Disorder festival, quattro giorni di musica indipendente e autoproduzioni a Eboli Live report, 20/08/2017

Tutte le foto sono di Agnese PellinoTutte le foto sono di Agnese Pellino
24/08/2017

Se parlate dei vostri programmi per l’estate a qualcuno che non è molto addentro la scena musicale italiana underground e dintorni, dicendo che andrete ad un festival di diversi giorni ad Eboli (SA) che in cartellone non ha nessuno dei nomi più noti della musica cosiddetta alternativa, questo qualcuno potrebbe avere difficoltà a capirvi; messa brutalmente giù così, potrebbe anche non avere tutti i torti. Fatto sta che, però, sempre più persone ogni anno accorrono al Disorder non solo dal salernitano ma da tutto il Meridione, Campania e Napoli in testa, scegliendo il festival organizzato da Macrostudio perché, nel giro delle sei edizioni precedenti, ha dimostrato un carattere e delle peculiarità che lo rendono una scelta competitiva con realtà ben più blasonate. Il Disorder esce molto presto con le date dell’edizione successiva, quindi, nel caso in cui anche voi stiate già programmando la vostra estate 2018, vi do qualche buon motivo per inserire Eboli nel vostro itinerario.

La musica

Banalmente, senza musica buona non si fanno buoni festival musicali. La line-up del Disorder spazia con intelligenza e curiosità fra Italia ed estero, veterani e nuove leve, fra generi musicali diversi (elettronica varia, rock, punk e cantautorato in primis); non punta sui nomi che si trovano in quasi ogni festival estivo, ma allo stesso tempo dribbla l’atteggiamento snob dello sperimentalismo e della nicchia a tutti i costi, non disdegnando di chiamare qualche artista relativamente più di richiamo. Al Disorder, comunque, importa poco se sul palco salirà un tuo beniamino o no, ci vai perché dopo sei edizioni sai che quel cartellone è garanzia di qualità e probabilmente finirai con lo scoprire un sacco di gruppi interessanti. E se proprio non ti piace nessuno poco male, avrai pagato tre euro (sono più o meno 40 centesimi a concerto), ce lo possiamo permettere? Anche quest’anno comunque c’era tanta roba, distribuita fra il palco principale e Altrarea, spazio dedicato all’elettronica. Ottimi Technoir, Persian Pelican, le strumentali di Junkfood, il punk dei Super Paradise, grande accoglienza per Colombre. Fra i concerti che ho avuto modo di vedere quest’anno spiccano quello dei Makai e quello di Edda, a detta di molti il migliore dei quattro giorni: un concerto pieno di energia, una scaletta micidiale con un buon equilibrio fra i pezzi di “Graziosa utopia” e i vecchi brani, il titolare della ditta in gran spolvero, evidentemente gasato per un’affluenza che non era scontato aspettarsi ad un suo concerto meridionale.

Il pubblico

Una situazione del genere richiede un pubblico all’altezza, e sembra che il Disorder sia riuscito a crearsene uno curioso ed attento, pronto a scoprire novità e a dare una possibilità anche ai set meno vicini ai propri gusti. C’è un’ampia rappresentanza di musicisti, addetti ai lavori e in generali molti esemplari di quel tipo di appassionati che alle serate trovate davanti al palco anche quando tutti gli altri sono in fila al bar. Se siete di questa razza, troverete pane per i vostri denti, altrimenti poco male, ci sono anche persone normali.

Il campeggio

Un pubblico del genere non lo si raduna certo puntando solo al circondario. Il campeggio è un’esigenza per una manifestazione che si propone di andare oltre la cittadina in cui vive, ma è anche la maniera migliore di vivere il festival, checché ne possa dire il vostro corpo quando vi scontrerete con la scarsità d’ombra e con i bagni chimici infuocati dal caldo sole campano (sempre che per la prossima edizione non si possa fare qualcosa in questo senso). Si compensa con il piacere di passare qualche giorno immersi nella comunità musicofila che vi si raduna ogni anno, tra facce nuove e volti ricorrenti sopra e sotto i palchi della Campania, e con tanto tempo per scoprire una zona fin troppo sottovalutata.

Eboli

Già, perché oltre a quella citazione riguardo gli spostamenti del Messia, a Eboli c’è di più. Un centro con tanto da raccontare, dal medioevo all’avanzata degli Alleati nel 1943, in una zona che trasuda da tutti i pori storia (i meravigliosi templi di Paestum sono a mezz’ora di auto) e natura. A pochi passi dal campeggio c’è un delizioso fiume balneabile, con un po’ di macchina si arriva facilmente al mare del Cilento o alle bellissime Gole del Calore. Insomma, se per le vacanze dovete scegliere tra festival e mare, semplicemente non fatelo.

Autoproduzioni

In un momento storico in cui la divisione fra mainstream e alternativo, indipendente o indie è sempre meno pregnante dal punto di vista dei contenuti, dei significati e dell’estetica, è importante valorizzare il tipo di filiera produttiva come specchio di quella che forse è l’unica distinzione rimasta valida, quella tra basso e alto. Il Disorder lo fa dedicando un’area mercato alle autoproduzioni e un salottino, Editoria, a presentazioni di libri, fumetti e progetti musicali dal basso. Ma anche autoetichettandosi sulla locandina come “festival indipendente di musica e autoproduzioni”, ché anche le apparenze contano. A proposito di questo...

Stile

Perché anche l’occhio vuole la sua parte. Il Disorder ha un immaginario ben definito e accattivante, basato su uno stile comunicativo sintetico e sulle illustrazioni dell’ottimo Emanuele Altieri. Un lavoro che poi prende corpo nell'inaspettato allestimento dell’area del festival, non proprio facile da valorizzare, con diverse videoinstallazioni e illuminazione un po’ artsy, fra barre di neon bianche e luminarie palesemente prese dalla festa del patrono del paese e adattate a luci da concerto.

Per concludere, qui trovate tutte le informazioni su questo festival che, partendo dal nulla, è ormai diventato un punto di riferimento per la scena musicale di Campania e dintorni ed ha le carte in regola per estendere ancora di più il suo raggio di attrazione. C’è da continuare a crescere, da investire di più su qualche aspetto che inizia a scricchiolare nelle serate con maggiore affluenza, ma la strada intrapresa nelle ultime edizioni è sicuramente quella giusta.

Tag: live report

Pagine: Edda Junkfood persian pelican Technoir MAKAI Colombre

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