Emergenza Rock, riflessioni

21/04/1998 di



Lunedì 6 aprile mi sono recato al Covo, storico locale bolognese di musica 'underground', a sentire le selezioni locali della suddetta manifestazione. A dire la verità i 12 'sacchi' per entrare non li avrei spesi se non ci fossero stati i miei amici KANTINA a suonare.

Così ho avuto l'occasione non solo di ascoltare loro, ma di farmi un'idea sulla manifestazione in generale, tant'è che mi sono venute in mente diverse cose di cui vi andrò a parlare, cominciando dall'organizzazione, pessima e affidata a personaggi che, se non sbaglio, fanno vincere un viaggio ad EuroDisney come premio finale. Al di là del premio, i gruppi iscritti sono stati presi in giro per circa 4 mesi, finché non è stato annunciato loro, una settimana prima, la data dell'esibizione, prevista inizialmente per il 6 febbraio.

Non è difficile capire come sia stato gestito il tutto ('superficialità' era la parola d'ordine!), mentre questi gruppi aspettavano di suonare. Altra considerazione dev'essere fatta sulle votazioni; se da una parte si evita l'istituzione di una giuria che potrebbe essere sospettata di brogli (la cultura del sospetto, nel nostro Paese è di garibaldina memoria!), dall'altra vince chi porta... più amici! E' incredibile tutto ciò, visto che dei cessi galattici possono passare più turni a discapito di chi magari sa suonare ma fa un genere poco orecchiabile, o ancora peggio è sfigato perché un lunedì sera i suoi amici non possono esserci. Conferme su conferme, che la dicono lunga sull'organizzazione.

Per quanto riguarda i gruppi non ci sono parole migliori: le proposte in gara, per quello che ho visto, testimoniano che in Italia c'è da una parte un sottobosco di nuove tendenze, molto valide e tese ad evitare 'compromessi melodici' col passato. Dall'altra (ovvero la parte di Emergenza rock), si sente solo che il trittico Vasco/Litfiba/Ligabue viene riproposto a più non posso, a cominciare dal gruppo dei miei amici. Personalmente non ne posso più! Basta con le solite cose (vi ricordate quella pubblicità?), basta con i soliti ascolti, basa con le solite ricette e le solite band (2 chitarre, tastierona e testi del cazzo!). Bisogna ascoltare più musica, guardare oltre, e allo stesso tempo continuare a pensare che anche un trio 'à la Nirvana' possa ancora funzionare e darci buone soddisfazioni.

Bisogna essere coscienti che quelle canzoni Vasco, come Litfiba e Ligabue, le ha(nno) già scritte, almeno 15 anni fa: non è questo il rock al quale bisogna ispirarsi, e se lo si vuol prendere come modello è necessario provare ad evitare la metamorfosi nel solito Solieri o Pelù 'di turno'.

Sono d'accordo che forse è troppo facile dare consigli a destra e a manca, e molto più difficile suonare uno strumento; oggettivamente, però, la situazione, in alcuni casi, è veramente penosa. Proviamo a dare uno scossone!



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