Festival Internacional de Benicàssim 2011

25/08/2011 di

Come ogni estate, è arrivato il FIB di Benicassim. Come ogni estate, migliaia di europei si sono riversate sulle spiagge e nei campeggi di Benicassim per qualche giorno di musica di alta qualità. Tra di loro, quest'anno c'era anche Dariella degli Amari. Ecco il suo report in esclusiva per Rockit. Foto di Tania Bornacin.



"Mi raccomando Dariè! Partite almeno 2 giorni prima che poi non trovate posto in campeggio! Così vi godete un po' Benicassim prima che inizi il FIB!"

In effetti Carletto (Pastore) aveva ragione e almeno una cosa io e Tania l'abbiamo azzeccata: la partenza! Evitare di arrivare a ridosso dell'apertura del festival può risultare fondamentale soprattutto se si é deciso di accamparsi nei camping del FIB e la capienza dei vostri bagagli è determinata unicamente dalla famosa graticola/bilancia/Ryanair. Ovviamente con una tenda cheap è impossibile portarsi dietro tutte le comodità necessarie al buon campeggiatore ed è così che la prima notte di permanenza nel Fib Camp è subito condita da un sonno privo di comfort e dalle consuetudini hooligane dei nostri nuovi "coinquilini" albionici. Provate voi a chiudere occhio con un sottofondo di centinaia di inglesi sbronzi che intonano "Wonderwall" fino alle 5 di mattina! Già perché a Benicassim, prima delle palme e prima della sangria ci sono loro: 40.000 ragazzotti tra i 18 e 25 anni costantemente carichi di birra e radiazioni solari. In effetti, osservandoli bene capisco subito perché il nu-rave è stata un questione squisitamente britannica. La pelle dei kids è già fluo, quasi quanto i loro bermuda ipercromatici!


(Il pubblico del FIB)

Le ragazze, come spesso capita pure a Londra, sono addirittura peggio dei ragazzi. Pronuncia sguaiatissima e pinte di birra costantemente in mano, sono tutte piccole Amy Winehouse (R.I.P) sprovviste di talento e dramma esistenziale. Il primo giorno pre festival serve a tracciare le misure delle giornate a venire. Ti svegli e alla luce del sole scopri che il Fib Camp è qualcosa a metà tra l'accampamento di "Apocalypse Now" e una colonia estiva: gente che viene, gente che va, file in infermeria e file per ricaricare il cellulare. Tutti rigorosamente muniti di telo da spiaggia e borsette LIDL . Ci immergiamo in questa fiumana di vacanzieri adolescenti e raggiungiamo le spiagge. Scegliamo una palma e aspettiamo che il sole più bastardo si attenui e poi bagni, tuffi, onde e al tramonto siamo fritti! L'unico sbattimento previsto è capire cosa e dove mangiare ma - ahimè - sognatevi prelibatezze locali; qua è tutto fatto per gli inglesi e quelli si mangerebbero pure delle ciabatte se accompagnate da una birra!

"Dai Tania! Hanno iniziato a suonare e noi siamo ancora qui in tenda! Dai su che ci perdiamo tutto!"

Questo era il livello del mio entusiasmo all'apertura ufficiale del festival. In fin dei conti il mare è una figata, il sole anche, ma siamo qua per nausearci di musica o no? Certo, ma non di sicuro della musica terrificante suonata da tal Aldo Linares, a cavallo tra i Kraftwerk e Julio Iglesias o da questi tamarri Ligabue/Foo Fighters/Te quiero mucho dei Layabouts che addirittura si esibiscono sul Maravillas (il mainstage)! Vabbè dai ridimensioniamo l'entusiasmo e capiamo come funziona questa enorme spianata di rock' n roll visto che stasera si inaugura con Paolo Nutini, Plan B e The Streets sul mainstage mentre i Chase & Status al Fiber FIb stage! Puro cockney sound insomma! Non ci resta che esplorare l'area concerti e constatare quanto diavolo sono organizzati qua. La prima cosa che salta all'occhio è l'impossibilità di rimanere incagliati in code (come succede in Italia giusto?) visto che l'intera area è cosparsa di casse ticket . In un festival in cui la line up si esaurisce alle 6 di mattina, la birra non è proprio la bevanda ideale per restare in piedi fino al culmine della serata. Taurina is the reason, dunque! Se arriva la fame invece si va dai classici "sporchi" fino all'etnico spinto (cucina africana, messicana e thai) e per i cali di zucchero invece ci sono donuts a volontà! Girando in processione circolare tra i tre palchi ci soffermiamo ad uno dei pochi live pre tramonto veramente interessanti della giornata, ovvero Anna Calvi al Fib Club: la gente segue con intensità e attenzione, mentre la nostra sta sul palco con fare da torero. Le note sono tinte di rosso come la camicia che indossa, mentre il set up minimale del trio che la accompagna fa scivolare il sole dietro le colline di Benicassim. Alle 22 al Palco Maravillas, con nostra grande meraviglia si esibisce il vero headliner della serata; è il turno di "pooouloooh", come urlano le decine di migliaia di inglesi accorsi come dal nulla per ascoltare il loro idolo scozzese! Ma quanto cazzo è enorme Paolo Nutini in Inghilterra? Tantissimo a giudicare dal numero di seguaci sotto il mainstage! Saranno 30.000 solo per lui e pure Tania strabuzza gli occhi convinta che lo potesse ascoltare solo sua mamma! È il momento del sing along collettivo mentre il nostro gigioneggia sul palco come una vera rockstar non più brit e maledettamente incarnata in un James Dean contemporaneo.

"Che culo gli è cresciuto?"

"No beh dai, è figo e canta pure bene!"

"Sì bravo è bravo ma non mi convince lo stesso!"

Dopo "poulo" E'il turno di Plan B sempre sul mainstage e, anche in questo caso, chapeau! Il live di Ben Drew e dei ragazzi che lo accompagnano è come un concerto del nostro lorenzone nazionale; si rappa, si canta e tutti suonano benissimo e intrattengono come fossero vent'anni che non fanno altro! Quanto è furba questa miscela di north & soul , garage Uk e crooner pop? Tanto, ma funziona tutto alla perfezione, soprattutto per noi che siam seduti sugli spalti per la stampa come una famigliola in vacanza. Rassodate un po' le chiappe ascoltiamo il line check dei Crystal Fighters (una delle poche band spagnole "fresche") e ci rifiondiamo in tutta fretta al Maravillas per lo show di Mike Skinner a.k.a. The streets.


(The streets)

Skinner è il non plus ultra di una certa inglesità stradaiol-Pub-calcistica e ammetto che nutro grosse aspettative su di lui; in fin dei conti sono un fan e mi sembra veramente pittoresco ascoltarlo live in mezzo a questi bifolchi ultrasassoni! Sul fronte del pittoresco il nostro non delude e dopo 2 brani è già senza maglietta pronto ad esporre il suo bulbo standard da alcolista, tra rime affilate e un "londinese" così stretto che sembra quasi polacco. Ad accompagnarlo sul palco c'è una vera band di turnisti di colore in modalità "live di justin Timberlake". Noto che tra questi c'è pure il cantante dei defunti The Music, conciato come uno di "The snatch", a distribuirsi il lavoro tra chitarra e cantati melodici: impossibile non pensare ad un parallelo con J-Ax e Guido Styles! A parte la forma, il live è un po' deludente, visto che, snocciolate le hit sbronze di prima grandezza, il nostro si perde in infinite ballate sdolcinate e patetiche. Gli inglesi non ci fanno caso e cantano felici come in un villaggio vacanze. Per concludere la serata facciamo 4 salti al Palco Fiber Club visto che non voglio perdermi l'occasione di sentire della grossa e grassa Kebabstep da un impianto serio.


(Chase & Status)

Chase & Status non deludono per niente e lo show è grandioso tra vocalist baluba "make some noise" e vocalist cubiste che paiono uscite da un video di Corona. "This is the rhytm of the night"e lo sarà fino a tarda notte anche quando, dentro la nostra tenduccia, cercheremo invano di chiudere occhio con le orecchie a cavallo tra i dj set indie senza senso del FIB Club e le sassate di cassa di Jack Beats al Fiber Fib. Altro che silent disco!

Leggi la seconda parte



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