Eurovision 2023: le pagelle della finale

Finisce stasera l'eventone eurovisivo, la rassegna di canzoni camp. Siamo finalmente in gara anche noi italiani, rappresentati da Marco Mengoni. Ecco il solito "fiume di parole" delle nostre pagelle.

13/05/2023 - 21:04 Scritto da Marco Mm Mennillo

Siamo alla finale, quel tripudio di luci e colori e pyros e ledwall e canzoni perlopiù brutte che è lo Eurovision Song Contest questa sera volge al termine. In diretta dalla Liverpool Arena, si scoprirà quale canzone tra le 30 e passa in gara sarà la vincitrice e quale paese ospiterà – guerre permettendo – l'evento televisivo più visto al mondo.

Questa sera entrano in gara anche le big five – Spagna, UK, Germania, Francia e Italia – e i vincitori in carica dell'Ucraina, che hanno realizzato insieme alla BBC lo show di quest'anno. Vedremo sul palco anche il nostro Marco Mengoni che con Due Vite ha già portato a casa il Marcel Besençon Composer Award per la migliore composizione. In effetti, piaccia o no, in confronto a Due Vite buona parte delle altre canzoni impallidisce.

Si aggiungerà ai conduttori anche – e direi finalmente – Graham Norton, conduttore di Late Night, e commentatore storico dell'ESC per il Regno Unito, con i suoi commenti causticissimi che erano presenti anche nel film Eurovision Song Contest - The Story Of Fire Saga, consigliatissimo sia che siate fan che detrattori della kermesse eurovisiva.

Pronti? Stasera Mara Maionchi e Gabriele Corsi sono su Rai1 e non Rai2. Le pagelle sono sempre qua.

Europe, Australia, let the Eurovision Song Contest begin!

Opening: 8

L'Apertura della finale è affidata a Kalush Orchestra insieme a Andrew Lloyd Webber, Joss Stone, tantissimi altri e... Kate Middleton al piano, proprio lei. La clip è stata mostrata con un montaggio diverso alle – tantissime – prove aperte alla stampa, per conservare la sorpresa per stasera. Assurdo. Si torna sul palco e Stefanìa dopo un anno ancora ci fa pensare alla gioia di quella vittoria tra le palazzine a fuoco, e rimane un pezzone, al netto del significato storico.

Flag Parade: 5 al momento, 8 ai Go_A, 9 a Marco Mengoni

La classica sfilata degli artisti con le bandiere del proprio paese ha come sottofondo una scaletta di hit britanniche (dai Chemical Brothers agli Eurythmics passando per i Blur con Fifa98 Song II) e le performance live degli artisti Ucraini in gara all'ESC negli ultimi anni, inclusi Jamala, vincitrice nel 2016 e gli indimenticati Go_A che hanno riproposto la splendida Shum, in gara nel 2021 contro i nostri Måneskin. Di tutti i cantanti, credo che Marco Mengoni sia l'unico – o tra i pochi – a sfilare con la bandiera italiana, ma anche con la pride flag per i diritti LGBTQA+. Bravo.

Teya & Salena - Who the hell is Edgar? (Austria): 9.0003

Più la ascolto, più ne sono matto. Nel prendere in giro tutta la discografia del mondo, scimmiottano anche Mamma mia! degli ABBA con quel "Oh Mio Padre!" buttato lì nel testo. Se dopo questa canzone fate una googlata sulla protesta The Pact, avrete speso bene cinque minuti del vostro tempo.

Mimicat - Ai Coração (Portogallo): 5

Era difficile fare qualcosa di più stereotipato. Tipo un film di Luhrmann ma visto da un DVD tarocco. E con l'audio in portoghese. Tradotto Male. Basta, dai.

Remo Forrer - Watergun (Svizzera): 4

In un barlume di masochismo ho riascoltato con attenzione la noiosissima canzone svizzera, per scoprirla una invettiva contro la guerra. Ma questa non è nè ImagineC'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones

Blanka - Solo (Polonia): Per la Polonia il voto è due, lacrime mie o lacrime tue.

Vedere questa performance 24 ore il concerto di Elodie al Forum mi fa ricordare quanto questa canzone sembri Margarita ma mille volte peggio. Scopro grazie a Gabriele Corsi che questa canzone sia una ardita metafora del self love. Peccato per grafica e un break danzereccio buttato lì a caso che spengono qualsivoglia tipo di sexyness. Siri, dimmi, perchè?

Luke Black – Samo Mi Se Spava (Serbia): 5 e mezzo

Nonostante la tematica importante, Brian Molko del LIDL alla seconda performance è molto meno interessante della prima. Speravo che questa volta avesse qualche altra sorpresa in serbo. Era scema, questa, lo so.

La Zarra – Évidemment (Francia): 7

Duole fortissimo dirlo, ma la canzone è programmata per vincere – 'cciloro – con tanto di performance propagandistica. Ma oui oui la baguette con il giro di accordi di Get Lucky non so se basti a lasciare il segno. Ma la sto canticchiando. Li odio. Ah, e potevo fare duemila battute sul fatto che la canzone della Francia fosse Zarra come la cantante, ma non le ho fatte. Ringraziatemi.

Andrew Lambrou - Break A Broken Heart (Cipro): 2 e mezzo (ovvero: non puoi rompere un cuore, ma un cinque puoi dimezzarlo)

Non si può rompere un cuore già rotto, ma invece le pudenda che aveva spaccato alla prima performance strillona è riuscito talentuosamente a rispaccarle. Almeno uso queste righe per un fine divulgativo: ci avete fatto caso che nella stessa performance c'è l'acqua prima e il fuoco poi? E che la pioggia è proiettata sullo schermo mentre il fuoco è vero? Perchè all'Eurovision si possono portare sul palco i pyros e il fuoco ma non l'acqua. Lo sapevate?

Blanca Paloma – EAEA (Spagna): 6 meno papi 6 menoooo (dovreste cantarla sulla melodia di Saoko...)

Ogni volta mi immagino Carlo Conti dire «Bene bene bene, salutiamo Blanca Paloma e diamo il benvenuto a Rosalia», parte la base dell'"orchestra invisibile" di Pinuccio Pirazzoli e una showgirl generica – ma brava, va detto – che canta un pezzo di Rosalia. Tra Tra!

Loreen - Tattoo (Svezia): The winner takes 8 all

Una performance vocalmente sottotono e un filo confusionaria rispetto alla prima, ma è comunque di un'altra categoria. Vincitrice annunciata e portatrice di questa lunghissima eterna tradizione del pop svedese. È stata accusata di plagio da non-so-chi, ma se gli ABBA non le dicono niente per la sfacciata citazione del primo verso... Credo di aver sentito Gabriele Corsi dire "allo Eurovision si entra Papa e si esce Povia" e mi ha fatto molto ridere.

Albina & Familja Kelmendi - Duje (Albania): Dduje (ma in napoletano, cioè 2)

Per questioni ambientali – vi scrivo da Napoli – non posso che immaginare questa canzone tradotta in napoletano e cantata da, boh, Ivan Granatino e Emiliana Cantone, o qualcosa del genere. Sarebbe mille volte più godibile di questa roba qua.

Marco Mengoni - Due Vite (Italia): senza voto

Quando L'Essenziale fu presentata a Sanremo 2013, come prima canzone di quel festival, i giochi si sono immediatamente chiusi, perchè era chiaro fosse un instant classic. Qualcosa di molto simile è accaduto con la canzone scritta con Petrella e Simonetta, quest'anno. La performance troppo – scusatemi – essenziale del 2013 a Malmo depotenziò il brano agli occhi della platea eurovisiva abituata alle baracconate. Questa sera, con 10 anni di carriera da popstar sulle spalle, l'esibizione è potente proprio grazie alla semplicità magnetica di Mengoni, piccolo re del nostro pop. Attento, preciso ma emozionato, tanto emozionato. Sul finale la tremarella gli gioca uno scherzo, ma riprende subito le chiavi della performance per chiuderla nella maniera migliore. Per lui, per la canzone, per la bella figura che ci ha fatto fare.

Alika - Bridges (Estonia): 7

Cresce la performance, non la noia. Unaaa bugiaaaaa a una ragazza di periferiiiiaaaaa.

Käärijä – Cha Cha Cha (Finlandia): incredibilmente 7

Credevo di detestarla oggi, e invece l'ho ancora tollerata, bene così.

Vesna – My Sister’s Crown (Cechia): 8

Queste Haim raddoppiate sono sempre più convincenti e addirittura commoventi. Sarà che ho ancora il Marco Magone addosso, o la sindrome di Stoccolma. Magari la aggiungo alla playlist, dai.

Voyager – Promise (Australia): guilty 8

Have you ever done anything like this before? Se intendete abboffarmi di musica bruttina per tre ore per tre giorni alla settimana, si, l'ho fatto in passato. Lo faccio da circa 12 anni. Continuo a vergognarmi ma questo pezzo è tra le mie guilty pleasure, di quest'anno. Cerco di capirne i motivi, e stavolta aggiungo alla macchina simil-delorean e agli amplificatori inutili sul palco anche un lunghissimo assolo di sintetizzatori suonati alla keytar... in playback. Irresistibile. Tremenda ma irresistibile. Poi quando l'Australia vorrà mandare in gara Natalie Imbruglia saremo tutti felicissimi.

Gustaph - Because of You (Belgio): No. No e proprio No. Ti dò il 6 ma NO.

Resta la canzone più insopportabile, perchè programmata anche questa – come quella de La Zarra – per vincere. Ma non credo di tollerare un altro ascolto di questa roba che dovrebbe mettere in moto i legali di George Michael per rompergli le palle come hanno fatto con Ed Sheeran. 

Brunette – Future Lover (Armenia): 7+

Ecco, è tornata la sindrome di Stoccolma. Stasera Brunette mi pare convincente, nonostante una canzone non memorabile. Non so perchè – in realtà lo so benissimo, conoscendo la lotta continua con gli attacchi di panico – ma questa sera mi ha anche un filo emozionato. Non avrà la carica virale di Snap, ma è cresciuta nelle diverse performance, e non è scontato.

Pasha Parfeni – Soarele și Luna (Moldavia): 3

L'altra sera ho candidato questa canzone come possibile sigla di un Reboot di La Zingara con Cloris Brosca su Rai1. Bene: quel programma lo guardavo. Questa performance non ha attirato la mia attenzione per un attimo che fosse uno.

TVORCHI - Heart Of Steel (Ucraina): 8

Lungi da me fare quei discorsacci sul significato degli eventi, la relazione tra gli avvenimenti pop e l'attualità e stupidaggini varie. Ma come l'anno scorso abbiamo cantato Stefanìa perche c'era il bisogno di raccontare la storia di una nazione in guerra, quest'anno i Tvorchi rappresentano perfettamente l'Ucraina, che sa fare buona musica contemporanea, anche in questo urban perfettamente calato nel nostro tempo. C'è voglia di normalità, anche nella loro entry allo Eurovision. Comunque, tra le poche salvate in playlist.

Alessandra – Queen of Kings (Norvegia): 6 meno meno

A questo giro la compaesana italo-norvegese la nota in whistle l'ha presa. La canzone continua a ricordarmi fortissimo altre duemila canzoni tarantellesche. La performance è migliorata, ma intanto le accuse di plagio di una canzone triplo platino in Norvegia un po' la appannano, perchè molto molto fondate. – per la cronaca, Thunder di Shibui, già conosciuta in Italia come Shady per una partecipazione ad Amici e una apparizione ad X Factor, famosissima in mezza Europa come solista e come componente del gruppo Shanguy. Comunque, dovesse vincere, il TG5 potrà dire "c'è un po' di Italia nella vittoria dell'Eurovision"

Lord of the Lost - Blood & Glitter (Germania): 5

Torno a citare il film The Story Of The Fire Saga: questa band sembra lo stereotipo della band metal allo Eurovision, come uscito dalla mente di Will Ferrell. Fuoco e fiamme per una delle performance più prevedibili possibili. Molto meno prevedibile la loro cover di Due Vite, fa pensare quasi che il problema sia l'inglese.

Monika Linkytė – Stay (Lituania): 5 e sciutooo tuuutooo

Convince leggermente di più alla seconda performance, comunque sembra la cugina a cui nessuno parla alle feste di famiglia. Evviva l'Italia, evviva la Lituania che ci ha fatto dono dello Sciuto Tuto.

Noa Kirel – Unicorn (Israele): 6 Ana Mena

Ma voi veramente volete far vincere una canzone che parla del potere dell'unicorno? Eddai. La melodia all'inizio ricorda vagamente Life On Mars? ma stavolta, diversamente da Loreen che cita gli ABBA, me la fa sembrare un filo più antipatica. Chiede al pubblico "Volete vedermi ballare?" Veramente no, zia, come se avessimo accettato, dai.

Joker Out - Carpe Diem: 6 måno

Così fondamentali che me li ero dimenticati totalmente. In realtà, hanno fatto il loro e la canzone è tra le meno peggio, seguono i passi del giocando a fare il rock alternativo minchione anni '00, non so se basta.  

Let 3 - Mama ŠČ! (Croazia): 8

Io ancora speravo in qualche follia dell'ultimo minuto, che si spogliassero nudi, che si picchiassero sul palco... invece, semplicemente, continuano a spaccare. Non credo li sentiremo in giro, ma saranno Eurovision History.

Mae Muller - I Wrote A Song (Regno Unito): 6 Mae-no (scusatemi mi faceva ridere)

Non avrei mai pensato di dire di una piccola star inglese che sembra un po' una copia della nostra Elettra Lamborghini. C'è una chilata di New Rules di Dua Lipa spalmata su tutta la canzone, e proprio boh. Dopo Sam Ryder siamo tornati a scelte genericissime per la entry inglese all'ESC?

Sam Ryder (con Roger Taylor dei Queen): 7

L'unico entry decente che il Regno Unito abbia presentato all'ESC negli ultimi vent'anni, unico capace di andarci veramente con una hit, torna con una canzone che non conosciamo e porta quantomento un bel momento di show – per quanto glitterato, patinato, pettinato e pallettato – sul palco. Alla batteria, Roger Taylor dei Queen. Per uno show in cui non puoi suonare dal vivo. Sam con la mezza asta dorata. Se non altro, visti i numerosi endorsement di Roger e di Brian May, abbiamo capito chi prenderà il posto di vocalist con i Queen quando Adam Lambert si sarà rotto le palle.

Liverpool Songbook

Mahmood - Imagine: 8
Alessandro Mahmoud in arte Mahmood fa la sua splendida figura con una cover rispettosa ma non pedissequa di Imagine, scritta da uno degli artisti più importanti mai partoriti dalla città di Liverpool. Archi, ritmiche moderne ma non invadenti, e la sua voce. Bene così.

Netta - You Spin Me Round (Like A Record): 5
Scende dal Liverbird, il simbolo della città, la solita faccia storta, la solita Netta, il solito outfit esagerato, un full playback sfacciato. Mh.

Daði Freyr - Whole Again: 9
Una leggenda degli ultimi anni di Eurovision che finalmente sale sul palco, perchè nel 2020 non c'è stato il Contest – ed era favorito – e nel 2021 uno della band ha preso il covid. Nonostante questo è storia di ESC. Porta sul palco una ampia dose di cazzeggio e una dose delle Atomic Kitten. Si, avete letto bene. Coreografia monumentale e assurda. Uscirà come singolo, pronto a consumarla.

Cornelia Jakobs - I Turn To You: 8
La mia amatissima svedese – quarta l'anno scorso – continua la tradizione di cover rilette a modo suo con un'altra icona gay femminile, proprio come lei. Mel C delle Spice, nella sua carriera solista. Lei le fa un po' tutte uguali, ma tutte belle, che devo fà. Si sbatte fortissimo in una piscina d'acqua, guarda in camera. Fun Fact: il nome della label con cui pubblica Cornelia Jakobs è Viva La Figa. Giuro. Controllate.

Sonia - Better the Devil You Know: 5
Noi come leggenda avevamo quella regina di Gigliola Cinquetti, tutt'altro pianeta.

Duncan Laurence - You'll Never Walk Alone: 6
L'inno del Liverpool, cantato a Liverpool sul palco di Eurovision dalla squadra All Stars di Eurovision. Bel momento. Ma un pezzo dei Beatles no, eh?

 Vince la Svezia con Tattoo di Loreen, L'Italia è Quarta in classifica con Due Vite di Marco Mengoni.

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L'articolo Eurovision 2023: le pagelle della finale di Marco Mm Mennillo è apparso su Rockit.it il 2023-05-13 21:04:00

COMMENTI (2)

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  • marcomm 13 mesi fa Rispondi

    @DianaNik I can’t be happier with Adam performing with Queen, I saw them live and year after year, Adam is getting also bigger performing space and personality. Nothing against him! If ever Adam is going to focus on his solo career, Sam Ryder would be a great new vocalist for the band !

  • DianaNik 13 mesi fa Rispondi

    Queen + Adam Lambert sold out their massive North American tour this fall, and Adam Lambert is sure to be their latest lead singer. Get over it!