sono un duo (batteria e tromba) e fanno ballare tutto il pubblico con una musica unica in cui c’é dentro della techno, del jazz, e un sacco di altra roba. Per noi anche questo é stato un gran bel concerto, dove ci siamo accorti di persone che sono venuti a vederci tutte e due le sere e che torneranno a Gent fra due settimane! Sembrava il classico posto dove non avrebbe messo piede nessuno, invece alla fine é pieno di persone che ballano e che conoscono i pezzi e parlano con noi fra i pezzi. In tutti questi giorni continuiamo ad avere dj che nel dopo concerto mettono musica fantastica; questa sera la playslist prevede Can, Eric Dolphy, Captain Beefheart e Vandermark 5! Ringraziamo il dj e lui ci risponde che sta selezionando apposta per noi.

Edimburgo (Scozia), 11 maggio
Primo concerto in U.K. (dopo un day-off a casa di amici a Londra), eccoci immersi nella verde Scozia! Suoniamo in un localino che non promette nulla di buono, con due band scozzesi in apertura. Ci portano a mangiare in una casa, con smell di fish and chips fino a dentro le ossa. Torniamo nel locale che incredibilmente é pieno come un uovo: ci dicono che ad Edimburgo passano pochissimi concerti e quel poco é indie-pop all’acqua di rose. Fin dall’attacco capiamo il tipo di concerto che sarà, uno dei piu belli del tour fino adesso, e quasi senza impianto! Alla fine un classico inglese: semirissa con due punk troppo entusiasti, e qui l’entusiasmo si definisce a cazzotti!

Glasgow (Scozia), 12 maggio
Ecco lo “Stereo” di Glasgow, un classico pub inglese che ospita concerti quasi tutte le sere. eravamo già stati a Glasgow lo scorso anno e ricordavamo una città grigia e abbastanza deprimente, cosa che in realtà si conferma. Prima di noi suonano di nuovo i Giant Tank da Edimburgo, e un gruppo post-rock di ragazzini che suonano benissimo ma ripetono la lezione dei Tortoise fino alla noia. Magari fra un anno saranno famosissimi? Il nostro concerto non é dei piu memorabili: va avanti bene, dritto per la sua strada, ma manca quel quid che cerchiamo sempre di raggiungere, in qualunque posto si suoni; anche se poi alla fine vengono sempre un sacco di ragazzi a dirci che sono colpiti, e alcuni erano già venuti l’anno corso a vederci al “13th note2. Gli eroi locali sono decisamente i Mogwai, e ciò lo si percepisce dai manifesti e dalle cartoline dei concerti in giro, quasi come se una certa aria da post-rock avesse vinto su tutto, come come se fosse l’unico suono possibile. Il pubblico é composto per la maggioranza da ragazzini, tanto che a volte abbiamo l’impressione che non abbiano mai sentito niente che esca fuori da quei canoni. Sarà, ma a volte ci sentiamo ancora dei pionieri.

Newcastle (Inghilterra), 13 maggio
Persi dentro Newcastle, non riusciamo a trovare il “The Tyne”; intanto piove, sicché alla fine chiamiamo il promoter che ci viene a prendere e ci porta in un posto molto bello, affianco ad un ponte. Un pub per concerti, ancora, un classico, ma molto bello ed accogliente. Anche a Newcastle avevamo già suonato un anno fa e i promoter sono gli stessi, dei musicisti locali apertissimi (infatti il concerto é aperto da un duo free-jazz e continua con un trio hardcore molto interessante!) che ci ospiteranno anche a dormire in una delle case più piene di vinili e cd che si siano mai viste! Il club é pieno e il concerto esce fuori nel migliore dei modi: la gente si diverte e ci divertiamo un sacco pure noi. Le parti di impovvisazione, soprattutto alla fine del concerto, escono fuori particolarmente bene, cambiamo insieme, ci inseguiamo e a un certo punto va tutto così bene che in una improvvisazione Luca scoppia a ridere nel sax. Incredibile per noi abituati all’Italia, ma prima di mezzanotte siamo già sul furgone diretti verso la casa, dove ci aspetta una speziatissima cena indiana e almeno una mezz’ora di bocca aperta, increduli davanti a una collezione di dischi fantastica, che ci scoraggia dall avvicinarci a prenderne uno solo! Newcastle come al solito é uno dei posti piu carini del tour inglese. Dimenticavo: siamo al quarto giorno ed ancora siamo riusciti ad evitare il fish’n’chips… incredibile!

Cardiff (Galles), 14 maggio
Poco da dire: un posto piccolo in una città carina dove incontriamo i Noxagt, gruppo di avant-grind dalla Norvegia.

Londra (Inghilterra), 16 maggio
Suoniamo al “The Spitz”, uno dei posti piu belli di Londra. una costruzione con un ristorante al piano terra e la venue sopra, con un bel lucernario sul tetto. Ottima acustica, grande impianto. Conosciamo Howard Monk, l’organizzatore che oltre ad essere un carissimo ragazzo, suona con i Billie Mahoney. Tocchiamo Londra per la terza volta in un anno, e suoniamo nuovamente con i Noxagt; c’é parecchia gente e viene fuori un concerto potentissimo che concede poco alle improvvisazioni, completamente ritmiche e rumorose. Sentiamo l’attenzione e il silenzio nelle pause, il che la dice lunga sull’attenzione del pubblico. A fine concerto ci sono amci italiani da salutare e poi a casa di dave di El Guapo a dormire, che domani ci aspetta Parigi...

Parigi (Francia), 17 maggio
Un bellissimo locale a Montreuil: é la seconda volta che ci suoniamo ed é un piacere. Ci sono un po’ di persone che ci conoscono e un po’ di curiosi; é un bel concerto, senza soundcheck, e con una donna di colore, una vicina di casa, che viene a ballare davanti alla batteria… e siamo contenti così. È sempre bello suonare a Parigi, e questo locale ci fa sentire veramente a casa, posizionato in un quartiere di immigrati molto vivo e pieno di gente e negozietti uno attaccato all altro. I ragazzi del locale e gli organizzatori sono entusiasti e anche noi ci sentiamo bene. È il 17mo giorno di tour.



Premessa: per chi non ci conosce, Zu é un trio strumentale batteria-basso-sassofono, no-vocals; favoriti dal no-vocals riusciamo a suonare ovunque, e in pratica sono 4 anni che lo stiamo facendo. Ad Amsterdam festeggeremo il nostro 300esimo concerto. Jah love.

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