Festosa - Oggiona (VA) Live report, 14/07/2006

28/07/2006 di

(Disco Drive al MI AMI 2005 - Foto di Ivan Rachieli)



Lascio Torino alla volta di Oggiona (Va), c’è un concerto dei Disco Drive e capita che sia una di quelle volte dove sono il loro fonico. Primo concerto DD che faccio con il bassista nuovo. E prima ci suonano i Bikini the cat - è risaputo che ho un debole per la cantante.

Il posto è una via di mezzo tra Yellowstone e Woodstock: alberi, possibile presenza di orsi e gente che fuma canne. Il palco è in un gabbiotto tipo casa di Yoghi. Il bar è troppo lontano e difeso dagli alberi.

Il concerto dei Bikini The Cat è bello ma non molto di più. I tre, poveri, si trovano davanti a una ventina scarsa di persone che guardano il palco come non ne avessero mai visto uno. Facendo però applausi sconclusionati tra un pezzo e l’altro. Il concerto inizia con il batterista solo sul palco: tira fuori coraggio e vitamine e parte con un tempo serrato, sul quale poi si aggiungono gli altri due. Strano perché dopo questa introduzione così tirata seguono pezzi del tutto diversi. Molto meno punk dell’ultima volta che li ho visti. Più interessati a mantenere la canzone desta su un buon ritmo. Non strafare e tenere così tutto il concerto. Molti pezzi nuovi, un po’ più alla Franz Ferdinand. La voce di Leila ancora regina della situazione. Ma non abbastanza per salvare la baracca. Nel complesso: uno show che, forse anche per un certo imbarazzo nel trovarsi davanti questo pubblico di mummie assorte, non decolla. E non basta avere dei bei pezzi, a volte.

I Disco Drive si ritrovano nella medesima situazione. Forse con ancora meno gente. E forse ne risentono un po’ anche loro. Per me c’è la novità dei pezzi nuovi, quelli a due batterie. E partendo da questi: possono essere un ottimo modo per integrare il nuovo bassista. Lui si trova a esser l’unico strumento mentre gli altri due indemoniati sfasciano il palco manco fosse il castello di sabbia del bimbo che ti sta più sul culo. Ovvio, pezzi così possono avere quel senso di momentaneo e di incompleto. E non proprio tutti rendono coinvolgendoti al ballo. Ma alcuni reggono splendidamente. Soprattutto perché, a volte, Alessio lascia la chitarra appoggiata alla batteria che sta suonando e i feedback tramutano tutto in una sorta di drone alla Liars. Solo un po’ più pop.

Gli altri pezzi filano bene. Il singolone “What About This” ormai è vecchio. Sembra quasi che la suonino come un pezzo non loro. E penso che sarà depennato dalla scaletta tra non molto – mia intuizione, nulla di piu.

Il trio deve ancora rifarsi un po’ il fiato, ovvio, non c’è la stessa amalgama che c’era con Andrea Pomini. Ma penso sia questione di qualche settimana.

Dopo il concerto si posizionano due transenne (le porte) e si prende il pallone. Batteria e basso contro fonico e chitarra. Io e il calcio siamo come il giorno e la notte. Nonostante ciò, la partita è nostra. La sezione ritmica, straziata, tenta anche i soliti trucchetti – tipo far finta di aver perso la palla, o direttamente mirare alle gambe – ma rimane sotto di troppo. E io, tra un goal e l’atro, riesco pure a ubriacarmi. Il talento, ormai, è merce rara.

Al ritorno ci si divide: loro verso Imperia e io in treno verso Torino. Il mio lettore ha smesso di funzionare già dalle prime ore del viaggio di andata – e ci aggiungo porcap******!. E me ne sto guardare due occhi celesti seduti davanti a me e a sentire le ruote che battono sulle rotaie ad un ritmo che non hanno voglia di sostenere – il treno arriva da Bari e oggi si è fermato tre volte, una con me sopra, per guasti al motore. Torino è odiosa e calda.

Vai alla terza giornata



Pagine: Bikini The Cat Disco Drive

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