Giuliano Dottori - Dynamo - Milano Live report, 15/11/2007

02/01/2008 di Simona Rotolo

(Giuliano Dottori dal vivo - Foto di Andrea Rainoldi)

Si dice che la generazione dei songwriter italiani sia in estinzione. Giuliano Dottori smentisce tale luogo comune. In una Milano colpita dalla prima ondata di freddo, il giovane cantautore è riuscito a ricreare un'atmosfera intima e calda, perfetta per le sue canzoni. Un artista di talento, Simona Rotolo racconta.



Che sia vero o no, dicono provenga dalla Siberia. Questo vento che ha invaso Milano forse “non ci porterà via” ma poco ci manca.

La tentazione di rifugiarsi in un pub accogliente e di gustarsi un live-set intimo è subito soddisfatta dall'appuntamento del giovedì sera al Dynamo. Il locale dedica la serata del giovedì ai “Gentili ascoltatori”: per un'ora netta di concerto si promette di non chiacchierare, di non disturbare e, soprattutto, di ascoltare.

E attento, questo pubblico, lo è davvero.

Perché stasera c'è di scena Giuliano Dottori, un musicista che già si è fatto notare in vari progetti di rilievo (Alessandro Raina e Atletico Defina).

Poliedrico e instancabile, nel 2007 il nostro ha esordito con “Lucida”, un disco solista che sta proponendo dal vivo in tutta Italia. Accompagnato da una band di matrice tutt'altro che italiana, ci catapulta nel suo universo fatto di liriche introspettive e atmosfere alla “Desert sessions” con un cantato obliquo e sognante. Sonorità malinconiche per tingere le emozioni di grigio si alternano a sensazioni delicate, capaci anche di graffiare. Cantautore energico e convincente, Dottori percuote ora la folk ora l’elettrica con leggerezza e maestria tessendo armonie di rara dolcezza come “Rancori e segreti”, “Endorfina”, “Alibi”. I momenti strumentali, sempre accattivanti e coinvolgenti, dilatano i brani stravolgendone la struttura. Il conclusivo tributo a Eno conferma l'attitudine eclettica della formazione che riesce a coniugare perizia tecnica e ricerca sonora senza mai perdere di vista semplicità e immediatezza.

Ottimo il bis per sola chitarra folk e voce che lascia spazio a intrecci chitarristici raffinati alla Nick Drake e il brano nuovo eseguito in apertura che promette assai bene per i prossimi lavori in studio.

Il luogo comune che considera estinta la generazione di cantautori italiani con qualcosa di nuovo da dire viene sempre più spesso smentito, specialmente se, gentili o no, ci sono ascoltatori in grado di apprezzarne il talento.



Commenti (5)

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  • Stefano "Acty" Rocco 02/01/2008 ore 15:11 @acty

    c'è anche Ed Harcourt nelle cose che fa Giuliano... devo vedermelo dal vivo o prima o poi.

  • livere 07/01/2008 ore 23:37 @livere

    cazzo, pure io

  • livere 07/01/2008 ore 23:51 @livere

    mica lo conoscevo 'sto harcourt.. mi sono comprato il suo ultimo disco... e cazzo, magari ci fosse! grazie per il consiglio involontario..

  • Stefano "Acty" Rocco 08/01/2008 ore 01:40 @acty

    la sua "something in my eyes" è una della canzoni migliori degli ultimi anni...

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