Massimo Volume - Festa dell'Unità - Parco Nord di Bologna Live report, 10/09/2001

22/09/2001 di Emilio Urbinati



Lunedì sera, 10 di settembre. Per le strade della festa dell'Unità, al Parco Nord di Bologna, la gente non è molta e la temperatura abbastanza bassa da dare fastidio. Si ha la sensazione della fine dell'estate, dello scemare della festa. L'aria che si respira lascia trasparire tutto questo. È la migliore situazione per ascoltare un concerto dei Masimo Volume, le cui musiche e testi sono carichi di un forte significato emotivo, spesso legati proprio ai mutamenti delle situazioni e allo strascico di turbamenti che questi si portano dietro. Un cupo sguardo interiore, che esce e si innalza attraverso le rivelazioni di potenza sonora o la dolcezza degli arpeggi.

Alla Tenda Estragon, luogo del concerto, non c'è molta gente, ma è sicuramente un pubblico d'elite per il gruppo bolognese, che gioca in casa. Nessun ritardo, nessuna sbavatura, nessun intoppo. La musica di sottofondo si placa, le luci si abbassano e i Massimo Volume entrano in scena. La formazione si presenta con Emidio, voce e basso, Marcella e Egle, chitarre e Vittoria, batteria: nessun ospite per questa data, contrariamente a quanto succede spesso sul loro palco.

L'attacco è subito intenso, Seychelles '81 è la prima canzone e fa subito capire quanto sia grande la voglia di suonare del gruppo. Non si perdono in ringraziamenti durante la prima fase, i Massimo Volume, ma mantengono tutta la concentrazione necessaria e proseguono a ruota libera suonando quasi tutti i pezzi del loro ultimo disco, Club Privè, intervallandoli con delle perle tratte da Lungo i bordi, indimenticato album dell'affermazione della band. Da riconoscere delle esecuzioni notevoli di Pizza express e Privè. Sorprese apprezzate caldamente dal pubblico, sono dei pezzi solo strumentali non appartenenti alla produzione discografica precedente che dimostrano come, comunque, la band sia attiva. Il vero punto di mezzo del concerto si ha sull'esecuzione di Almost Blue (di Elvis Costello, brano della colonna sonora del film omonimo, curata dai Massimo Volume) cantata da Marcella con voce adeguata e arrangiata splendidamente.

Da li in poi si susseguono grandi classici, sempre recuperati dagli album Club Privè e Lungo i Bordi, tanto che viene da insospettirsi per la quasi completa assenza di canzoni importanti provenienti dalla parte della produzione più giovane (Stanze) e più poetica (Da qui) della band. La chiusa è affidata Manhattan di notte, solito pezzo di saluto in cui l'atmosfera della fine di tutto si rispecchia nell'"ordine delle cose", e placata l'energia, il gruppo si ricompone totalmente, fino a lasciare solo un definitivo e ordinato giro di batteria a scandire gli ultimi istanti.

Un'altra grande prova di capacità musicale e poetica per i Massimo Volume: una realtà italiana concreta, originale e nel pieno del suo potenziale espressivo.



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