Fireball Festival '99 - Gambellara (VI) Live report, 27/06/1999

27/06/1999 di Chirstian Neurodisney



Arriviamo nella ridente Gambellara verso le 15.00, in una campagna prosperosa ricca di viti e subito ci accomodiamo nel simpatico campeggio adiacente allo spazio riservato alla manifestazione. Un bel palco, temperatura elevata e via: crossover/hardcore a mille. Nelle prime ore, più che altro, è una serie di check infiniti, ma le bands sembrano 'esserci', lo spirito è quello giusto e l'organizzazione risponde alle attese. Cominciamo.

Si susseguono sul palco gruppi principalmente della zona e della cara vecchia Emilia che esibiscono una buona grinta e dimostrano la fertilità del crossover nostrano. Arriva l'imbrunire e salgono sul palco nell'ordine Strange Corner e C12. I primi accendono i presenti con un hardcore old school sincero e sanguigno, i secondi mostrano vivacemente il loro concetto di crossover: post metal, hardcore, ska, stoner, chi più ne ha più ne metta. Ottima tecnica, ma forse troppa carne al fuoco.

Sono circa le 22.00 quando vengono annunciati i Linea 77 da Torino. Ebbene signori, forse una persona si può sbagliare, folgorata da un impatto sonoro da panico, ma entrambi ci siamo sentiti fin dall'inizio davanti ad una band in stato di grazia: suono potente in stile 'deftoniano' immune assolutamente da clonazioni, travolgente presenza sul palco (la scelta definitiva delle due voci si rivela in questo senso la marcia in più), attitudine, tecnica, e tanta tanta anima.

Forti delle loro 1.500 copie di 'too much happiness…' e delle loro numerose esibizioni in occasioni importanti, i Linea 77 sono il gruppo del momento - senza dubbio per chi scrive.

E le esibizioni dal vivo sono proprio il punto di forza della band. Ancora una volta per le band italiane il risultato su disco non rende giustizia alcuna al suono e all'impatto di un live. Una sezione ritmica da tachicardìa, una chitarra che da sola costruisce un muro del suono degno delle migliori band del settore, due voci urlanti, straziate e potenti appartenenti a due indiavolati sul palco, compongono il quintetto sul quale nome vi invitiamo a scommettere molto, anche in ricevitoria del lotto: Linea 77.

Giunge l'ora dei Crackdown ed i ragazzi di Ravenna fanno in realtà un po' fatica all'inizio a trattenere la grande folla che fino a cinque minuti prima aveva saltato, pogato, urlato e praticato stage diving. Non è però questione di molto vedere una band in ottima forma sprigionare tutta la propria rabbia tramite un susseguirsi di trame hardcore/crossover/post metal oscure e disciplidate. Tanta potenza ed uno stilo personale e coinvolgente caratterizzano la scaletta di brani dei Crackdown e portano di nuovo tutti i presenti alla massima partecipazione. Grande gruppo - e in netta crescita. Nel complesso finalmente una rassegna crossover degna di questo nome, un ottimo staff e tanta buona musica mastella per orecchie incompatibili a fiere di antiquariato di stampo statale quali Haineken Jamming Festival, Monza Rock, Beach Bum e affini.

(recensione a cura di Aldo e Christian)



Pagine: Crackdown Linea 77

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