Festa Aiuola al Pow Wow - Milano Live report, 04/11/2004

17/11/2004 di Alberto Motta



Test botanico per l’aiuolica casa discografica quella del 4 novembre.

La festa presso il Pow Wow di Milano era il momento per decretare il pollice verde in su oppure verso nei confronti di Aiuola dischi, dei suoi artisti e del suo eventuale futuro; giudizio subito sospeso e sconfinato in confidenziale festosità vuoi per la calorosa presenza del forum di rockit, vuoi per la birra a 1 euro post prima consumazione.

La prima chitarra della sera è una Gibson Custom ed è in mano al Babalot di “Che succede quando uno muore”, che pur essendo l’artista più popolano del roster non cede alle lusinghe di convivialità del pubblico. Baba, per il quale l’amore dei Giardinieri è lampante come una carriola, è un concentrato di timidezza a occhi bassi, strafottenza di ritorno, febbre a 40 (nel senso che era proprio malato) e massima concessione sul palco. L’attitudine insomma del cantante pronto alle bottiglie in faccia, che nel suo minishow solista riesce a farci fa sentire partecipi. Chiude il tormentato set con un brano inedito in cui stermina a colpi di lanciafiamme i cantautori di mestiere, quasi a dire ai suoi discografici che con lui i soldi se li possono scordare! br> Bell’ossimoro.

Per cronaca: a questo punto il Pow Wow è già pieno, Die ha conosciuto tutti i presenti e Acty non si è scollato ancora dalla prima linea del palco.

Artemoltobuffa per il loro “Stanotte/stamattina” si presentano in formazione completa, con troppo poca sala prove alle spalle ma uno studio degli arrangiamenti che olia bene le note tra gli strumenti. Il rock di Stanotte/stamattina e il microinno Pomeriggio d’asma cantato praticamente da metà sala sono le perle dell’esecuzione. Le atmosfere downtempo sviano in parte l’attenzione, eppure non passano inosservati il buon mestiere di un tastierista a suo agio sul palco e un chitarrista-glockenspielista-corista-batterista solida spalla di Alberto Muffato, il quale ha stasera qualche problema di monitor.

La parte del leone la fanno effettivamente gli headliner Non voglio che Clara e la loro aulicissima musica leggera, ipoteticamente tutt’altro che a proprio agio in un concerto rock. I NVCC e le 20 sigarette di De Min incollano da subito le orecchie alle canzoni, alzando addirittura il tiro dell’album, molto raccolto nella registrazione e più arioso sul palco, grazie a un’interpretazione vocale assolutamente convincente, ad un pianismo orecchiabile ma colto, e ad un’unità di gruppo che manco i Vanilla Fudge. Si intravede anche più di un episodio in cui il carisma della band porta i brani di “Hotel Tivoli” al grado di intoccabilità, e Festa n.3 in chiusura concerto è una bomba di pianismo rock moderno, oltreché un omaggio all’amico Sebastiano, leggi Babalot, autore del brano in questione.

Applausi con mani e convinzione per i Bellunesi.

A questo punto aspettiamo che Aiuola chiuda così il 2005:
- NVCC a Sanremo.

- Festa per il 100mo concerto di Artemoltobuffa.

- Nuovo album (lo vogliamo rock!) di Babalot.

- Che Aiuola diventi una casa discografica ”grande ma curata”.



Pagine: Babalot Non Voglio che Clara Alberto Muffato (artemoltobuffa)

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