20.000€ in 8 giorni: perché il crowfunding di Egreen è stato un successo

Egreen FantiniEgreen Fantini
14/09/2015

Ho seguito con molta attenzione il lancio della campagna di Egreen su Musicraiser e non posso che esserne contento: finalmente anche il rap italiano sceglie la via del crowdfunding. La raccolta di fondi in rete è una dinamica ormai solida e utilizzata in tutto il mondo, specie per progetti indipendenti o particolarmente sperimentali. In questi anni ho visto finanziare di tutto, talvolta con volumi davvero consistenti. Tutta la magia e il successo di una campagna di crowdfunding sta nella capacità di raccontare il proprio progetto, il proprio sogno, e nel saper trasmettere alle persone tutta la passione contenuta nell’idea proposta.

Egreen è riuscito a far tutto questo e, in soli 8 giorni, ha tagliato il traguardo del proprio obiettivo: 20.000€. I fondi saranno utilizzati per la pubblicazione del suo nuovo lavoro "BEATS & HATE”. La campagna terminerà il 30 Ottobre e i numeri per "Turbogigi AKA Fantamagic AKA Egreen” possono solo aumentare.

In questo momento l'album è acquistato a un prezzo medio di circa 42€. Questo vuol dire che il rapper sta raccogliendo fondi da tutti i fan più vicini a lui, quelli indifferenti al prezzo (se Egreen fosse uno smartphone potremmo chiamarli gli "innovatori" o "early adopter"), mentre la grande maggioranza degli ascoltatori, quelli attenti al prezzo, potrebbe scegliere altre modalità d’acquisto - a campagna conclusa - a costi più bassi: il formato fisico standard o il digitale. Fare crowdfunding con il proprio progetto vuol dire anche questo: offrire il giusto prodotto al giusto ascoltatore, differenziandone il prezzo. Un po’ come ha fatto Guè Pequeno distribuendo ben 4 edizioni di "Vero", il suo ultimo album.

Ogni musicista o gruppo che sta progettando una campagna di crowdfunding dovrebbe prendere appunti da Egreen, e capire perché questi sono stati i punti chiave del suo successo:

Coltiva la fanbase

Egreen è un artista con una fanbase vera, una di quelle fanbase che vanno ai concerti, comprano i dischi e anelano rime sempre nuove. Il rapper si rivolge quotidianamente ai fan: senza alcun filtro, commentando, rispondendo, chiarendo le idee e, dove serve, mandando a quel paese. La "teoria dei 1000 fan" funziona esattamente così: a un artista potrebbero bastare solo 1000 fan per vivere del proprio lavoro. Mille persone pronte a tutto, pronte a supportare in qualsiasi forma le azioni del proprio musicista preferito. Verso questa fanbase, l’artista deve relazionarsi e creare rapporti stretti, uno a uno. Quindi dialoga con i fan.

Scegli un hashtag che funzioni

L’hashtag #stoconfantini è perfetto: è un hashtag che guida e raccoglie tutti i commenti della campagna e al contempo ti fa prendere posizione. Se condividi un post, una foto, uno status con #stoconfantini stai dicendo due cose: 1. mi piace questo artista 2. mi piace questo nuovo modo di vendere un disco. Scegli un hashtag sensato.

Non improvvisare

Il giorno del lancio del crowdfunding, Egreen ha lanciato anche un sito nuovo, la campagna su Musicraiser, il video in cui spiega tutte le info relative al progetto, un singolo estratto dal nuovo album e il video dello stesso singolo. Se vuoi lanciare una campagna in crowdfunding devi preparati parecchio tempo prima. 

Proponi delle ricompense sensate e interessanti

Le offerte per i raiser sono ben diversificate. Si possono donare dai 15€ ai 1500€, ottenendo diversi benefit: dal disco in digitale, edizioni fisiche, magliette e anche, colpo di genio, la possibilità di portare a messa l’artista. Utilizzare i benefit in questo modo è sensazionale e offre più spunti di discussione attorno alla campagna. Pensa a delle ricompense buone e originali per chi ti sostiene.

Non rimanere indietro

Egreen, in Italia - per il rap - è arrivato per primo. Arriva per primo.

 

8 giorni. Questa è la dimostrazione che NON È VERO che in Italia la gente NON capisce, la gente in realtà ha capito...

Posted by Egreen on Martedì 8 settembre 2015

 

La campagna di Egreen è migliorabile? A parere mio si, ecco come:

1. Nuovi traguardi dopo il primo raggiunto. L’obiettivo di 20000€ è stato raggiunto in 8 giorni. La campagna durerà ancora un mese e mezzo. Avere nuovi traguardi potrebbe portare più pressione verso chi non ha ancora aderito, per esempio: “Arrivati a 25.0000€ stampiamo il disco in vinile” oppure “Arrivati a 30.000€ mega live gratis” e così via.

2. Mostrare il packaging. il disco fisico, l’artwork, il "prodotto esclusivo" non si è mai visto. Tutti si fidano di “Turbogigi”, ma lo showoff dell’edizione limitata del disco avrebbe sicuramente fatto sbavare più gente. Ancor più se pensiamo che il primo disco di Egreen “il cuore e la fame” è su eBay a 100€ (senza essere un’edizione speciale)

3. Maggiore chiarezza su come verranno utilizzati i fondi. Scegliere un crowdfunding vuol dire scegliere di essere trasparenti e farsi fare i conti in tasca. A questo punto meglio comunicare subito, dal primo giorno, quali sono i costi per fare un disco in Italia. Questo renderebbe tutto trasparente e metterebbe a tacere tante sterili, inutili, critiche.

Io #stoconfantini, aspetto la mia golosa copia fisica e vi ricordo che se avete intenzione di lanciare un crowdfunding su Musicraiser, c'è la possibilità di farlo direttamente da Rockit.it, assicurandosi copertura editoriale continua e la possibilità di suonare al MI AMI 2016

Tag: discografia mercato discografico crowdfunding musicraiser

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Commenti (1)

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