Three Second Kiss - Donne e motori - Brescia Live report, 08/03/2003

20/03/2003 di Federica Gozio



Atmosfere cupe e spigolose sabato sera per il concerto dei Three Second Kiss che hanno presentato il loro ultimo lavoro, Music out of music. Un locale buio, grezzo e raccolto, che si presta allo spettacolo proposto dal trio bolognese, enfatizzando le sonorità aspre, taglienti e inquiete delle composizioni. Come trovarsi in un vecchio e fumoso locale dei sobborghi più trascurati e lugubri del mid-west, semplice, informale, con il solo obiettivo di valorizzare la musica, sparata ad altissimo volume.

Se non avessi saputo che erano italiani non l'avrei mai pensato; non amano essere aprioristicamente etichettati con rigide classificazioni, ma è indubbio che il loro rock non è tipica espressione del rock casalingo, lo palesa anche l'incisione dell'ultimo album per un'etichetta americana e l' intenso lavoro svolto negli States, dove, non a caso, hanno riscosso notevole successo, anche se il genere non incontra il mio gusto musicale. La musica destrutturata, dissonante, a tratti ridondante, era in tutti questi aspetti esasperata dalla compattezza di un locale che sembrava faticare a contenerla. Ciò nonostante a fine concerto mi sono ritrovata col loro ultimo cd in mano, spinta dalla curiosità di riascoltare i pezzi per studiarli meglio, e in ogni caso dalla convinzione che rappresenti un tassello immancabile per la completezza di una discografia. Un concerto senza mezze misure, di quelli che difficilmente scivolano nell' anonimato.

Osservando un pubblico mai indifferente, ho avuto la conferma che quello che propongono si apprezza solo trovando la sintonia, altrimenti è alto il rischio di indigestione. I commenti captati alternavano totale compiacimento ed estremo disagio e disorientamento. Non un concerto da lasciare sullo sfondo di una conversazione, ma un evento da seguire attentamente per non rischiare di diventare un assemblaggio casuale di rumori e frastuoni.

Con un attento ascolto si percepisce la cura e l'attenzione nell' accostamento dei suoni, non certo casuale; gli strumenti sembrano studiarsi e cercarsi dialogando tra loro, mantenendo ciascuno la propria indipendenza, voce inclusa; persino la batteria ha un suo ruolo autonomo e di primo piano, lungi dall'essere un mero supporto ritmico. Indiscutibile la presenza scenica, forte delle esperienze live maturate con gruppi di alto livello e soprattutto oltre le mura italiane. Una band che manifesta grande personalità e maturità, con un'immedesimazione totale nella musica sino a diventare loro stessi un tutt'uno con i propri strumenti. Col mio cd in mano mi sono avvicinata timorosa a Massimo, cantante e bassista, per farlo autografare..timorosa perché associavo la musica appena espressa ad un'indole scontrosa.

E' stato sorprendente trovare invece una persona molto cordiale e spiritosa (che ha arricchito di valore il cd personalizzandolo con un disegno.), dissociata totalmente dal personaggio che poco prima, sul palco, mi incuteva una certa soggezione e inquietudine.



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