Linea 77 - Il diario UK - ...CONCORSO!

09/05/2001



17-4-2001
Sono le 11.30 della sera quando arriviamo a Calais, estrema punta a nord della Francia, in attesa di imbarcarci sul traghetto che ci portera' sulle bianche scogliere di Dover. e' la prima volta che decidiamo di arrivare in terra d'Albione via terra e la cosa per quanto faticosa e scomoda mi ha dato l'occasione di rivivere il viaggio non tanto come un meccanico e asettico spostamento di oggetti e persone dettato e regolato o dalla dura legge dei secondi o da norme di sicurezza che per il "benessere collettivo" diventano sempre piu' rigide, tipiche della vita e del mondo aereoportuale, quanto come un processo di formazione lungo 12 ore, dove il benessere fisico e spirituale e' dato dal macinare dei kilometri, dal susseguirsi di analogie e differenze tra il tuo paese di origine, la terra dell'eloquenza perduta, e quello di passaggio, che ti riempiono la testa, la bocca e gli occhi di considerazioni a volte si' noiose, stereotipate e autolesioniste, ma che allo stesso tempo ti riportano a quel sentore divino e fanciullesco del tempo che passa sottoforma di immagini, sensazioni e parole.

Finalmente il tempo passa. Sorprendentemente, inoltre, la visione e l'esperienza diretta di servizi piu' efficienti, di autostrade meglio attrezzate, di traghetti superpuntuali ricolmi di negozi stipati di ogni leccornia e abitati da impiegati in divisa che con impeccabile zelo puliscono e incerano pavimenti luccicanti piu' del riverbero lunare, non mi infastidisce, ne' mi fa sentire, in qualita' di cittadino italiano, un essere inferiore, anzi, le mie difese immunitarie, gia' provate dal lungo e penoso "duello" pre-elettorale nostrano, improvvisamente si ridestano, iniziano ad emergere nuove sensazioni e fremiti, e un sentore di rinascita che fortifica e illumina mi porta a considerare che tutte le preoccupazioni relative al rapporto tra PIL e debito pubblico, al tasso di disoccupazione, al preoccupante emergere di una destra xenofoba, repressiva e tatcher-oriented, allo squallido arrancare di una sinistra soffocata e bloccata dal dubbio amletico della scelta tra rivoluzione sociale o rivoluzione liberale, sono null'altro che inutili idiozie che spariscono e si dileguano di fronte alla nostra piu' importante e munifica risorsa: noi abbiamo il campionato di calcio piu' bello del mondo.

18-4-2001
Sono le due del mattino, siamo a dover, fa un freddo cane e improvvisiamo una piccola partita di calcio per scaldarci e alimentare il nostro orgoglio nazionale in attesa dell'arrivo del tour-bus che sara' qui fra un'ora.

Obbiettivo: ammazzare il tempo che si e' di nuovo fermato.

A prima vista, dall'esterno, il bus, un mezzo della U.S.A. Air Force credo degli anni '60, sembra quantomeno precario e poco affidabile, giudizio che purtroppo saro' costretto a confermare anche dopo un'attenta analisi vista l'assoluta mancanza di elettricita', riscaldamento e sicurezza (la porta di entrata e' tenuta chiusa da un cestino), l'ideale per passare due settimane di tour a temperature non certo primaverili.

La barra di mercurio a bordo sfiora i cinque gradi... l'ideale per uno yeti. ci sono anche due autisti, sembrano molto simpatici e amichevoli anche se non riusciamo a capire nulla di quello che ci dicono visto che sono totalmente ubriachi.

Nice one.

Il viaggio verso Brighton inizia, noi ci sistemiamo su due panche rivestite di pelouche leopardato, mentre gli autisti iniziano a bombardarci con musica techno-metal a volumi da discoteca, chiediamo di abbassare un po' ma non serve a niente, quindi ci vediamo costretti a staccare direttamente i cavi delle casse. Un ottimo inizio. Lo stile di guida di Eddie, il primo autista , e' quantomeno particolare: bottiglia di jack daniel's a destra e pipetta con cristalli di anfetamina sulla sinistra.

Invitati a dimenticare dal sonnolento morfeo, iniziamo ad imbacuccarci stile "discesista di sestriere", ci vestiamo di tutto punto con cappello, due felpe, pantaloni e due calze e ci accomodiamo nei nostri comodi loculi pronti ad entrare in ibernazione. Bon voyage.

Ci svegliamo sul lungomare di Brighton, di fronte al locale, la giornata e' uggiosa e ci incamminiamo alla ricerca di qualcosa da mangiare. La citta' mi viene descritta come una delle migliori in Inghilterra in quanto a clima (siamo sui nove gradi verso mezzogiorno!) e divertimenti, "il posto ideale per le vacanze estive"....io annuisco, sorrido e penso all'allegro scazzo della bollente Puglia. incontriamo gli Earthtone9 e i One minute silente, con i primi e' un piacevole e divertente ri-incontro, con i secondi un ottimo e amichevole inizio, tant'e' che appena viste le nostre condizioni di viaggio, di loro spontanea volonta', iniziano a preoccuparsi per noi e ci offrono coperte ed asilo politico sul loro tour bus a due piani super riscaldato.

Brighton e' la citta' in cui vive Eddie cosi', verso sera, facciamo la conoscenza di sua moglie, simpatica e cordiale, e della loro piccola bambina di otto mesi, tutto mi sembra all'apparenza bucolico e piacevole, ma le cose, almeno per il mio punto di vista, cambiano leggermente quando con il passare delle ore li vedo sempre piu' ubriachi e intenti a pipparsi montagnette di cocaina mentre la figlia li guarda incuriosita e imbacuccata… Trainspotting is here.

La preoccupazione anche da parte dell'autista dell'altro bus, dei O.m.s. e degli Et9 cresce con il passare delle ore, iniziamo a sentire l'etichetta per trovare alternative possibili. ci sentiamo terribilmente stupidi e impotenti.

Piove.

Ore 9.00 p.m. tocca a noi salire sul palco, un po' emozionati, un po' infreddoliti, scaletta di sette pezzi (potato music machine, mc human de luxe, ketchup suicide, meat, cacao, walk like an egyptian, touch), locale gremito.

Questa e' la parte del tour report che odio piu' di tutti.

Che cazzo dovrei dire? abbiamo suonato bene? abbiamo suonato male? forse medio? non lo so, fatto sta che io non mi sono accorto di nulla. Sotto il palco si ammazzavano, ho fatto le mie normali riprese con la telecamera, abbiamo doverosamente dedicato il concerto al grande Joey Ramones e basta... ci siamo semplicemente divertiti e il pubblico e' sembrato soddisfatto. per quanto riguarda gli Et9 e gli O.m.s. vale la stessa cosa... hanno suonato bene come sanno fare, la gente si e' mossa e ha ballato e partecipato attivamente, Glen, il bassista dei O.m.s. si e' buttato sulla gente da tre metri di altezza, tutti in delirio e buonanotte.

Si preannuncia un gran tour.

Il dopo concerto passa nel piu' convenzionale dei modi ed e' inutile fare l'elenco delle cose bevute o inalate dopo una rigenerante doccia e tra una chiacchiera e l'altra, la stanchezza del viaggio inizia a farsi sentire ed e' tempo di andare a dormire e congelare il tempo.

Non vedo piu' uno dei due autisti (mi viene detto da Pietro che lo rivedremo tra otto giorni quando dara' il cambio a Eddie), mentre lo stesso Eddie se ne e' tornato a casa con la moglie e la figlia... ultime sue parole: "see you tomorrow". risposta: "ok, speriamo".

19-4-2001
Verso le 11.00 del mattino Eddie torna, ochhietti socchiusi, voce roca e profonda segnata da una notte a tutta velocita' e respiro affannato, ci sveglia, saluta e si mette alla guida portandoci verso Northampton mentre le nostre membra lentamente iniziano a decongelarsi dopo una notte passata all'addiaccio.

Sosta in un' area di servizio giusto per darsi una lavata e scaricare i residui notturni. e' la seconda volta che suoniamo al Roadmenders, la prima fu durante il tour con i Kill II This e gli Et9, la differenza pero' sta nel fatto che oggi suoneremo nella sala grande, cosa che, almeno all'occhio, fastidio non da'.

Il locale e' uno dei miei preferiti: il cemento e le cromature di acciaio che lo rivestono danno al complesso una forma vagamente esagonale e mentre, almeno dall'esterno, sembra di essere in Germania di fronte ad un concessionario Mercedes, dentro, invece, pare trovarsi in una labirintica sala degli specchi, visto il gran numero di scale, porte e stanze che frammentano e dividono l'interno in aree dedicate ad attivita' diverse: da una parte c'e' la zona concerti, da un'altra la zona aperitivo, da un'altra ancora una bella galleria moderna, e infine, tra una porta chiusa ed un muro grigio, ci sono io che, perdutomi e smarriti gli altri del gruppo, non so dove andare e fischietto.

Non c'e' tempo per il sound-check, sono gia' le 8.00 p.m. e tra mezz'ora dovremmo gia' essere sul palco, Matteo sembra molto felice.

Il concerto e' andato alla grande, c'era un sacco di gente che e' tornata dopo averci visto la prima volta, voli tra la folla e culi per aria... magnifico. Dopo la doccia di routine la serata e' passata veloce e leggera tra piacevoli chiacchiere con la gente del posto, tra liquidi che innaffiano la lingua, risate, movimenti scomposti e grugniti stile babilonia.... il guestbook che stasera abbiamo inaugurato al banchetto del merchandise inizia a riempirsi di onorevoli considerazioni, Nitto si nutre voracemente e ride a bocca piena.

Anche gli O.m.s. hanno finito e il pubblico viene fatto ordinatamente uscire da una security xxl che indossa bomber di un'innocente colore giallo canarino, ci fermiamo ancora un po' fuori dal locale a parlare e a fumarci una sigaretta con dei ragazzi che aspettavano l'arrivo di un taxi: "per favore portami a casa che non sto piu' in piedi" e poi ci rifugiamo con gli Et9 e i Oms sul loro tour bus a fumare, bere e cazzeggiare allegramente.... nella subliminazione generale cadono le prime vittime, il gruppo si sfoltisce, anch’io decido di ritirarmi e torno nel mio igloo, coperto il piu' possibile mentre il mio naso fa le bolle. Goodnight

20-4-2001
Quando mi sveglio siamo gia' in viaggio per Dudley, anche qui eravamo gia' stati, ma, se non ricordo male, non mi sembra sia stata una grande data. Il locale, l'archetipo del locale bikers, consiste in due sale, una piccola ed una grande, dedicate entrambe alla musica live e al libero miscelare dei dj's.

La citta' e' di una tristezza indescrivibile, sopra il locale si erge una collina con uno pseudo-zoo stile Dachau che aumenta l'angoscia e allarga le bocche stupite dei bambini, tutto sa di tragico e silenzioso epilogo.

Questa sera ci tocca andare sul palco alle 8.30, il locale e' semivuoto, all'inizio l'accoglienza e' fredda ma man mano che lo spettacolo va avanti le inibizioni che tenevano le persone in prossimita' del mixer crollano e alcuni temerari si lanciano in danze sfrenate ai piedi del palco, fino ad arrivare all'ultimo pezzo, "touch", dove fra balli e grida collettive qualcuno si lancia alla conquista del microfono... il guestbook si allunga, divertente. la sala del concerto continua a restare semivuota, gli Et9 ei Oms fanno il loro dovere, Karl lascia il palco prima della fine dell'ultimo pezzo facendo bella mostra del suo dito medio dopo un concerto epico e la gente sembra apprezzare.

La doccia questa volta e' completamente gelata, in compenso, pero', il cibo, abbondante e stranamente delizioso, ci accompagna e culla fino alle 10.00 p.m., ora in cui abbiamo la nostra prima chat con l'italia sul sito di Loser, c'e' un sacco di gente che ci aspetta on-line e la sorpresa riempie di commozione anche il cellulare con cui siamo collegati che inizia a singhiozzare alla velocita'di 9.6 kbs. C'e' anche Simon degli Et9 e diventa difficile stare dietro a tutte le domande, ci divertiamo come pazzi a frullare le nostre dita sulla tastiera e pensiamo subito di bissare al piu' presto questa esperienza... bellissimo e grazie a tutti i presenti.

Dopo aver caricato la strumentazione, ci mettiamo nel salottino del nostro bus, in compagnia di Simon e Martin, il manager dei Oms, a parlare della serata, della chat e ad ascoltare le avventure di Testina, il nostro uomo al merchandise, in terra polacca dove, picchiato e insultato dalla polizia locale, e' stato arrestato con l'accusa di aver defecato in una chiesa. Mitico.

Le risate e l'alcool ci accompagnano fino a tarda notte, mentre anche Eddie pare soddisfatto, ci chiediamo il perche' e scopriamo che in uno scompartimento segreto sotto le panche su cui siamo seduti c'e' un sacchetto colmo di erba e fumo, piu' o meno 7 etti di roba... per lui gli affari sono andati bene stasera. Noi non sappiamo piu' se ridere o piangere mentre le opinioni sono le piu' differenti: c'e' chi vorrebbe approfittarne, chi vorrebbe tornare a Dover a prendere il nostro furgone e continuare il tour con quello e c'e' chi, come Nitto, gia' sente le sirene della polizia, io fumo.

21-4-2001
"hey, siamo arrivati" la voce di un pimpante Pietro mi ridesta da sogni caraibici e caramellosi e mi accoglie in quel di Exeter, siamo sulla costa sud-ovest e c'e' il sole.

Stasera' si suona in un centro culturale ipermoderno e superattrezzato, nella sala concerti un gruppo di percussionisti si sta esercitando, e mentre Tozzo rimane incantato dalla ritmica e dopo che Dade si e' sottoposto ad una doccia rigenerante, decidiamo di andare a dare un'occhiata in giro: la citta' e' viva e pullula di gente mentre la cattedrale normanna si erge al centro della citta' imponente e autoritaria.

Alcuni ragazzi ci fermano per strada, facciamo due chiacchiere e scopriamo che i biglietti per il concerto sono tutti finiti, loro sembrano parecchio affranti dato che non ne sono in possesso quindi decidiamo, in accordo con Martin, di metterli nella guestlist e di farli entrare gratis, vedo gia' le porte del paradiso che ci aspettano.

Entriamo nel locale, ci sistemiamo nella nostra dressing room e diamo vita ad una battaglia a colpi di pongo, mentre quelli della cassa del sound-ceck dei Oms ritmano le nostre danze e le nostre infantili esigenze ludiche. Il tempo di mangiarsi un delizioso chili che gia' tocca a noi fare il sound-ceck, minuti a disposizione 8, extra-time 48 secondi. Mi accorgo di essermi dimenticato il cavalletto della telecamera sul bus, corro e trovo Eddie alle prese con due poliziotti intenti ad avere maggiori informazioni sul mezzo, cambio idea e mi dileguo.

Sono le 8.30 p.m., il locale e' stragremito e tocca a noi salire sul palco, atmosfera elettrica, 30 minuti di completo delirio con gente che canta, balla e salta e dietro nostro incitamento si lancia in un "you fat bastard" all'indirizzo di Nitto che inizia a mostrare tutto il suo ben di dio con evidente orgoglio... assolutamente delirante.

Ci fermiamo a parlare con una marea di gente, il merchandise viene assaltato e il nostro guestbook si arricchisce di disegni e graffiti, scappo sulla balconata per registrare un fantastico show degli Et9. I Oms ribaltano il locale. Ci fermiamo ancora un'oretta a chiacchierare e fumare in abbondanza e dopo aver caricato tutti gli strumenti ci rifugiamo sul bus con Eddie che, facendoci ascoltare i suoi amati Motorhead, ci racconta di quando nel 1977 ad un loro concerto aveva ficcato tutta la testa dentro un monitor. Punk is not dead.

Continuiamo ad acoltare i racconti di Eddie: i suoi viaggi in Marocco dove ha imparato a lavorare l'hashish, la sua avventura con i Crocketts a Glastonbory dove insieme a tutto il gruppo si era trovato nudo sul bus completamente ubriaco ad insultare gli Slipknot che suonavano in lontananza... ci intrattiene piacevolmente, le sue parole e la descrizione della sua vita sbocciata in piena era punk mi fa sentire terribilmente stupido, impreparato e anche un po' in colpa per i giudizi da me espressi con forse un po' troppa fretta, ha visto e fatto tutto quello che voleva, un sacco di cazzate, pazzie e segni sulla pelle, la voglia di andare fino in fondo costi quel che costi... puo' piacere o no, lo so, fatto sta che, in questo momento, mi piace averlo come autista. Grazie.

Siamo parcheggiati a 30 metri dal locale, fa freddo, inizia a piovere, ma tutto questo ora non ha piu' importanza, domani si va in Galles, a Newport.

22-4-2001
Vedo le macchine sorpassarci dal finestrino, il cielo sputa e l'umidita' scende dai vetri alla ricerca di un contatto umano.

Fa freddo e non capisco come sia possibile la vita.

Ci fermiamo in un'area di servizio per una veloce e economica colazione, dopodiche' imbocchiamo il ponte che ci portera' in terra scozzese, guardo in giro e penso a caronte. Ad attenderci al locale c'e' un amico italiano conosciuto durante il nostro primo tour in UK che gentilmente mi accompagna al supermercato piu' vicino per comprare delle videocassette e mi informa sul sistema universitario e scolastico inglese, lui studia fotografia, io penso a Croce e Berlinguer.

Sono dentro il locale, sento le gambe pesanti e mi siedo dando un' occhiata alla Repubblica del giorno prima, leggo le vaneggianti esternazioni di Sua Emittenza Benito Berlusconi e mi passa un' appetito che a fatica era arrivato in superficie nelle prime ore del mattino, milioni da anni di evoluzione e adoro le formiche.

Yoda dove sei? oggi mi accompagna un senso di sporcizia e saro' noioso.

Vedo Paolo e Matteo discutere e sorridere ai piedi di un muro rivestito di carte diverse e colorate, incuriosito mi avvicino e vengo sommerso da un consistente capitolo della storia della musica che in tempi e modalita' diverse a fatto tappa in questo buco dal pavimento appiccicoso: Husker Du, Nirvana, Therapy?, Hole, No FX, Green Day, Face to Face, Oasis, Girls vs Boys e bla, bla, bla, scopro che gli elenchi conciliano il sonno e mi avvio verso il mio bunk mentre nella mia testa vedo il lento prosciugarsi del mar Caspio.

Mi sveglio verso le 7.00 p.m., tra un' ora e mezza bisogna iniziare e ci sono gia una cinquantina di persone che aspettano pazientemente davanti alle porte, guardo per terra e raggiungo gli altri del gruppo nell' appartamento al di sopra del locale adibito a comoda e spaziosa dressing-room, Testina e Nitto improvvisano un incontro di pugilato mentre Dade sbuffa e fuma sigarette.

Passa un'ora, sei sigarette.

Il concerto e' andato molto bene, gran bordello, tante belle parole e discrete quantita’ di alcolici. Comunque, la cosa piu' bella della serata, a parte la calorossissima reazione del pubblico, e' stato rivedere Benji, ex cantante dei Dub War ora negli Skindred, freschi di contratto con la BMG, che ci riempie di complimenti accettati con orgoglio e riverenza e ci dice, con nostra indicibile sorpresa, di averci inserito come sua band preferita sul sito internet degli Skindred stessi, Nitto in lacrime salta tra le sue braccia riempendolo di umidi baci.

I Oms, come ogni sera, muovono tutto e tutti, Benji ci guarda, smette di parlare, si scusa, sale sul palco e, microfono in mano, inizia a cantare insieme a Yep "a day in the light of" ...un massacro di proporzioni disumane, un groove e una violenza senza confronti, una lezione di stile, assolutamente coinvolgente, uno dei piu' bei ricordi di questo tour.

Fine serata.

Spendiamo le ore che ci accompagnano verso l'alba parlando con una marea di gente che ha iniziato a circondare i due bus, l' orgoglio gallese cresce con l'aumentare del tasso alcolico e un signore sui circa 40-45 anni, con evidenti difficolta' a rimanere perpendicolare al terreno, da inizio a un tipico canto popolare, e, mentre un delizioso garlic bread viene lentamente tritato dai miei denti bucati, Dade sbuffa e fuma sigarette. Simon (Et9) e Glen (Oms) lavorano a gran ritmo nel tentativo di esaurire il quantitativo di cartine a disposizione. Sto cedendo e decido di passare... porto tutti nei miei sogni. Dissolvenza su Dade che sbuffa e fuma sigarette.

23-4-2001
Birmingham ci sorprende con un magnifico sole e in contropiede. Ancora un po' sfocati dal sonno e dalla sorpresa del bel clima ci lanciamo alla scoperta della citta' e della sua vasta zona pedonale in cerca di qualcosa di interessante, quando io, Pietro e Matteo veniamo fermati da una giornalista della BBC che, accompagnata da un mastodontico cameraman, inizia a chiederci qualche considerazione riguardo Birmingham, farfugliamo qualcosa ammettendo platealmente la nostra totale impreparazione sull'argomento e scappiamo in cerca di cibo. decidiamo di separarci e mi incammino alla ricerca di qualcosa di interessante.

I prezzi mi tengono distante da qualunque tentazione masochistica e decido di dare un' occhiata alle proposte della Tower Records dove almeno ho la possibilita' di ascoltare il disco dei Gorillaz, interessante.

Sono stanco, un senso di nausea mi porta a contare i passi che mi separano dal locale e mi si concretizza davanti agli occhi lo spettro di una vita meccanica, fatta di posti che non riusciro' mai a conoscere, di cose che non potro' mai avere e di persone che non ho mai conosciuto oltre l'apparenza del sorriso di circostanza, non vedo piu' la luce che guida le mie azioni e la stanchezza inizia a farsi sentire come un fastidioso ronzio.

Il locale inizia a riempirsi, Nitto in bagno inizia a svuotarsi lo stomaco con un vomito liberatorio e, una volta che l'equilibrio tra le parti si ristabilisce, scopriamo che e' ora di iniziare un concerto che dopo due pezzi diventa un forsennato agitarsi sopra e sotto il palco, il sudore scivola e lava i brutti pensieri incentrati sulla ripetitivita' come forma anestetica e lascia il posto al libero gioco delle associazioni mentali e all'adrenalina come combustibile.

Lo staff della Earache al gran completo e' venuto a farci visita questa sera e la serata passa tra fiumi di birra, qualche sfotto' calcistico e in chiacchiere relative al nuovo video che vorremmo realizzare e al nuovo disco, tutte cose molto interessanti se non fosse per una fame che inizia a punzecchiarmi e mi spinge a salutare e ad assentarmi per una buona mezz'ora in compagnia dei miei succhi gastrici. Quando torno sono gia' tutti andati via, gli Et9 e i Oms sono sul bus, sento Eddie che urla "drinking, smoking, drinking...why don't you're smoking?", salgo sul nostro bus e lo spessore della nebbia mi rende faticoso il riconoscimento di volti ormai noti, respiro e mi faccio ingoiare, la vista ora non mi serve piu'.

24-4-2001
Al risveglio ci troviamo nel mezzo di un parcheggio chiuso, da un lato, da una fabbrica di non so bene che cosa, e dall' altro, da una rumorosa ferrovia, cerco informazioni, trovo Eddie con una canna e una birra in mano che mi dice che ci troviamo a Cambridge, citta' di studenti e di storiche gare di canottaggio.

Mi vesto ed entro a dare un'occhiata al locale, l'impressione e' ottima vista l'attrezzatura e la grandezza del complesso, quindi, decido di andare a dare un'occhiata alla citta'. Visito un paio di chiese, le strade sono piene di ragazzi in bicicletta, inizia a piovere e decido di ripararmi in una mega e super-fornita libreria che tenta le mie tasche vuote, ma devo rifiutare con dolore. Mi accorgo di essere in giro da piu' di due ore e credo sia il momento di far ritorno alla base per esigenze di sound-check.

Tra una cosa e l'altra riusciamo ad arrivare incolumi alle 6 del pomeriggio, momento in cui fa il suo arrivo Sarah, la press manager della Earache che, con il sorriso sulle labbra, ci fa l'elenco degli impegni che ci tocchera' rispettare venerdi 27, unico giorno di day-off del tour, da passare tra interviste ed esibizioni live tra radio e tv.

Per adempire a tali impegni avanziamo due richieste che vengono presto accettate: un buon cinema e un giro sulla ruota panoramica. I bambini si comprano con le caramelle.

Sono le 8 p.m., la sala e' al limite del sold-out e nell'aria si respira grande attesa, saliamo sul palco e ci accorgiamo che qualcuno ha spento e spostato le ciabatte dell'alimentazione del'amplificatore del basso e, passato il minuto necessario a rimettere tutti gli adattatori e le spine a posto, iniziamo a martellare sugli strumenti, mentre le barriere tra palco e pubblico vengono cancellate dall'emergere di un unificante e omnicomprensivo feeling. Splendido. Anche il merchandise e' preso d'assalto, le firme e le dedice sul guestbook si moltiplicano e ci accorgiamo di aver finito tutto quello che potevamo vendere.

Passiamo la serata a parlare con i ragazzi che come ogni sera circondano i due bus e una volta che la notte avanza ci fermiamo con Glen a chiacchierare di politica, delle loro avventure in terra americana durante il Tatoo the Earth Tour, del Giappone e a fumare una deliziosa skunk che ci accompagna fino agli immancabili "due calci al pallone" dati alla luce di un'alba magnifica. e ora di chiudere gli occhi, li riapriremo a Leeds.

25-4-2001
Al risveglio la bocca sa di polvere e il corpo altro non e' che un pezzo di carne avvolto in un'accogliente foglio di domopak. Come una piccola scolaresca addormentata ci buttiamo nelle strade di un'affollata Leeds, l'ordine e' imperante e il pensiero va a Matrix, alla "struttura" e alla formosa ragazza in abito rosso pronta a puntarci una pistola alla tempia. On-line vanity.

Tra una tipica colazione inglese e un caffe' annacquato iniziamo a sfogliare con una mal celata indifferenza il nuovo numero di Kerrang! alla ricerca dello speciale a noi dedicato e mentre Matteo si lancia in un'oratoria sulla squisitezza dei fagioli affogati in un sugo magenta, io accuso i primi chiari segni di una crisi di panico e inizio a chiedermi come tutto cio' sia possibile... uno strano effetto di trasparenza e d'eco lascia passare i minuti, due sigarette bruciano tra le mie labbra nel giro di qualche minuto e la mia tosse dopo tre giorni resuscita. Quattro pound per un caffe', una spremuta e un po' di pane e' un furto di classe, cinque persone assonnate e esteticamente repellenti intorno a un tavolo, chiedo a Pietro "sei sicuro che i dinosauri si siano estinti, non e' che si sono soltanto nascosti molto bene?". "sono le sette" mi risponde "e' ora di fare il sound-ceck". "ok". Eddie insegue George, Vegano, responsabile del merchandise degli Et9, cercando di convincerlo a iniziare a bere e a fumare.

Ore 4.32 a.m.: siamo sudati e stanchi, abbiamo appena terminato un'estenuante e vittoriosa partita contro i vertici Earache... Linea77 vs. Earache 15-6... un massacro, l'incontro di ritorno e' stato fissato per fine maggio a Nottingham quando suoneremo al rock city, ci promettono che in casa loro sara' un' altra partita, cercano di sembrare sereni ma traspare evidente il loro disappunto per una debacle' non prevista, in altre parole, come si dice a Roma, rosicano. E il concerto? uno schifo, in assoluto il nostro peggiore concerto in terra inglese, il pubblico canta, balla e invade lo stage, tutti apprezzano... continuo a chiedermi come tutto cio' sia possibile.

26-4-2001
Siamo a Cleethorpes, l'esempio perfetto della miseria umana, l' anestetico ideale per tutte le famiglie a un prezzo vantaggioso. "applaudite quando vedete la luce rossa accendersi e pulsare, siate sorridenti, gioite quando venite inquadrati, mi raccomando siamo in diretta, vi vedranno tutti i vostri parenti a casa, non fate brutta figura, mi raccomando, non deconcentratevi, guardate la luce rossa, mi raccomando..."
Un sorriso ebete mi si stampa in faccia, mi faccio schifo.

Qui ci siamo gia' stati, a gennaio, con i Lost Prophets, il giorno della battaglia a colpi di estintore nei camerini, ci furono dei feriti da entrambe le parti, ma alla fine nessuno vinse, forse solo il gestore del locale che ebbe diritto a un lauto risarcimento danni... i soldi danno la felicita? Ai commercialisti l'ardua sentenza.

Eddie fa la sua prima intervista in diretta con Fulvio di Radio Sherwood e cerca di convicere tutti gli ascoltatori a bere e a fumare.

A Cleethorpes, nord-est UK, ci sono solo tre cose: le sale bingo per le mogli ingrassate e stanche di stare dietro a dei figli isterici, i pub per i mariti che non sanno piu' cosa e quando hanno sbagliato e un mega parco giochi per i bambini che aspettano la cena e sognano letti di zucchero.

Va tutto bene qui, evitatevi e sarete felici.

Il locale sembra una rivisitazione dell' hotel di Shining, un sacco di sale, pavimento moquettato, legno scuro, lampadari asmatici che pendono stanchi dal soffitto, bar curati, ordinati e memori di tempi che non ci sono piu', e' cosi' che mi immagino le sale dove gli egizi imbalsamavano i loro regali defunti, la polvere, per quanto nascosta, e' la sua linfa vitale. c'e' un sacco di gente questa sera, iniziamo a suonare e bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla poi Nitto dice "bla bla bla bla bla bla" e tutti a bla bla bla bla bla mentre Dade bla bla bla bla bla bla bla col basso bla bla bla bla Mc Human bla bla bla bla, bla bla bla, bla bla bla. quando bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla blablablaaaaaaaaarrivati poi all'ultimo pezzo il delirio che bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla e le mani si bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla una penna che non scrive bla bla bla bla bla bla bla bla bla ridevamo con bla bla bla bla bla bla bla bla bla in ogni caso bla bla bla bla bla bla bla stupito bla bla bla bla bla bla bla bla e poi basta. c'e' solo il tempo di una doccia, noi partiamo verso Londra, gli Et9 e i Oms verso un'accogliente stanza di albergo a Bradford, per loro domani e' day-off, per noi, forse, un po' meno.

27-4-2001
Sintesi.

<>Londra non e' l'inghilterra e l'inghilterra non e' come la immaginavo.

Ore 10.36 incontriamo Sarah
Totalrock Radio, ore 11, iniziamo la nostra performance live negli studi della radio.

Pezzi eseguiti: 5 (potato music machine, mchuman de luxe, walk like an egyptian, touch, ketchup suicide)
Ore 16.00 studi di Mtv a Camden, intervista e scelta di otto videoclip.

Videoclip scelti:

  • Ben lee "cigarette will kill you"
  • Bur "girls and boys"
  • Bork "all is full of love"
  • Dsposable heroes of hiphoprisy "television drug of the nation"
  • Back flag "tv party"
  • Ar "all i need"
  • Rge against the machine "freedom"
  • Tol "prison sex"
fuori dagli studi orde di ragazzini chiedono autografi e aspettano celebrita'.

una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
una ragazzina mi chiede "siete famosi?"
alt+ctrl+canc
alt+ctrl+canc
Ore 17.30 mangiamo un boccone e saliamo su un taxi abusivo, direzione "Big Eye".

Ore 18.00 incontriamo Jimmy popali, due chiacchiere.

Ore 18.10 incontriamo John, il fotografo.

Saliamo sulla ruota panoramica e facciamo gli idioti per una buona mezz'ora.

Panorama.

con John stiamo bene.

Sono le 19.20 torniamo in metro verso Camden.

ore 20.00 cena tailandese e nausea.

ore 22.00 si ritorna al bus, birra.

ore 24.24 Sarah ci saluta.

si dorme mentre viaggiamo verso Stockton on Tees
"cara e' la fine ci annusano ormai..."

28-4-2001
Stockton sembra venaria, il paese in cui viviamo, c'e' il mercato, la strada principale, giovani coppie che mangiano un gelato e un’atmosfera che sa di giornata domenicale anche se oggi e’ venerdi.

Al risveglio, ci rincontriamo con gli Et9 ei Oms, le solite due chiacchiere su come si e’ passato il day-off e poi lentamente ognuno si perde per le strade alla ricerca di buone occasioni.

Il locale, situato nei pressi del mercato, non solo e’ esteticamente attraente con le sue forme curve e le immense vetrate tagliate da barre di alluminio, ma e’ anche spropositamente grande, superattrrezzato e ricco di proposte interessanti (corsi, palestre, teatro)… questa e’ l’ultima giornata del tour… sono stanco… non ho piu’ voglia di scrivere, fatelo voi ora, se volete… vorrei solo un abito arancione… vi serve ancora qualche indizio… eccoli (in ordine sparso):
gran concerto, nudi per strada, Dave , Karl e Simon, sesso, Gleen, dare importanza all’ importante, e’ importante!, Muffa: il nuovo autista, Yap sta male, concerto di Edinburgo annullato, il tour finisce qui, Dover, i Muppets, Alba, Oms, Dio, Eddie non ce piu’, Owen oggi non ha suonato, doccia, riviste porno, birra, cartine, nove 45 giri di madonna, sole, traghetto, gioioso, viaggio in furgone, il tipo ciccione dell’autogrill, Torino, ossa, muscoli e legamenti, gli alieni e i russi, varie ed eventuali…vorrei solo un abito arancione.



Ecco qui! I Linea77 ci raccontano il loro tour di dieci giorni, in giro nel regno unito.

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e se vi va c'è pure un concorso
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IL CONCORSO
Il finale del racconto è a vostra scelta... leggete e costruitelo voi seguendo i suggerimenti dei Linea 77.

Spedite il vostro finale entro il 30 maggio a info@linea77.com per vincere CD, magliettina e altri gadget dei Linea 77.

Il risultato del concorso verrà dato ai primi di giugno.

I brani migliori verranno anche pubblicati sul sito dei Linea77.

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