Dentro ai tuoi occhi è la rubrica di Rockit che propone uno scatto dei maggiori fotografi della musica italiana, raccontato dalla prospettiva dell'autore. Oggi gli archivi che si aprono sono quelli di Elisa Catozzi, che ha scelto un suo scatto agli Ulver.
Fontanellato, 3 giugno 2017
Scegliere uno scatto non è stato semplice. Ci sono stati molti momenti intensi sotto palco e tante band che mi hanno lasciato qualcosa addosso. Alla fine ho scelto una foto meno recente, legata a una band norvegese che non mi ha mai deluso: gli Ulver. Ogni loro concerto porta con sé la stessa sensazione: quella curiosità nervosa e quell’adrenalina che assomigliano alla notte prima di un esame.
Li ho visti per la prima volta dal vivo nel 2011, al Teatro Regio di Parma. Mi sono persa nelle loro sonorità, nelle evoluzioni continue, nei movimenti circolari del suono. Da lì in poi ho seguito tutti i loro live in Italia.
Nel 2017 viene annunciato uno spettacolo al Labirinto della Masone di Parma. Prendo subito il biglietto: anche senza pass foto, non potevo mancare. Arriva il 3 giugno, pass confermato (che gioia!) e arrivo al Labirinto. Per raggiungere il palco si attraversa un percorso silenzioso tra i bambù, illuminati da luci colorate e soffuse. È chiaro da subito che non sarà un concerto come gli altri.
Lo spettacolo è fatto di suoni, pause, sospensioni. Un’atmosfera onirica, attraversata da laser colorati, che rende tutto irreale e profondamente immersivo. Io, se possibile, cerco di fissare con la fotocamera ciò che si respira più che ciò che si vede. Quando musica e contesto coincidono così, fotografare smette di essere lavoro: diventa un modo per stare dentro a quello che sta succedendo.
Quella sintonia, evidentemente, è arrivata anche alla band. Dopo il live, condivisero alcuni miei scatti e mi ringraziarono per come lo spettacolo era stato raccontato. È stata la prima, grande sorpresa.
La più forte, però, è arrivata l’anno dopo: nel 2018, durante il Festspillene i Bergen, una foto scattata quella sera al Labirinto è stata usata per la promozione degli Ulver, stampata in dimensioni enormi e appesa fuori dal Grieghallen di Bergen, oltre a diventare lo sfondo di numerosi flyer. Una felicità difficile da spiegare, nata dalla sensazione rara di una vera sintonia: tra un click, una band e due modi diversi di raccontare la stessa cosa.
Alla fine, quando fotografo sotto palco credo sia proprio questo ciò che ricerco sempre: quel momento fragile in cui musica e sguardo smettono di essere due cose diverse e l'emozione ti attraversa completamente.
---
L'articolo Elisa Catozzi meets Ulver di Giulia Callino è apparso su Rockit.it il 2026-01-30 10:17:00

COMMENTI