Verdena - Estragon - Bologna Live report, 15/11/2001

16/11/2001 di



Un live dagli esiti sorprendenti quello visto stasera nel locale bolognese; protagonisti della serata i Verdena, candidati a ereditare un giorno il trono di un ipotetico regno mainstream del rock italiano.

In pochi avrebbero scommesso, io per primo, che un giorno (neanche tanto lontano…) il trio bergamasco riuscisse a raggiungere questo spessore artistico, soprattutto sul palco. Certo “Solo un grande sasso” era la prova indiscutibile di una maturità che, soprattutto considerando i suoni, sembrava andare oltre ogni rosea previsione. Se infatti l’esordio ci mostrava comunque una band capace, questo secondo capitolo discografico rivela, invece, sfumature inedite e, appunto, sorprendenti.

E lo show di stasera rafforza questa tesi, visto che in 120’ i 3 ragazzi hanno saputo sintetizzare brillantemente il loro ideale di rock ‘n’ roll, sfoderando sonorità assolutamente calde e altrettanto coinvolgenti. Piacciono moltissimo i suoni di chitarra, sempre più aderenti ad una cifra stilistica definita e quindi sempre più lontana da ingombranti ‘modelli nord-europei’. Ma piace anche il lavoro della sezione ritmica, magari più potente che precisa, ma sicuramente incisiva. E la scelta, poi, di far sedere un turnista dietro i tasti di piano e tastiere ci sembra altrettanto azzeccata, per il semplice fatto che gli arrangiamenti dei brani contenuti nell’ultimo disco non si riducono ai soliti tre strumenti.

Di questi cambiamenti, di conseguenza, sono le canzoni a guadagnarci, sempre più lunghe cavalcate intrise di psichedelia che flirta tanto col grunge che con i seventies. Persino gli (acerbi) episodi del primo disco mutano in funzione della nuova linea musicale, frutto essa stessa di un processo evolutivo.

Ci sono però due aspetti dove ancora il gruppo può migliorare: la voce, dal vivo troppo debole e poco significativa - anche se passa facilmente in secondo piano perché, inevitabilmente, i padiglioni auricolari vengono risucchiati dalle avvolgenti trame -, e l’insistenza su specifiche sonorità che sì affascinano, ma che alla lunga potrebbero risultare non tanto monotone ma sicuramente poco interessanti.

Risolti questi due particolari, i Verdena potranno costringere più di un gruppo ad abdicare per instaurare il proprio dominio: staremo a vedere - ma soprattutto a sentire - cosa saranno in grado di realizzare mentre compieranno i prossimi passi.



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