Ennio Morricone, la popstar più colta che ci sia mai stata

Tutti conoscono le sue colonne sonore e il suo eterno tour orchestrale, ma nella sua carriera il compositore romano si è preso decine di volte anche la vetta della hit parade. Perché essere "popolare" era la prima ambizione della sua musica
06/07/2020 10:32

"Spesso uso le stesse armonie della musica pop, perché la complessità di quello che faccio sta in altri aspetti", diceva Ennio Morricone, e ancora: "Mi sono sempre domandato perché esista una specie di culto della mia musica. La migliore spiegazione si trova nella forma di scrittura 'popolare' che adotto. Voglio dire: uso accordi semplici. Non uso mai cose complicate per sembrare pretenzioso. Quindi le mie composizioni sono di facile ascolto ed entrano in risonanza con la musica pop". Una grande verità, che spiega in modo comprensibile come Morricone sia stato il compositore più apprezzato dalla gente che di solito non mastica di direzione d'orchestra, così come dai professionisti.

C'è un mestiere che Ennio Morricone ha svolto parallelamente a quello di compositore per il cinema, e che non pensiamo sia stato consacrato a dovere: il Morricone pop, che scriveva e arrangiava per le canzoni italiane da hit parade. Molti sanno che dietro il giro armonico che sale e diventa sempre più epico di Se telefonando (testo di Maurizio Costanzo e Ghigo De Chiara), cantato da Mina nel 1966, è stato composto dal Maestro romano, ma non tutti sono a conoscenza che, dietro i guizzi che riproducono l'acqua salata che s'infrange sugli scogli di Sapore di sale di Gino Paoli (1964), ci sia la sua mano di arrangiatore di musica leggera.   

Il suo rispetto per la musica pop e rock era reale, non di facciata: "La musica del cinema, se è valida, può essere ascoltata e apprezzata anche senza guardare le immagini. Allo stesso modo, le canzoni – musica e parole – di Springsteen potrebbero essere paragonate alla colonna sonora di un film ancora da girare: non hanno bisogno di immagini alle quali appoggiarsi perché sono loro stesse ad evocarle".

Il Maestro se ne intendeva di musica leggera: aveva debuttato nel pop arrangiando Ma guardatela di Edoardo Vianello (1959) e Il barattolo di Gianni Meccia (1960), ma la sua prima composizione leggera è del 1961: Faccio finta di dormire, sempre di Edoardo Vianello, con cui avrà una cospicua collaborazione. Per lui ha arrangiato Siamo due esquimesi (1960), Il capello (1961) e poi i tormentoni Pinne, fucile e occhialiGuarda come dondolo (1962), Abbronzatissima (1963), Tremarella (1964) e Il peperone (1965). Le hit dell'estate, negli anni '60, avevano il suo tocco.

La sua celebre chitarra western la troviamo in Go-Kart twist, scritta per Gianni Morandi nel 1962, anno in cui ha musicato anche Quello che conta di Luigi Tenco, ma la sua sensibilità di arrangiatore che rendeva tutto epico e insieme celestiale è molto presente ne Il mondo di Jimmy Fontana (1965), una delle canzoni più intense della storia della canzone italiana. 

L'avreste mai detto che c'è la mano di Ennio Morricone in alcune delle canzoni più hippy mai registrate? È stato lui ad arrangiare il capolavoro pacifista C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones per Gianni Morandi nel 1966 e a comporre la musica di The ballad of Sacco & Vanzetti e Here's to You di Joan Baez, veri e propri inni della contestazione. Ha musicato anhe la meno conosciuta ma non per questo meno potente Filastrocca vietnamita, cantata da Sergio Endrigo nel Sessantotto.

Quando il pop si sposa con il cinema, Morricone compone la meta canzone di Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini, con Totò (1966), che mette in musica i titoli di testa in modo del tutto originale. Facciamo un salto in avanti: negli anni più recenti, il Maestro ha trovato il tempo e l'ispirazione per lavorare con Zucchero su Libera l'amore (1989), con Renato Zero arrangiando Pura luce (2001), e per rivisitare con una nuova veste Questo piccolo grande amore di Claudio Baglioni (2009) e La solitudine di Laura Pausini (2013). 

La sua più bella collaborazione pop degli anni duemila rimane Ancora qui, nata nel 2013 per il film Django Unchained di Quentin Tarantino e cantata da Elisa, in uno stato assoluto di grazia. Vogliamo ricordarlo così, il Maestro, con una canzone che fa da ponte tra i mondi che ha frequentato e per cui è celebrato come il più grande di tutti: il western, la musica leggera, l'epica travolgente e la potenza con cui, con un semplice cambio di accordi, è sempre riuscito a far cambiare la giornata di chi lo ascolta. Questa emozione è pura, preziosa e realmente immortale, il fatto che possa essere racchiusa in una canzone è straordinario. 

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L'articolo Ennio Morricone, la popstar più colta che ci sia mai stata di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 06/07/2020 10:32

Tag: addio

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