Il presente è in frantumi, tutti contro tutti. Le chiese deserte, i negozi sold out, le persone sole. Gli ultimi riti partecipati e collettivi sono nei dancefloor di tutto il globo. La musica è l’unica direttrice invisibile che unisce e sintonizza le vibrazioni di miliardi di persone.
Inizia così, come un rito messianico e un po' apocalittico, il manifesto di un collettivo che in realtà ha come unico obiettivo quello di diffondere dell'ottima musica che, con ogni probabilità, non conosci. Si chiama Club Mondo, un "collettivo di ricerca e diffusione musicale nato nel 2023 dall'esigenza di dare
spazio ai suoni dell'underground, alle sottoculture e alla musica proveniente da ogni angolo del
globo", come si definiscono loro quando glielo chiedi. E che quest'anno arriva alla platea più larga finora mai raggiunta: quella di MI AMI, che venerdì 22 maggio avranno un intero palco co-curato - il Pepsi Club - dove si esibiranno alcuni degli artisti più interessanti del festival.
"Ci ha sempre affascinato l'idea di scoprire generi e sonorità altre, diverse, lontane culturalmente da noi", raccontano Simone Meraviglia e Nicolò Castellani Perez, fondatori del collettivo assieme alla agenzia di booking milanese Chullu Agency, perfettamente allineata in termini di ideali e gusti musicali. "In questi anni ogni volta che nei nostri ascolti e nelle nostre sessioni di digging ascoltavamo dei generi tipici, folkloristici di un determinato continente o paese che ritenevamo belli, ascoltabili, orecchiabili, approfondivamo il discorso dal punto di vista storico di tutto il movimento culturale che c'è dietro, per poi arrivare a capire quali fossero i maggiori esponenti e se c'era la possibilità di chiamarne qualcuno a suonare in Italia".
Così nascono varie serate con artisti notevoli, anche se totalmente fuori dai radar del "nostro" ecosistema musicale: come Omar Souleyman, musicista siriano la cui versione elettronica della dabka - genere musicale tradizionale del Medioriente - è un piccolo culto internazionale, o il dj colombiano Turbo Sonidero, il gruppo che mescola Etio-jazz e highlife Jembaa Groove o l'ensemble Alash, che viene dal confine tra Russia e Mongolia e propone canti gutturali polifonici. "Facciamo poche cose e cerchiamo di farle molto selezionate. C'è una volontà reale rispetto alle cose che facciamo", spiegano.
Nel giro di pochi anni arriva questo incrocio con MI AMI, qualcosa di "molto spontaneo", per come lo raccontano loro: "Ci siamo proposti noi, sapendo che MI AMI di per sé è un grande contenitore di visioni diverse, anche a livello artistico ci piaceva cercare di portare dentro anche quella che è la nostra visione di come si vive una serata. Dall'altra parte abbiamo ricevuto grande apertura, man mano che si chiacchierava poi la volontà è diventata un palco curato intero per una giornata, il che ci ha reso ben contenti. Con Club Mondo ci siamo sempre mossi in realtà piccole e indipendenti, il fatto di atterrare all'interno di un festival così, 'istituzionale', è una bella cosa: arrivare a un pubblico più ampio, abituato a un certo tipo di artisti soprattutto italiani, ed esporlo a sonorità a cui magari non è abituato ci interessava".
Ok, ma chi sono questi artisti coinvolti da Club Mondo? "Sono tutti artisti che avremmo voluto fare in generale all'interno di qualche serata Club Mondo ma che poi in fin dei conti non abbiamo mai trovato un contesto adatto", dicono Simone e Nicolò. "Quando si è palesata la possibilità di di mettere giù un artistico un po' più esteso su una giornata intera, ci sono venuti in mente naturalmente". Sono quattro - a cui si aggiunge il dj set del Club Mondo Soundsystem per entrare subito nel mood giusto prima dei live - e, per raccontarli, partiamo da un duo napoletano che è già leggenda in tutta una serie di locali sparsi per tutta Italia: Aldolà Chivalà. Il loro è una sorta di spoken word assurdo, perlopiù in dialetto, su delle strumentali particolarmente groovy, figlia di quel sound mediterraneo che proprio a Napoli ha attecchito e prosperato alla grande. C'è poi una nostra vecchia - si fa per dire - conoscenza: i Tresca y Tigre, già protagonisti assoluti alla Notte dei CBCR di Rockit lo scorso gennaio, che con il loro mix di elettronica, hip hop e richiami latini ora puntano a conquistare anche il pubblico di MI AMI.
Passiamo invece ora alle due ospiti internazionali, artisti parecchio interessanti (non che ci fossero dubbi) che si trovano in un contesto unico in cui scoprirle. La prima è Lua De Santana, artista di origini brasiliane e spagnole che secondo Club Mondo "...è una delle voci più entusiasmanti della nuova scena afro-latina internazionale; baile funk esplosivo, soul ricercato e sensuale, elettronica sperimentale e trasgressiva. La sua musica vibra di un’energia grezza e di una sensualità potente, con influenze che spaziano tra ballroom, techno e flamenco". La seconda è invece Coco Maria, vinyl selector con un gusto molto raffinato, soprattutto per quanto riguarda ritmi dal Sud e Centro America, dai Caraibi e oltre: "Lei conosciamo da tempo, è anche legata a un certo tipo di panorama italiano; e poi noi siamo amanti anche dei dischi in vinile, ci piaceva avere qualcuno che facesse un set così".
Ormai vi sarà chiaro: se già per affrontare MI AMI una delle parole chiave è "curiosità", per il Pepsi Club di venerdì 22 maggio questo vale doppio. Ed è anche quello che si augura il collettivo: "Ci piacerebbe trovare sotto il palco ragazzi, magari anche molto giovani, attratti da delle sonorità latin e dai ritmi, che venga a vedere cosa sta succedendo lì e si fermi un po' a ballare. Fare scelte così diversificate per un festival pensiamo appaghi un certo tipo di pubblico molto fidelizzato, che vuole sempre avere qualcosa di nuovo e di diverso. Quindi speriamo di vedervi venerdì da noi e grazie MI AMI!".
---
L'articolo La finestra sul mondo di MI AMI di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-05-14 11:04:00

COMMENTI