Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla distribuzione digitale (ma non avete mai osato chiedere)

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13/04/2016 di Giorgia Mortara

Frequento un ambiente per lo più fatto di musicisti e appassionati del settore, mi capita molto spesso di parlare del mondo discografico e spesso mi accorgo che gli artisti hanno molti dubbi relativi alla commercializzazione della loro musica. Dopo ripetute domande, mi sono resa conto di una lacuna: per molti non è del tutto chiaro come la musica venga pubblicata sui negozi digitali quali iTunes, Spotify, Amazon etc…

Capita quindi spesso che una band, anche con un discreto successo in fatto di live e storia discografica, ritenga che sia sufficiente stampare il proprio disco (il supporto fisico è rimasto e resterà sempre nel cuore della stra grande maggioranza dei musicisti) ed eventualmente diffondere qualche pezzo su portali UGC (user generated content, ovvero quelli dove gli utenti possono caricare da sé i contenuti) come YouTube e/o BandCamp. Ma nel 2016, stando ai dati pubblicati dai Music Reports dei vari stati, non è abbastanza. Lo streaming, ad esempio, è arrivato, nel primo semestre del 2015, a rappresentare il 26% del’intero mercato discografico e ben il 62% del digitale: questo significa che l’ascoltatore ascolta e fa ricerca musicale sui portali di music streaming come Spotify, e non esserci potrebbe significare… non esistere.
Infatti, su Spotify la maggior parte delle volte non troviamo musica nuova solo tramite chiave di ricerca, nome disco e artista, ma grazie ai suggerimenti sugli artisti simili e i brani simili, quindi una band può essere scovata in maniera del tutto casuale, durante una ricerca affine ma nata con obiettivi diversi.

Ma concretamente, come avviene la pubblicazione della mia musica su questi portali?
Si parla di streaming e download. Lo streaming comporta l’ascolto online senza costringere l’utente a scaricare disco e/o brano sui propri device offline, la musica vive in cloud, sui server messi a disposizione dal portale in questione. Il download, al contrario, comporta il salvataggio del file audio sul proprio disco fisso, che sia mobile o no. Fanno parte della categoria streaming portali quali Spotify, Deezer, Apple Music. Rientrano nella categoria download gli stores come iTunes, Amazon, Beatport, Juno Download, Napster… Il mettere in vendita (perché si parla di vendita anche nello streaming, poiché ogni ascolto viene retribuito) la propria musica su questi portali è un’operazione che viene definita distribuzione digitale. È un po’ come distribuire fisicamente il proprio disco fisico: ci si serve di un distributore per aderire a una rete capillare di rivenditori. I negozi in questione sono per l’appunto i portali, mentre i distributori sono una serie di operatori tecnologici in grado di acquisire musica e metadata (informazioni) e consegnarla ai negozi digitali. I distributori hanno quindi i rapporti sia con gli artisti (o le label che non sono altro che aggregatori di artisti) che con i negozi e mettono a disposizione la propria tecnologia per eseguire una specifica operazione.

Una volta che la mia musica è stata distribuita sui negozi digitali, come ricevo gli introiti che mi spettano?
Ogni store ha la sua politica di prezzo e di suddivisione dei guadagni. Prendiamo in considerazione il più noto: iTunes. Un brano su iTunes viene messo in vendita di default a €0.99. Ogni ascolto genera un introito per l’artista, e questo introito viene denominato royalty. La suddivisione avviene all’incirca così: il 70% viene consegnato al distributore che a sua volta consegnerà le royalties dovute all’artista a seconda del tipo di contratto firmato con il distributore, il 10% viene consegnato alla SIAE, mentre la restante parte viene trattenuta dagli store. Per lo streaming il discorso è simile: ogni portale riconosce un tot per ogni ascolto, che viene ricompensato agli artisti. Quindi anche in questa fase l’intermediario tra il rivenditore e l’artista è il distributore / aggregatore.
È quindi fondamentale per un musicista pubblicare la propria musica sui portali di fruizione digitale. Non si può non tenere conto del fatto che il digitale abbia raggiunto una così alta porzione del mercato musicale mondiale. 

(fonte: report Ifpi 2016)


Tag: musica digitale tutorial

Commenti (3)

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  • Marco Fazzi 14/04/2016 ore 18:46 @marcould90

    Commento vuoto, consideralo un mi piace!

  • Marco Fazzi 14/04/2016 ore 18:47 @marcould90

    Sarò gentile! Questo è tutto quello che dobbiamo sapere sulla distribuzione della musica online!? Per esempio come si carica la propria musica in questi siti...?

  • Joe M. Galatone 15/04/2016 ore 22:43 @civico23

    INUTILE... Totalmente inutile.
    Grazie, ora sò come distribuire la mia musica!

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