Small Jackets - English Tour - UK Live report, 27/11/2006

27/11/2006

(Foto da http://www.smalljackets.com)

Gli Small Jackets ci raccontano il loro tour in UK, ospiti - sul palco e in casa - dei Gorilla. Da Hastings a Londra, passando per cene a base di shifezze, British Breakfast, dormite sul pavimento (pieno rock'n'roll style) o in ostelli giganteschi e futuristici. 3 date decisamente "alcoliche" e tutte da leggere. La parola ai rockers.



Il tour degli Small Jackets nel Regno Unito è partito il 28 Settembre 2006, dall’aeroporto di Forli. La crew era composta dalle 4 giacchette (Lu, Danny, Rob ed Eddy), ovviamente accompagnate dall’immancabile roadie Lello, senza il quale ogni tour non sarebbe mai altrettanto divertente, ed il “manager-producer” Leo della Go Down Records.
Il volo, rigorosamente low-cost, della famigerata Ryan Air, parte ed atterra con puntualità svizzera; infatti, all’orario prestabilito eravamo gia a London Stansted in attesa di essere caricati. Conoscendo i nostri soci d’Oltremanica, i Gorilla, dai quali saremmo stati ospitati e scarrozzati, le aspettative di condurre una vita regolare nei seguenti 5 giorni erano pressoché nulle: come da copione infatti, un’attesa di circa 40' all’aeroporto non ce l’ha risparmiata nessuno. Il batterista dei Gorilla, accompagnato da un’amica, si presenta a Stansted con un furgoncino per trasporto merci (cioè senza sedili né finestrini sul retro), nel quale ci siamo “accomodati” su cuscini e trapunte varie, in mezzo a chitarre e valigie di ogni genere.

Siccome la fame si faceva sentire, l’autista ci concede gentilmente una sosta in una specie di autogrill, nel quale sono stati acquistati, a prezzi allucinanti, un quantitativo mostruoso di schifezze e patatine ai gusti più svariati, che hanno causato immediatamente reazioni intestinali a qualche membro della crew, i quali non si sono fatti grossi problemi a rendere irrespirabile l’aria all’interno del furgone...

Dopo un’ora e mezzo circa ci trovavamo ad Hastings, hometown dei Gorilla, precisamente nell’appartamento di "Billy the drummer”. Il posto è carino, l’appartamento del tipico rockettaro ma pressoché ordinato e ben tenuto. Hastings invece è un paesino di mare, da me soprannominato Cesenatico, ma un po’ decadente e malmesso. Come abbiamo scoperto in seguito, infatti, la maggior parte della popolazione locale vive col sussidio di disoccupazione che il Governo concede a chi è in ricerca di lavoro (in realtà ne approfittano i peggiori fannulloni).

Come primo segno di ospitalità, una volta accomodati, Billy ci ha portati per Pub nei quali si inizia a bere alle 14 e si finisce all’una di notte!

La prima cena è stata prorio in compagnia dei Gorilla al gran completo, a base di hamburger, patatine ed altre cosette pesantissime - come del resto ogni altro pasto per il resto della nostra permanenza. La nostra prima data si è tenuta in una bettola chiamata "Smuggles", che, come suggerito dal nome stesso, non godeva di condizioni igeniche molto salutari... in effetti si trattava di una vera e propria british fogna, dove abbiamo suonato in mezzo al pubblico, senza palco e vicinissimi alla porta di entrata, cosa che procurava non pochi problemi di concentrazione. Tutto ciò ha fatto si che la gente sia stata molto coinvolta e partecipe al nostro show.

Al termine del concerto i locals si sono dimostrati soddisfatti e ben disposti nei nostri confronti, e qualche coraggioso si è pure comprato maglietta e cd, mentre qualcun altro ha preferito il picture-disc e qualcuno ha voluto semplicemente scambiare qualche chiacchiera con gli Italiani.

Dopo il meritato cazzeggio, ci apprestiamo ad andare a dormire sui confortevoli pavimenti e sacchi a pelo in casa Gorilla. Del primo risveglio ricordo con precisione un’artrosi allucinante ed il buon caro Eddy che si scaccola accanto a me chiedendomi come suo solito con fare ironico: “ma Roby….ma tè…..ma quanto stai bene!!?”.

La tipica British breakfast è sicuramente qualcosa che non abbiamo dimenticato, vuoi perché è stato il nostro pranzo per ben 2 giorni di fila, vuoi perché è stata una botta calorica allucinante a cui noi non siamo certo abituati; ad ogni modo ci siamo dati anche allo shopping di dischi usati e cianfrusaglie varie per il resto del pomeriggio, prima di recarci al secondo locale in cui avremmo suonato: il "Brass Monkey", a mio avviso molto più curato e figo rispetto allo "Smuggle", con un vero palco ed un vero soundcheck, con suoni perfetti sia sul palco che fuori. In quest'occasione siamo stati supportati dai nostri amici Gorilla, che hanno suonato molto bene come loro solito e che hanno scaldato per noi l’ambiente tipicamente alcolico-britannico. Il nostro show è stato particolarmente carico e ci siamo divertiti parecchio tutti quanti. La nottata è poi proseguita all’insegna dell’alcol e molte stronzate sono state dette e fatte dai protagonisti di quest’avventura.

Il giorno seguente, comunque, siamo riusciti a raggiungere Londra coi mezzi pubblici e tanti ma tanti bagagli. L’ostello che ci ha ospitati è un mega villaggio con più di 300 stanze super futuristico chiamato "Generator". L’ultima data, quella conclusiva del nostro tour, al "Turtles" di Londra, si è svolta all’insegna della malinconia, un po’ perché avevamo abbandonato i nostri amici Gorilla ad Hastings, un po’ perché si stava concludendo la nostra esperienza Inglese nella quale ci siamo proprio divertiti parecchio.

In conclusione, l’ultima mattinata trascorsa a Londra prima di andare all’aeroporto, è stata all’insegna dello shopping più sfrenato a Cadmen Town, nella quale il sottoscritto si è sputtanato tutte le sterline rimaste nel portafogli in vestiti e accessori, mentre altri hanno preferito, come forma di sputtanamento, dei cari e vecchi vinili anni '70.

Fine del viaggio purtroppo, questo è quanto…//Rob, Small Jackets



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