Diathriba - Dude - Soliera (MO) Live report, 21/03/2001

18/04/2001 di



Il locale, nel caso specifico, è uno di quei favolosi circoli ARCI in cui il mercoledì sera è dedicato alla musica 'giovane', con birra ed età media intorno ai venticinque, e il giorno dopo, stesse pareti, è probabile trovarsi in mezzo ad una accanita gara di briscola, tra bicchierini di amaro e tavolini circondati da ultrasessantenni, in uno dei più consueti miracoli della provincia emiliana.

Mercoledì musica dal vivo, appunto: di scena i Diathriba, finalmente in tour dopo la pubblicazione dell'ottimo "Stracielo". Il passaggio dall'album al live è dei più classici, con chitarra e batteria a guadagnare spazio a scapito di campioni parzialmente defilati, riallineando il risultato complessivo ad un approccio tipicamente 'rock', senza perdere minimamente i frammenti del prezioso equilibrio 'pop' raggiunto nell'ultima prova in studio: "E' solo l'alba", posta in apertura, come sul cd, dopo l'intro di "Stracielo", e "Uomo moltiplicato" (anche se le strofe cantate da Cristiano Santini sono un'altra cosa...), vivificate da un'interpretazione energica che le valorizza ulteriormente, si confermano ottima sintesi delle due anime, mentre reggono bene anche i passaggi 'riflessivi' di "Tangenziale" e "Islanda". Nel complesso il quartetto conferma la maturazione evidenziata nell'album, trovando i puntuali contributi dei singoli ben amalgamati tra loro e la voce di Andrea ulteriormente cresciuta in affidabilità, e confeziona un live act davvero buono, con una scaletta ben organizzata (oltre alle già citate sono passate "Malavoglia", l'inedita "Etere", un pezzo della preistoria del quartetto modenese, la gradita b-side "Tranfert") e qualche dosato inserimento meno consueto, come il theremin su "Uomo moltiplicato" o la chitarra acustica in primo piano sulla conclusiva "Sogno pigro".

C'è spazio per qualche rado appunto (una gestione un po' 'rustica' delle pause sul palcoscenico, ad esempio) e per qualche miglioramento (con un concerto che, per quanto riguarda la durata, potrebbe guadagnare ulteriormente in un passaggio dall'ora attuale a qualcosa di più, consentendo magari un recupero più approfondito di "Guardandoti", di cui in questo caso è stata proposta solo la peraltro efficacissima "Black room"), ma la sera riesce comunque davvero bene, e si torna verso casa dal primo concerto della primavera totalmente soddisfatti. Bravi.

E, domani, briscola.



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