Festival di canzoni d’autore per R. Gaetano - Crotone Live report, 04/09/2002

13/09/2002 di Eliseno Sposato



Di Rino Gaetano si ricordano le canzoni, dolci, ironiche, appassionate, a volte stravaganti come i suoi abiti di scena ed i suoi famosi cappelli a cilindro. Come da quello di un mago, è scaturita la prima magia del “Festival di canzoni d’autore per Rino Gaetano” organizzato dall’amministrazione provinciale di Crotone, con la direzione artistica dell’etichetta discografica Storie di Note.

Ricordarlo con qualcosa che fosse unico come la sua arte, questa l’idea di fondo che è partita dall’incontro tra un nome storico della canzone d’autore italiana, Claudio Lolli, ed uno delle giovani generazioni: Il Parto delle Nuvole Pesanti. Insieme si sono ritrovati su di uno stesso palcoscenico, per ridare vita a “Ho visto anche degli zingari felici” riproposto per la prima volta in concerto dopo moltissimi anni, con i nuovi arrangiamenti, firmati dai giovani musicisti calabresi. La lunga suite scritta da Lolli 25 anni fa, parte languidamente dalle note del sax di Raul Colosimo he non fa per nulla rimpiangere l’originale di Danilo Tomasetta.

Lolli introduce il concerto invitando il numerosissimo pubblico a lasciarsi “divertire ed inquietare” dalle note che seguiranno. Immobili i musicisti, iniziano a fare uscire note dai loro strumenti: Mimmo Mellace dietro la batteria domina dall’alto la scena, Paolo Capodacqua, da sempre prezioso collaboratore di Lolli, ed Amerigo Siriani seduti, pizzicano con maestria le corde delle chitarre; Peppe Voltarelli al basso, e Salvatore De Siena alle percussioni, si stringono attorno al cantautore bolognese pronto a recitare e cantare in forma di reading poetico le sue canzoni. Dietro di loro Raul Colosimo gorgheggia, distorce ed amplifica la sua voce durante l’introduzione. “Zingari felici” parte subito dopo.

Sembra una classica canzone in stile Parto, capace di catturare subito l’attenzione del pubblico e rendere il clima di festa che si respirerà. Inizia così a dipanarsi la storia di un album che non accusa minimamente il peso degli anni; le canzoni si mostrano attuali, in fondo vita privata e storia, etica e politica dei nostri tempi possono rispecchiarsi ancora in queste canzoni magistrali. I ritmi variano, gli arpeggi di Capodacqua mettono i brividi in “Agosto” riletta in chiave dub, la ritmica è possente e precisa, De Siena fa volteggiare il tamburello disegnando poetiche visioni che azzarderemmo definire psichedeliche, mentre Lolli osserva da spettatore con il libro dei testi e la sigaretta accesa, perennemente in mano. “Piazza bella piazza” riaccende l’entusiasmo, il pubblico batte il tempo con le mani, i musicisti del Parto restituiscono al meglio la fisicità di un disco che non era mai stata espressa così bene. “Primo Maggio di festa” si conferma come il capolavoro del disco: la sua poetica si schiude sulle note disegnate da Capodacqua e Siriani.

Il Parto delle Nuvole Pesanti, così come era già successo nella piece teatrale “Roccu u stortu” mostra di sapersi calare al meglio nel ruolo di backing band, discreta quando deve esserlo, prepotentemente protagonista quando gli è concesso. Questo è uno dei segni evidenti di una raggiunta maturità artistica, che non potrà che dare i suoi frutti migliori negli anni a venire. Le canzoni di “Ho visto anche degli zingari felici” si susseguono raggiungendo picchi importanti con la già citata “Agosto” e “Albana per Togliatti” cantata per intero da Peppe Voltarelli.

Alla fine sono tanti, scroscianti e meritati gli applausi che sanciscono il successo di una operazione di alto spessore culturale che scrive, anche oggi a distanza di un quarto di secolo, una nuova pagina della storia della canzone italiana con gli stessi temi di un tempo. Merito della poetica di Claudio Lolli, così come della dedizione di quei musicisti egregi che sono riuniti sotto la sigla Parto delle Nuvole Pesanti, figli della nostra Calabria (permettemi un po' di campanilismo), che continuano a darci lustro nel segno di Rino Gaetano. opo il concerto evento, Il Parto ha regalato al pubblico di Crotone un breve set delle sue canzoni, con un doveroso e sentito tributo a Rino Gaetano, realizzato attraverso una rilettura di “La storia di Maria”. A suggello della serata è stato belle vedere un’immagine delle tante di Gaetano, poste a corredo della scenografia, volteggiare sulla testa degli spettatori, ballando al ritmo di “Raggia”, “Sule” e “Riturnella”, quasi fosse un ideale passaggio di testimone.

Nota conclusiva: di questo concerto esperimento verrà tratto un cd live con uscita prevista per il 2003.



Pagine: Il Parto delle Nuvole Pesanti Criminal Party

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