Modena City Ramblers - Festa dell'Unità - Bologna Live report, 07/09/2000

11/09/2000 di Enrico Rigolin



Festival de “L’Unità” di Bologna, tendone estivo dell’Estragon, Modena City Ramblers, con gli ispanici Macaco di spalla. Estrema curiosità di vedere come tengono il palco i Ramblers, dopo le defezioni di importanti membri quali Giovanni Rubbiani (chitarra acustica) e Alberto Cottica (fisarmonica, ora mente dei Fiamma Fiumana).

Esito: da lasciare senza fiato, stre-pi-to-si.

Antefatto. Inizio estate 2000, località Pezzoli di Ceregnano (Ro), il parroco locale Don Giuliano (uno che, negli anni, ha portato in mezzo al niente gente come Vinicio Capossela, Guccini, i MCR, il giudice Caselli, Lella Costa e una valanga di altri nomi) organizza la presentazione del libro “La Banda dei Quattro”, Tropea editore. Sotto un grande tendone, odore acre ma necessario di zampironi antizanzare, sedie esaurite e pienone totale, presenti i 4 autori: Paco Ignacio Taibo II, Daniel Cavarria, Rolo Diez e Leonardo Padura Fuentes: loro, qui!! Ma non divaghiamo.

Noto fra il pubblico un paio di Ramblers, notoriamente amici del “don” ed accorsi dall’Emilia per l’occasione: a fine serata, il grande Chavarria mi dedica il libro “ad un amigo Canario”, e nell’entusiasmo, saluto i ramblers e… sì, insomma, ‘na cosa tira un’altra, e allora se avessi avuto un registratorino giuro che ne sarebbe uscita una delle migliori interviste dei Ramblers da un biennio a ‘sta parte. Stuzzicavo deciso, avanzavo dubbi: che ne sarà del gruppo ora, che siete orfani di Giovanni e Alberto, perché è accaduto, come state, come siete rimasti…
Di fronte a me Massimo, il bassista, mi stupiva per la tranquillità, la serenità con cui esponeva al dubbioso cronista (meglio: fan) di cammini che si dividono, di (rispettabilissimi) trip personali da seguire e soddisfare, della necessità di proseguire, comunque, un cammino.

Il concerto bolognese fuga ogni dubbio e conferma quanto già aveva detto Massimo: le canzoni sono riarrangiate (mancano all’appello fisarmonica e chitarra, mica un cembalo!), ma non stravolte, eppoi corrono che è un piacere: i due percussionisti si scambiano batteria e percussioni, e bodhran e djembé; al violino si alterna la chitarra elettrica e tutto acquista un gran tiro, con delle venature rock completamente inattese, ma anche immensamente gradite!

Si divertono, saltano e fanno baldoria (“a sen vgnù par far baraca tota sira”, no?), lo stesso Massimo sfoggia per l’occasione un basso à la McCartney ed introduce una canzone col riff di “Locomotive Breath” dei Jethro Tull (giuro!), per non dirvi della citazione dei Metallica (!!!!!! Lo so, credete sia impazzito…) quando Cisco imbraccia l’elettrica per “Transamerika”, e ancora Cisco che sfotte per l’eliminazione del Bologna al primo turno della Coppa Italia, che ricorda a tutti che siamo alla festa dell’Unità, e quindi non mancano i pugni alzati, “Bella Ciao” e gli inviti alle giuste cause (il popolo Sarhawi) e l’impegno, insomma: combat folk, claro?!

Spassosissima la ripresa di Manu Chao con “Clandestino” e soprattutto il finale, assieme ai Macaco, sulle note di “Chan Chan” di Compay Segundo (obbligatorio possedere il cd di “Buena Vista Social Club”!! …vero Aurelio?) e poi, appassionatamente la chiusura: “por tu querida presencia, comandante Che Guevaraaa…”.

Qualcuno avrà pensato che ci fosse anche del patetico, altri si scaldavano il cuore come deve accadere a simili feste, altri ancora c’erano e magari poi si vota dall’altra parte, non è questo che conta: quello che invece conta e garantisco, è lo stato di salute dei Modena. Vivi e vegeti, cazzuti e pronti ad un imminente viaggio in Sud Africa, pronti a partecipare alle session di registrazione di un gruppo locale e ad immergersi poi nella cultura Zulù, a tornare con nuove percussioni, nuove idee ed esperienze.

Le frontiere ora sono tutte aperte, non vi sono restrizioni: il viaggio, partito anni fa dall’Irlanda in un giorno di pioggia, ebbri di Guinness e col sottofondo Pogues, è continuato verso il Sudamerica e prosegue; la Grande Famiglia evolve, si espande, col sorriso ed in completa serenità ed amicizia - se è vero che lo stesso Rubbiani è stato visto dietro le quinte ad inizio concerto, peccato poi non sia potuto salire sul palco durante l’encore… Sì, perché a luci riaccese, già parecchi rassegnati verso l’uscita e contenti del siparietto coi Macaco, Cisco è risalito sul palco dicendo “su, ne facciamo ancora un paio, dai!”, e proprio per quel capolavoro che risponde al nome di “Ninna nanna” invita sul palco Giovanni!

E allora come si fa a non apprezzare gente così, semplice e coerente, capace di vendere ad ogni nuovo album qualche decina di migliaia di copie e di ritrovare la (retta) via nonostante le pesanti defezioni??

Come non sentirsi tutti parte della Grande Famiglia?

Ah: Giovanni non è salito solo perché se n’era già andato: l’indomani, c’era la raccolta della pere.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Top It 2017: i 20 dischi dell'anno secondo Rockit