Anatrofobia - Festa in Rosso - Ivrea Live report, 12/06/1998

12/06/1998 di Lino Terlati



L'atmosfera che si respirava durante l'ottimo concerto che gli Anatrofobia hanno tenuto alla Festa in Rosso era davvero inquietante. Su di un palco minimalista i tre "anatroccoli" hanno saputo regalare alla serata caratterizzata da un freddo vento proveniente dal Nord,una splendida musica concreta, una sperimentazione schizofrenica in bilico fra art music e jazz contemporaneo. Gli Anatrofobia splendido combo di Perona Canavese, sono forse gli unici rappresentanti di una musica cosi' strana ed affascinanteTL'unico rammarrico e' che il concerto sia stato un po' breve, un'ora soltanto, ma gli Anatrofobia erano gli ultimi di tre gruppi che si sono esibiti nella serata! Un'ora che e' volata, a cui non avrei voluto mettere la parola fine. Ma si sa anche quella arriva inesorabilmente! Il concerto ha dimostrato come gli Anatrofobia si pongono nel futuro della musica italiana, ma un futuro post-apocalittico,dove la tecnologia viene distrutta e rimane solo qualche brandello, unico eco di un passato sepolto. Un fretless bass, un saxophono da brividi, una batteria nervosa. Questi gli unici elementi. Nessun campionatore, nessun sintetizzatore. Il basso ha il compito di essere a volte una tastiera, a volte l'elemento ritmico e anche quello di guida per poi piroettare in modo vorticoso,bravissimo Luca Cartolari. Gli Anatrofobia poi sono impeccabili in atmosfere arcane e profonde molto liquide, un discorso che dovrebbero ampliare. Splendido lo scenario di contorno alla Festa in Rosso,poche luci violette ed azzurre ad incrociarsi sul palco,e il vento forte, impetuoso, freddo, che non e' riuscito a sconfiggere la musica degli Anatrofobia, anzi ne e' diventato elemento portante,creando scompiglio all'inizio, per poi essere domato dalle note di un pentagramma pazzoide. Musicisti di grande valore che senz'altro saranno molto apprezzati in futuro! La musica degli Anatrofobia parte dall'angoscia individuale,ma poi si libera verso spirali paradisiache, in happenings meditativi e liberatori, pulsioni irrefrenabili che ti contorcono, stritolano, avvolgono. Questa e' la vera musica alternativa, lontana dalle ribellioni adoloscenziali di una comunita' grunge. Gli Anatrofobia lasciano il palco ed il vento soffia ancora vivo dopo una sfida con la musica, ma lui non dimentichera' gli accordi che hanno fatto vibrare e deviare la sua struttura in una grande tensione soprattutto durante l'esecuzione di "Margini tesi". E nemmeno io potro' dimenticare questo magico concerto!Un evento che s'inserisce nelle meraviglie italiane della nuova musica, della musica mutante capace di cambiare repentinamente.....Ed il vento mi porta via....nell'aria la musica degli Anatrofobia sorge alta.



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