Eboli - Disorder Beer Fest Live report, 07/09/2011

07/09/2011 di

Non esiste solo lo Sziget, lo sapete. E non sempre tre live messi in fila possono essere considerati un festival ma magari sono altrettanto importanti: soprattutto se sono una riposta al centesimo sbadiglio e all'ennesimo locale che chiude diminuendo drasticamente i concerti in circolazione. Provincia cronica, diceva qualcuno. Allora vi raccontiamo il Disorder Beer Fest: una tre giorni di musica e film a Eboli; sono orgogliosi di essere considerati una sagra di paese, ché nelle città vicine (anche più grandi) mica ce l'hanno una manifestazione così. Letiza Bognanni conferma.



Torno nella mia città e subito mi viene voglia di ripartire. Attenzione: la mia città è un piccolo capoluogo di regione del centro-sud, con tutto il carico di sbadigli, lamentele e panni sporchi che comporta l'essere un piccolo capoluogo di regione del centro-sud. Il posto da cui torno è un piccolo capoluogo di niente del sud con tutto il carico di sbadigli, lamentele e panni sporchi che comporta l'essere un piccolo capoluogo di niente del sud. Ma allora perché, nella mia città, torno e scopro che il mio locale preferito, l'unico che, con tutta la sua piccolezza esagerata, provava a non offrire solo birra e musica di Ligabue, l'unico per cui la musica dal vivo non erano cover band e che non rifiutava scandalizzato gruppi che chiedessero più di duecento euro di compenso, perché torno e scopro che ha chiuso?

(Il cielo di Bagdad)

E perché invece a Eboli – è da lì che torno – si esce dal concerto de Il cielo di Baghdad e si va a prendere una birra in un locale appena aperto che espone la locandina di un prossimo live degli Amycanbe? Perché praticamente tutti i gruppi di tutte le etichette mie amiche di facebook hanno in calendario una data a Eboli e nessuno, dico nessuno, ne ha una nella mia città? Non so, forse è perché lì un paio di persone dalla testa dura ci si sono messe d'impegno per mantenere la situazione in movimento, senza arrendersi alla prima serata un po' così, come invece usano da queste parti. Sento una voce che dice "scusa, ma perché non fai qualcosa tu invece di stare qui a piagnucolare?". Credimi, voce, ci ho provato e forse continuerò a provarci, ma ogni giorno che passa, ogni locale che chiude, ogni festival che viene cancellato, sento venire meno un pezzettino di donchisciottismo.

E intanto – cose che se te le avessero dette dieci anni fa avresti risposto "se, vabbè" - sfogo la mia brama di live andando spesso a Eboli. Dove non soltanto un gruppo di eroi (sì, eroi. Ve l'ho detto, so di cosa sto parlando) ha avuto la meglio su ogni avversità – non ultimo il ritiro all'ultimo momento di alcuni finanziatori – riuscendo a portare a termine la tre giorni, ma addirittura la gente è accorsa numerosa! Beh certo, per quanto potesse accorrere numerosa a quello che l'organizzatore ha definito "il festival più piccolo d'Italia".

La location, in effetti, è suggestiva ma parecchio piccola, cosa che comunque contribuisce al clima easy e informale della manifestazione, insieme alla (ottima) pizza fritta – nonché a un pianobar dei dintorni a volume fuorilegge, ma di questo avremmo fatto volentieri a meno.
Comunque. Mi viene spontanea una domanda: perché "Disorder Beer Fest"? Quel "Beer fest" non fa un po' sagra? La risposta mi convince abbastanza: perché l'intento è che questo festival, come la birra, fermenti nel tempo, crescendo e generando sempre nuove idee. Io glielo auguro. Che possa durare e rinnovarsi, e riproporsi negli anni con sempre più idee che magari si riescano a mettere in pratica senza fastidi – proiettore non funzionante, per dirne uno. Ma la musica, quella c'è, e alla fine è la cosa che più conta.

Si comincia lunedì con Il cielo di bagdad. Prima viene proiettato "L'arte del sogno", e la folle giocosità di Gondry è un'introduzione coerente all'immaginario etereo del gruppo casertano, anche se c'è da dire che a vederli alternarsi agli strumenti e suonare così epici sembrerebbero voler inaugurare un nuovo corso, meno Sigur Rós e più Arcade Fire.

(Giorgio Canali e Angela Baraldi)

Martedì. Mentre mi sto ancora asciugando le lacrime post "Control" - è la terza volta che lo vedo ma la scena finale mi distrugge sempre – salgono sul palco Giorgio Canali e Angela Baraldi col loro omaggio ai Joy Division, e non c'è scetticismo che tenga: è un tributo, ok, ma lascia il segno. Giorgio Canali, beh, è Giorgio Canali, e Angela Baraldi ha una personalità, una presenza e una voce che in un mondo giusto dovrebbero valerle ben più di una vaga fama per un film e qualche collaborazione.
Terza serata, dopo i grigi mancuniani si torna ai colori saturi dell'estremo nord: prima "Heima", il documentario sul tour dei Sigur Rós, poi Il rumore del fiore di carta e il loro post-rock che ci conduce, fra distorsioni, spoken e fiati, verso la conclusione del festival e fuori da questa piccola oasi fresca e amichevole nascosta da alberi e mura.

Due giorni dopo, nella mia città, che è anche la città de Il rumore del fiore di carta, incontro uno del gruppo: commentiamo la chiusura del locale di cui sopra, la mancanza di spazi, o meglio la mancanza della voglia o capacità di sfruttare gli spazi, la generale apatia di gente che a trent'anni ha appeso al chiodo lo spirito di iniziativa e parla e fa come se ne avesse cinquanta. Commentiamo lo spirito di iniziativa che invece dall'altra parte spinge avanti non solo trentenni, ma anche cinquantenni senza nessuna voglia di mollare, e nonni che si giocano la pensione nell'apertura di un locale per la musica dal vivo. Ci diciamo che Eboli è un posto pieno di gente strana.



Pagine: Giorgio Canali & Rossofuoco Il Rumore del Fiore di Carta Il Cielo Di Bagdad

Commenti (4)

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  • Alessandro Caiazzo 07/09/2011 ore 13:13 @cseil

    Bello.

  • thbnc 07/09/2011 ore 19:36 @thomasbianco

    gran bel racconto!!

  • iTch 07/09/2011 ore 20:35 @marioitch

    applausi!!! per l'articolo e per quelli che ormai ritengo "amici" ebolitani (sì, anche quelli con cui non ho mai avuto modo neppure di parlare...) :)

  • Associazione Satori 25/09/2011 ore 00:25 @associazionesatori

    brava e bravi gli amici di Eboli, a Salerno riapriremo l'Iroko Content a breve, tornerà il Mumble Rumble, e faremo altri concerti come da anni ci invidiano in molti anche della padania.... e poi abbiamo avuto l'HMP il 14,15,16 luglio con Nicola Conte, Erica Mou, Jazzanova e ...A Toys Orchestra che è stato super. YO||


    (Messaggio editato da associazionesatori il 25/09/2011 00:29:15)

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