Disco Drive - Extra - Recanati (Mc) Live report, 31/10/2007

13/11/2007 di

(I Disco Drive dal vivo - Foto da internet)

I Disco Drive la notte di Halloween. Il resto del mondo dà la caccia alle streghe, loro sono nuovamente su un palco a suonare. La risposta di pubblico non è delle migliori ma il trio non si fa influenzare. Un concerto energico. Sara Scheggia Racconta



Stasera è Halloween e l’Extra di Recanati, uno dei pochi locali che dà ai rockettari marchigiani una buona ragione per uscire di casa, ha in programma il concerto dei Disco Drive. Una scelta coraggiosa, ancora più impavida se solo si pensa alla data: è il 31 di ottobre e qualsiasi locale organizza feste a tema capaci di attirare mucchi di gente, magari in maschera. A Recanati hanno chiamato questi tre scalmanati, che hanno fatto due dischi, che gli addetti ai lavori e gli appassionati di indie italiano conoscono bene ed apprezzano. Ma farli suonare qui, stasera, con un prezzo d’entrata abbastanza discriminante, significa avere coraggio da vendere. O, forse, non avere il senso degli affari.

Intorno a mezzanotte si è già stabilito il numero di quelli arrivati appositamente per loro, ma il locale pensa sia meglio aspettare qualche ritardatario e mette tutto in standby. Senza, però, mandare avanti un gruppo spalla, né aprire la sala. Si sta tutti nell’anticamera, allora, davanti al bancone del bar, con un dj che cerca di distrarre queste 20, 30 persone che vogliono ascoltare i Disco Drive e che, probabilmente, non si ricordano neanche che stasera è Halloween. Una sorta di limbo in cui si deve sostare prima che, finalmente, si aprano le porte di un purgatorio freddo, perché tenuto vuoto fino a quel momento. I tre salgono sul piccolo palco all’1:15 e gli spettatori, un po’ perché hanno aspettato due ore senza far nulla, un po’ perché sono pochi e hanno quasi paura, si tengono a debita distanza e si dispongono a ferro di cavallo, creando un vuoto in mezzo che spaventerebbe anche i più ubriachi. Ma i Disco Drive non si perdono d’animo, li invitano ad avvicinarsi e a divertirsi. E poi partono, sparati, senza chiedere niente a nessuno, senza dare resti. Iniziano con due batterie, poi si scambiano chitarre, accendono e spengono il mac che hanno lì accanto, fanno impazzire le basi che lanciano, sputano energia. Il pubblico, però, non riesce a lasciarsi andare: qualcuno al massimo batte il piede, qualcun altro accenna al ballo ma poi il vuoto in mezzo al ferro di cavallo inevitabilmente lo frena, facendolo tornare a braccia conserte, ad annuire a tempo con la testa. Neanche qualche pezzo di “What’s wrong with you, people” riesce a smuoverli più di tanto, nonostante “All about this” l’abbiano già ballata da invasati chissà quante volte. Anche gli “ah ah” “uh uh” di molte tracce di “Things to do today” falliscono nel tentativo di riempire quel vuoto, lì in mezzo, e nel frattempo si è fatto tardi. Sono le due passate, tra un po’ arrivano le streghe e i Disco Drive saranno solo un – bel – ricordo.

Sono piaciuti. Nei volti delle persone si vedeva: anche se non ballavano, anche se erano in pochi, hanno apprezzato il concerto e alla fine in molti si sono avvicinati al palco, magari per comprare il nuovo disco. Purtroppo quel ferro di cavallo non era previsto, perché si pensava di vederli prima, si pensava che l’atmosfera si scaldasse un po’ di più. E se non c’è calore, tra il pubblico, sul palco può esserci anche Bob Dylan, ma il disagio si sentirà ugualmente. Un applauso ai Disco Drive, dunque, che sono stati coraggiosi quanto i gestori dell’Extra, perché fare certe proposte in certe condizioni non è da tutti.

E allora grazie, così noi rockettari marchigiani abbiamo avuto qualcosa da fare anche ad Halloween, anche se al posto delle zucche c’erano i ferri di cavallo.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati