Distribuzione online ed Etichette Indipendenti

26/03/2000 di



Negli ultimi anni con la diffusione di Internet si è assistito al proliferare delle homepage di band, etichette, distributori e di tutte le altre figure del mercato musicale indipendente e non. In questa prima fase i vari attori si sono mossi più che altro d'istinto, agendo senza progetti precisi e cercando più che altro di occupare uno spazio nuovo.

In molte delle homepage che allora popolarono internet era già presente la possibilità di acquistare cd e pagarli in contrassegno, spostando così le classiche "mail order" di vendita per corrispondenza dalla carta alla rete.

Ora, con la diffusione di modem "veloci" e il potenziamento delle linee e dei server, si delinea una seconda fase e cambia lo scenario: nasce la possibilità di ascoltare brani, venderli uno ad uno come caramelle sfuse, scaricarli sul propio pc in dozzine di formati diversi e pagarli con la carta di credito.

Però le etichette indipendenti ed i gruppi non hanno ancora la possibilità, e forse la necessità, di avviare da soli la vendita dei singoli brani e di utilizzare i servizi di pagamento online.

Infatti sono ben pochi i siti di indipendenti che consentono di acquistare cd con la carta di credito e ancora meno sono quelli che permettono di comprare i singoli brani. Questo tipo di attività "evolute" sono attualmente delegate ai grandi distributori digitali (mp3.com, vitaminic.it, webmusiccompany.com ecc. ecc.), sia per evitare i problemi tecnici e legali (copyright), sia per avere più visibilità.

E' emblematico il caso dell'etichetta GammaPop di Forlì, che vende i propri cd attraverso il sito con una normale mail order, ma che per gli acquisti con carta di credito si appoggia al distributore Wide Records e per i singoli brani e un po' più di visibilità si affida a Vitaminic. Simile è il caso dell'abruzzese Kut Music, i cui artisti si possono trovare sui distributori digitatli di mezzo mondo, prevalentemente in MP3. Secondo la logica di questa etichetta stare su un grosso sito può far guadagnare attraverso la riscossione del diritto d'autore incassato per ogni ascolto. Piccole cifre, s'intende, ma siamo all'inizio.

La prassi normale è comunque sintetizzabile in "preascolti + mail order" e per il resto ci si arrangia. Altre etichette come la toscana Dune Records, hanno utilizzato internet per il lancio di alcuni prodotti, organizzando eventi online in streaming e promuovendosi con email advertising e banner exchange con risultati interessanti.

Sonica Factory, una delle etichette nate dallo scioglimento dello storico CPI, ogni tanto cerca di attrarre i visitatori mettendo online brani MP3 di versioni inedite e non in commercio.

Tra i formati audio, senza alcun dubbio, prevalgono MP3 e RealAudio, dimostrando che per ora i formati "sicuri" come LiquidAudio non hanno attecchito. Tra le poche etichette a intraprendere la strada degli "ascolti sicuri" va segnalata l'Amiata Records, etichetta di Firenze specializzata in world music, una delle prime etichette a mettere tutto il proprio catalogo online in vendita pezzo per pezzo con la tecnologia LiquidAudio. I risultati di questa operazione non sono ancora soddisfacenti, ma mostrano, nei dati di vendita, un trend positivo seppur lento.

Riguardo alla sicurezza e al diritto d'autore, è da sottolineare lo sconforto e la confusione di molte piccole etichette d'innanzi alle scarse regolamentazioni e agli alti costi della licenza sperimentale SIAE. La legislazione, infatti, non è in grado di stabilire il limite tra sfruttamento dell'opera e attività di promozione della stessa, finendo col penalizzare le piccole etichette. Così succedono cose imbarazzanti, come è successo alla Mad Production che non volendo pagare la licenza ha preferito togliere dal sito i RealAudio di 28 secondi dei propri artisti.



Visitate la sezione delle Etichette per trovare i link a moltissime etichette indipendenti italiane.

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