Francesco Guccini - Forum - Milano Live report, 08/04/2000

09/04/2000 di



2 CRICETI AL CONCERTO DI GUCCINI

Cosa volete farci, la vita è così. Inizia un tot. di anni indietro, giorno in cui vieni al mondo uomo tra braccia di madre. E poi avanti, un sole dopo un altro, un qualcosa che ti cambia, che prende i tuoi contorni sfuocati e li ridefinisce seguendo inaspettate proporzioni. Tanto cambi (e tanto velocemente) che quando te ne accorgi non puoi far altro che prenderne atto e via, con un sorriso magari. Che se un giorno, uomo che eri, ti svegli mosca, magari finisci in un capolavoro della letteratura mondiale. Mentre se un giorno, uomo (?) che eri, ti ritrovi criceto, il più a cui puoi aspirare è finire tra le righe stropicciate di qualche cazzo di sfigata fanzine. E così è andata. In pratica, in un tardo pomeriggio primaverile, rendersi conto, averne netta chiara distinta, la percezione di essere un criceto. Un criceto. Un criceto che si muove nella gabbia, che mangia noccioline, che fa girare la ruota…ecco, identico così, un criceto che fa girare la ruota, la fa girare senza nemmeno rendersi conto. Ma lo vedete quanto è stupido e distratto un criceto? Che percezione del mondo può avere un criceto? Quindi, quello che state per leggere è “Un concerto e il pomeriggio di avvicinamento visti dagli occhi non più attenti di 2 criceti”. Oh Oui ! Avanti allora, buttateci le bucce della mela che state mangiando, mettetevi comodi sulle vostre oneste poltrone e seguite la storia di Fiz e il Tinx al concerto di Francesco Guccini, ipnotizzatore di criceti per l’appunto. Vietato ridere fuori dai siparietti prestabiliti. Che dopotutto siamo ragazzi sensibili.

Reduci da una settimana non-stop di nottate alcoliche di abissali proporzioni. Nausea e fegato straziato da tanto incivile e spregiudicato buttarsi via, “Fiz ci vediamo alla fermata alle 4 e mezza” “Ok”. Eccoci sereni alla fermata dell’autobus, come da copione il Tinx è in ritardo epocale, ma fa nulla…Evviva! Evviva! Che tanto stiamo andando al concerto del Guccio, appuntamento immancabile che segna con cadenza millimetrica, da ormai 5 anni, l’inesorabile scorrere delle stagioni. “Tinx ti ricordi il primo che abbiamo visto insieme? Ad Alessandria…ti ricordi che tramonto ci siamo beccati sull’autostrada?”. Già. La vedi nel cielo quell’alta pressione, è un film di seconda visione…. Da segnalarsi a questo punto la rituale tappa al supermercato: 1 bottiglia di Chianti da 2L, 1 etto di salame nostrano, 1 etto di lardo, 4 panini, 1 confezione di schiacciata al rosmarino untissima e durissima, maionese (poteva mancare?), 6 latte di birra. Alla cassa vengono lasciati 25 biglietti da mille, poi equamente divisi. Uscendo dal supermercato si strappa la prima linguetta della latta d’alluminio e con un lungo sorso si dà inizio a quella che sarà la Giornata del Criceto: “Fiz ma come facciamo se non riusciamo a trovare i biglietti?” “Ma và Tinx, figurati… adesso passiamo alla EMI ritiriamo il mio Pass e poi con quello male che vada ce la giochiamo…” “Ok, se lo dici tu…”
La seconda latta la si stappa sulla metro. Fuori c’è un bel sole, incoraggia entusiasmi e ottimismi dilatati, ridà un po’ di smalto a giorni da mesi spesi a guardare le siepi. Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà. Ma tanto…
Si scende a S.Babila, io e il Tinx, subito trafitti e disorientati dal muoversi multiforme tra il trendyssimo e il pacchiano della fauna milanese del sabato pomeriggio in centro.

“Pigliamo il Pass, me lo devono aver lasciato in portineria e poi andiamo…”. Certo. Peccato che alle 6 e mezza di sabato pomeriggio la EMI sia chiusa e tutti i cristiani che ci lavorano siano comprensibilmente da tutt’altra parte che non nei suddetti uffici. Olè. Il Pass viene salutato con ampi gesti della mano.

Risate
Evviva i criceti che girano la ruota e vanno a vedere Guccini! Evviva i criceti che lasciano un Pass per il backstage di un concerto sold-out del Guccio, strappato a suon di telefonate, a impolverarsi nel cassetto di una periferia di un edificio imponente del centro! Samantha tornando a casa con le MS per suo padre steso davanti a qualche canale, non l’avrebbe mai fatto. No credo di no. Ma noi siamo 2 criceti e i criceti sono fondamentalmente animali poco attenti.

Loro si limitano a girare la ruota.

E girano pure le lancette dell’orologio, e sferragliano i vagoni della metropolitana. E si stappa la terza latta. E sale un po’ di apprensione. Ma tanto siamo giovani e belli, come tutti gli eroi “dai Tinx vuoi non entrare al concerto ? Figurati…”
E allora…poco dopo siamo a Lampugnano. Deserto.

“Tinx ma com’è che non c’è ancora nessuno?” “E’ impossibile Fiz…ma….nooo….vuoi vedere che…” “Non dirmi che…”. Fiz e il Tinx alle 7 davanti al Palavobis, Milano. Peccato che il concerto di Guccini sia al Forum di Assago.

Risate
Continuiamo. In aria il cielo è un qualche cosa viola carico. “Sigaretta arrotolata?” Sigaretta arrotolata.

Riprendiamo la metro. Allentati nei movimenti e nelle percezioni, sempre più compressi nel ruolo di criceti.

“Tinx siamo 2 falliti” “sì Fiz”.

A Famagosta, capolinea della linea verde, scendiamo e seguiamo il piccolo variopinto sciame vociante di prossimi partecipanti al concerto, tutti bigliettati e prodighi di sorrisi e spezzoni di canzoni e mozziconi di confidenze. I gruppi di liceali mi commuovono, mi fanno ricordare di quei tempi là. Quei tempi in cui tutto era ancora intero, in cui è tutto chi lo sa, in cui si è stupidi davvero, e quante balle si ha in testa a quell’età…
Il Forum ci attende imponente. Assediato da veramente ma veramente tante persone. Tante. Tante che non ne ho mai viste per il Guccio così tante insieme. ‘sticazzi. L’unica cosa che riesco a dire. Il Tinx mi guarda di traverso, perplesso.

Com’era prevedibile c’è una fila silenziosa ma compatta di fronte alla biglietteria. Arrivano i primi mormorii “i biglietti sono finiti. NON-CE-NE-SONO-PIU’”. I bagarini vendono a centomilalire. Com’era prevedibile. Mi faccio largo e guadagno lo sportello degli accrediti, l’ultimo patetico tentativo di un criceto fallito: ”ciao, sono Fiz di Rockit, la EMI dovrebbe avermi lasciato degli accrediti”. La ragazza ossigenata dal vestito troppo stretto per contenere tante tette e ciccia mi cinguetta “no guarda mi spiace ma i biglietti alla casa discografica li abbiamo già consegnati giovedì…qui non c’è nulla…” . Come se già non lo sapessi…vabbeh grazie lo stesso, torno dal criceto Tinx che nel frattempo ha aperto la boccia del vino e ha iniziato a sorsare generosamente. “Nada Tinx…” e lo dico con un sorriso sghembo sul volto “Siamo proprio 2 falliti” mi sento sospirare, mentre a fianco straripano sciami di splendidi stereotipi di Fare Well che sorridono coi 20 anni portati come si porta maglioni sformati su un paio di jeans.

Ci sediamo su un marciapiedi, arrotoliamo cartina+altro, sbivacchiamo la sporta, tagliamo pani e stendiamo affettati, beviamo vino e iniziamo a ridere. A ridere di noi. E poi a ridere nell’ascoltare i discorsi di un gruppo di zarretti sui 14 anni, così sgraziatamente fuori luogo eppure così acuti: “Ma cosa c’è al Forum oggi?” “Boh minchia…mi sembra che suona un tizio…” “Ma chi? Quello che canta Pablo è vivo…?” “Boh, minchia, Guccini mi sembra..” ”E chi cazzo è Guccini” “Ma niente un vecchietto”…Da non credersi vero? Come fa Guccio a cantare sono più famoso che in quel tempo quando tu mi conoscevi ? La gioventù sta annegando dentro sacche di ignoranza e noi che dovremmo essere sulla riva (???)e trarli in salvo siamo più stupidi e distratti e poco attenti di loro. Un'altra sigaretta arrotolata, il vino passa la metà bottiglia. “Fiz ce ne torniamo da Pane? Guccio ce lo andiamo a vedere a Bologna…” “Tinx a Bologna ha già suonato martedì…” “ah, ok…beh, la prossima volta…certo che una volta non sarebbe successa una cosa così vero?” “No Tinx, credo proprio di no. I biglietti li avremmo presi in prevendita 2 settimane prima. E poi quell’accredito saremmo andati direttamente in tipografia a prenderlo, ancora fresco di stampa…” “Una volta eravamo più attenti” “Sì”
A questo le cricetate si potrebbero dire finite. E invece. Fiz e il Tinx che salgono sul primo autobus a caso. Dopo 10 minuti buoni di viaggio il Tinx accenna un “Fiz ma sei sicuro che abbiamo preso il bus giusto?” Dopo 5 minuti le parole si fanno frastagliate e leggermente ansiose “ma da qui non siamo mai passati” “ma a quanto sta andando ‘sto cazzo di autista?” “pensa se adesso si ferma e siamo al capolinea, e siamo a Pero Nord” Risate “pensa a telefonare a qualcuno e dire Siamo a Pero Nord ci venite a prendere?” Risate “sì cazzo…pensa se adesso si ferma e siamo davanti a Pane” Risate “Pensa se alla prossima fermata si ferma e sale Bip…”. La faccio breve. L’autobus arriva a Famagosta. Noi prendiamo la metro. La prima vera conquista della giornata è accorgersi in tempo che la metro non ha la destinazione desiderata e quindi scendere per aspettare la successiva. Scendiamo a Cimiano. Stiamo al freddo e al gelo 20 minuti, sulla banchina. Mi scappa da pisciare. Giustamente si riapre la boccia di vino e la si ammazza. Mi scappa da pisciare il doppio. Il criceto non si smetisce. Il Tinx prepara un panino straboccante maionese e lardo, una vera perla. Lo spezza e rende grazia. Amen. Vorrei baciare una vegetariana in questo stesso istante penso dopo aver finito la mia parte e avere mezzo chilo di insaccato tra le cavità della mia non perfetta architettura dentaria. La metro arriverà fra 2 minuti annuncia lo zelante display luminoso. Mandiamo un SMS GSM al cellulare di Bip (sì, Bip ha il cellulare!) testo del messaggio “Hai la consapevolezza di essere un criceto? Io e Fiz sì”.

Poi la metro arriva.

Fine.

E’ andata così.

… il concerto di Guccini?

A mezzanotte eravamo da Pane. Birra Splugen rossa doppio malto grazie…
Già.

“Le sere sono uguali e ogni sera è diversa. E quasi non ti accorgi dell’energia dispersa, a ricercare i visi che ti han dimenticato”



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