L’universo delle percussioni melodiche sta vivendo una trasformazione senza precedenti. Negli ultimi dieci anni, uno strumento dalle forme aliene e dal timbro ancestrale ha conquistato i cuori di un gran numero di artisti e appassionati di musica: l’handpan.
Sebbene il pubblico generalista lo associ spesso a contesti di busking o sedute di yoga, la realtà tecnica dell’handpan è complessa e affascinante, un perfetto equilibrio tra scienza dei materiali e teoria musicale d’avanguardia. In Europa, questo strumento ha trovato un terreno fertile non solo per la diffusione artistica, ma anche per una produzione artigianale di eccellenza mondiale.
Cos’è l’handpan: anatomia di un idiofono moderno

Per un orecchio colto, l’handpan si definisce tecnicamente come un idiofono a percussione diretta. Concettualmente nato in Svizzera nel 2000 sotto il nome di Hang®, lo strumento si è poi evoluto e diffuso con il nome che conosciamo oggi. Ma come funziona?
L’handpan si compone di due semisfere di acciaio, spesso inossidabile o nitrurato, unite ai bordi. Ognuna delle due calotte può presentare un numero variabile di piccole fossette che fungeranno da campi tonali, accordati secondo una scala specifica. Picchiettando con le mani queste zone ben definite, lo strumento vibrerà producendo le note previste.
Il suono proviene da un foro centrale, presente sulla calotta inferiore e chiamato Gu, che permette la modulazione dei bassi ed il riverbero interno.
A differenza dei tamburi tradizionali, ogni nota sull’handpan è un sistema risonante complesso che include la nota fondamentale, l’ottava e la quinta, permettendo una ricchezza armonica senza eguali.
Il mercato degli handpan
Il mercato globale degli handpan è cresciuto in modo esponenziale. Se nel 2005 i costruttori mondiali si contavano sulle dita di una mano, nel 2014 il numero saliva a circa un centinaio, con liste di attesa superiori a un anno e un prezzo dell’usato spesso superiore al nuovo. Oggi si contano invece oltre 500 produttori artigianali, con una forte concentrazione in Europa, e centinaia di brand industriali.
Il trend è aumento e, dopo una crescita esplosiva nel triennio 2015-2018, le proiezioni stimano un consolidamento del mercato con untasso medio di crescita superiore al 6% fino al 2030.
I dati sono confermati anche dalle ricerche online. In Italia, per esempio, negli ultimi 3 anni l’interesse nei confronti degli handpan è raddoppiato. Lo confermano anche i social, dove l’hashtag #handpan ha superato 1 miliardo di visualizzazioni su TikTok e 2 milioni di post su Instagram.

Gli appassioniati dunque non mancano e contano diverse migliaia di persone nella penisola, come testimonia il gruppo Facebook Handpan Italy, attivo dal 2014.
Acquistare un handpan in Italia
In un panorama frammentato tra artigianato puro e produzioni industriali, spesso asiatiche, emerge la necessità di una guida autorevole. È quello che sta facendo Sound-Sculpture in Europa, riferimento per i musicisti che ricercano l’eccellenza.

Nata con l’obiettivo di offrire trasparenza in un settore spesso opaco, Sound-Sculpture non è solamente uno store, ma un curatore di suoni. Fondato in Germania ad opera di Felix Richter, il progetto ha fin da subito collaborato coi migliori produttori mondiali (come Halo, Yishama, Mudra e Leaf) per garantire strumenti che rispettino standard acustici rigorosi.
La caratteristica di questa realtà è che si tratta di veri e propri appassionati che si dedicano ogni giorno a fornire un servizio di alta qualità e, soprattutto, consulenza nella scelta del proprio strumento. Ecco un paio di punti per cui vi consigliamo di tenerli in considerazione:
– Garanzia di accordatura di 2 anni, fondamentale dato che l’acciaio è un materiale vivo soggetto a variazioni termiche.
– Trasparenza sul brand: ogni strumento riporta chiaramente il nome dell’artigiano, evitando le etichette “private” che spesso nascondono prodotti industriali.
– Supporto post-vendita: forniscono servizi di riaccordatura e accessori professionali come le custodie Evatek, prodotte in Italia e considerate lo standard mondiale per la protezione di questi strumenti.
Il ruolo dell’handpan nel 2026: il sound wellness
Oltre la tecnica, l’handpan in Italia è diventato un ponte tra generi. Lo troviamo integrato nel jazz contemporaneo, nella musica elettronica e persino in contesti sinfonici. Tuttavia il suo impiego trova largo utilizzo in relazione al benessere psicofisico.
Lo strumento è infatti strettamente connesso alla musicoterapia, la disciplina che utilizza suoni, ritmo e armonia per migliorare il benessere fisico, psichico e cognitivo. Non a caso lo si vede sempre più spesso in studi di Yoga e centri di meditazione in tutta Europa.
La motivazione principale è che, come dicevamo, ogni nota dell’handpan non emette una sola frequenza. Al tocco di ogni nota vengono attivate tre frequenze simultanee accordate in un rapporto che spesso è l’1:2:3:
– La fondamentale (la nota base)
– L’ottava (l’armonico superiore)
– La quinta (l’armonico composto)
Questo “bagno sonoro” ricco di armonici satura lo spettro uditivo, rendendo difficile per il cervello elaborare il suono razionalmente. Il risultato è molto simile ad un bypass del pensiero critico e analitico, a favore di un rilassamento profondo.
Lafrequenza di accordatura è inoltre fondamentale. Ogni handpan può infatti venire accordato a 440Hz, standard della musica occidentale. È tuttavia possibile anche accordare a 432Hz, solitamente preferita nel cosiddettoSound Healing e nella musicoterapia olistica.
I sostenitori affermano che i 432Hz siano più naturali e matematicamente coerenti con le vibrazioni biologiche dell’Universo. Sebbene però la scienza accademica sia più scettica su presunti benefici “magici”, molti musicoterapeuti riportano che i pazienti percepiscono questo sono come più caldo, morbido e meno affaticante.
Gli artisti che hanno definito il genere
Nonostante la deriva meditativa, l’handpan è e rimane uno strumento e, ovviamente, non possiamo non parlare di musica. L’ascesa di questo oggetto metallico non sarebbe stata possibile senza una schiera di pionieri che ne hanno esplorato i limiti dinamici ed espressivi. Scopriamo assieme alcuni dei nomi più importanti.
1. Davide Swarup: il pioniere del busking spirituale

Considerato uno dei primi ambasciatori del movimento, l’italiano Davide Swarup ha saputo coniugare l’improvvisazione con una profonda ricerca interiore. Il suo album The Banyan Tree è un esempio perfetto di come l’handpan possa narrare storie senza l’ausilio delle parole, sfruttando un approccio istintivo che ha influenzato generazioni di suonatori.
2. Manu Delago: l’avanguardia orchestrale

Se l’handpan è entrato nei grandi teatri e nelle collaborazioni pop (come con Björk), il merito è in gran parte di Manu Delago. Polistrumentista austriaco, Delago utilizza una tecnica percussiva estremamente sofisticata, quasi pianistica. Il suo branoMono Desire è diventato virale, mostrando la capacità dello strumento di gestire ritmiche serrate e polifonie complesse ben lontane dal semplice accompagnamento meditativo.
3. Hang Massive: il fenomeno globale

Il duo composto da Danny Cudd e Markus Offbeat ha saputo portare lo strumento al grande pubblico. Con il celebre brano Once Again, gliHang Massive hanno definito un genere basato su loop ipnotici e armonizzazioni tra due o più strumenti, dimostrando l’efficacia dell’handpan in contesti moderni ed elettronici.
4. Dan Mulqueen: il tocco urban e hip-hop

Per chi cerca una contaminazione più moderna, l’americano Dan Mulqueen è un riferimento assoluto. La sua capacità di integrare i ritmi tipici del beatmaking e dell’hip-hop su scale mediorientali (come la Hijaz) ha aperto nuove strade compositive. Brani come Sleeping evidenziano un uso magistrale delle dita e dei palmi per creare basi ritmiche potenti e melodie sognanti contemporaneamente.
5. Kabeção: l’innovatore della tecnica slap
Il portoghese Carlos Rodrigues, in arte Kabeção, è celebrato per aver rivoluzionato la tecnica esecutiva. Utilizza l’handpan non solo sulla parte superiore, ma sfrutta l’intero corpo dello strumento (inclusi i bordi e il fondo) per creare suoni di cassa e rullante. La sua composizione Touch è un manifesto della sua poliedricità, dove lo strumento diventa una mini-orchestra a percussione.
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L’handpan non è più una curiosità acustica, ma un fenomeno culturale solido che vede l’Europa come l’epicentro della sua evoluzione tecnica.
Avvicinarsi oggi a questo strumento significa entrare in una comunità accogliente e tecnicamente all’avanguardia. Grazie a realtà autorevoli, il rischio di imbattersi in strumenti di scarsa qualità o dubbia provenienza è ormai superato: ogni musicista, dal neofita al professionista, può trovare lo strumento perfetto per sè.
Che siate attratti dalle proprietà meditative o dalle sue infinite possibilità ritmiche, l’handpan invita a riscoprire il piacere tattile della creazione musicale, offrendo un’esperienza allo stesso tempo profondamente antica e inevitabilmente moderna.
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L'articolo Il fenomeno Handpan in Italia di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-02-03 16:44:00

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