Zamboni e Ferretti insieme sul palco dopo 16 anni: il racconto di Max Collini degli Offlaga Disco Pax

Foto di Davide Conventi / davideconventi.com - Foto di Davide Conventi / davideconventi.com -
11/11/2015 di Max Collini

Sabato 7 Novembre 2015, nel giorno del novantottesimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti hanno di nuovo condiviso una esperienza artistica per la prima volta dopo sedici anni. Dallo scioglimento dei CSI dovuto alla loro dolorosa separazione che si consumò a Berlino, esattamente dove quel sodalizio era cominciato, Ferretti e Zamboni non hanno più realizzato assieme alcunché. Le loro strade, molto diverse, sono continuate, ma da qualche tempo riguardano sempre più spesso lo stesso repertorio comune, suonato però in contesti e situazioni diverse. Hanno pubblicato molti libri, suonato centinaia di concerti, collaborato con altri artisti, alle volte gli stessi delle loro precedenti avventure e alle volte no. Sono stati protagonisti di documentari e di situazioni inconsuete, come quella di Saga, l'incredibile spettacolo equestre che da qualche tempo impegna moltissimo il Ferretti contemporaneo. 

Sedici anni in cui hanno riempito, separatamente, il nostro vuoto con tante cose, quasi sempre interessanti e importanti. L'occasione che li ha però riportati sulla stessa scena è stata l'uscita di un libro, precisamente "L'eco di uno sparo", scritto da Massimo Zamboni e pubblicato qualche mese fa da Einaudi. Che i due fossero già da tempo in rapporti sereni- e, forse, anche continui - era apparso plausibile quando lo scorso anno i CCCP al completo accompagnarono Annarella Giudici nella presentazione ufficiale del suo libro fotografico e della mostra dedicata al gruppo nell'ambito di Fotografia Europea.
Oggi però la loro ritrovata sintonia è molto più che una sensazione per chiunque dei presenti. Forse per evitare qualunque fraintendimento sulle motivazioni di questo ritrovarsi hanno scelto una sala di Reggio Emilia, la loro città, in cui però non vivono da decenni, avendo optato entrambi per le colline (Zamboni) e le montagne (Ferretti) dell'Appennino Reggiano per le loro esistenze private.
Bellissima davvero, la Sala degli Specchi del Teatro Municipale Romolo Valli, ma dalla capienza assai limitata (meno di trecento posti). Sempre, credo, per evitare fraintendimenti, hanno anche deciso di non suonare una nota. Solo letture e solo tratte dal libro di Zamboni. Ferretti e Zamboni leggono Zamboni, punto.

(L'autore con Ferretti e Zamboni. Foto di Giovanna Tagliati)

Ma l'ora o poco più di questo incontro atteso da lustri non è stata solo questo. Massimo affronta alcuni passi, pacato e a suo agio, almeno in apparenza, calato nel ruolo quasi istituzionalmente. Ferretti invece è emozionato, lo ammette candidamente prima ancora di iniziare a recitare le parti che ha scelto. A differenza di Massimo vuole dirci di più, raccontare la sua storia, il perché di quel distacco, il perché di questo appuntamento, il come, il quando.
Sono due approcci diversi, concordati suppongo, e complementari come allora. L'apprezzamento di Lindo al libro di Massimo è evidente, ne sottolinea alcune sfumature e riserva al suo autore complimenti espliciti più e più volte durante le letture. Il pubblico ascolta in religioso silenzio, io ascolto in religioso silenzio, tutti sappiamo che è un momento atteso e desiderato da anni, anche se non nella forma che ci si poteva aspettare. Nessun accenno alle polemiche recenti, a quelle esternazioni che hanno lasciato l'amaro in bocca a tanti e che tanti altri hanno invece accolto senza sorpresa. Stasera infatti la compagnia è davvero ineccepibile e il contenuto del libro, che indaga e scava alcuni punti oscuri e tragici della storia familiare di Massimo,
altrettanto adeguato. Non ci sono spazi per le discussioni. Non in questo caso.

Il clima è disteso, amichevole, bevono un bicchiere di vino, sorridono, ripercorrono il romanzo e con esso anche le loro stesse vite. Una frase di Ferretti prova a chiudere ogni vecchio dispiacere: "Le cose che ho fatto con i Cccp e i Csi insieme a Massimo Zamboni le rifarei tutte, non le rinnego, nessuna di esse". Li guardo. Sembrano felici.
Quando me ne vado la sala è già completamente vuota. Prima o poi succederà di nuovo, mi dico. Un passo in avanti e due indietro, mi dico. Leggerò un'altra volta il libro di Zamboni, mi dico. Aspetterò.

Pagine: CCCP Fedeli alla linea Giovanni Lindo Ferretti Massimo Zamboni Post-CSI

Commenti (2)

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  • Lucio Beccaluva 11/11/2015 ore 21:44 @beccalucio_1950

    MOLTO BELLE LE 2 RAGAZZE SULLO SFONDO,,, CIAO DANI

  • simo 12/11/2015 ore 11:22 @simo1

    E' incredibile!
    Leggi Collini e ti sembra di sentire la sua voce, la sua parlata.
    Come se l'articolo fosse il testo di una sua canzone.
    Manca solo sotto la musica. Se t'impegni senti anche quella.
    "Suo figlio, signora, HA LA FACCIA COME IL .... !!!"

    Non conosco i retroscena privati e le produzioni artistico-letterarie dei protagonisti, provo però la stessa nostalgia per la musica e le atmosfere di quei tempi andati. Allo stesso modo in cui avverto già ora la nostalgia per gli Offlaga. Torni? Tornerai?

    Ah dimenticavo, non si rinnega mai niente.

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