03/08/2002



Il telefono squilla più o meno tutto il giorno, Max Slumber, Fabio dei Non voglio che clara, dettagli tecnici: chi porta questo? Chi porta quest’altro? La batteria ha i tom? Quanti microfoni ci sono?

E’ bello andare a prendere gli Slumber all’uscita dell’autostrada e accompagnarli al locale, è bello arrivare a Santi Angeli con un leggero ritardo e trovare i Non voglio che clara puntualissimi, che hanno già allestito il palco con l’aiuto del fido e mai troppo lodato Alberto Cantone.

Basta sentimentalismi e veniamo alla serata.

Il locale non è strapieno, è il 27 di luglio, chi abita da queste parti sa che nei week end d’estate le folle raggiungono jesolo, per riempire di bottiglie vuote le spiaggie e di idioti le discoteche, e nonostante Santi Angeli sia un locale "fighetto" non siamo al sold out.

Comunque la gente c’è e l’atmosfera frizzante anche.

Serata di gala per noi della Fosbury perchè presentiamo "Primo Salto" la nostra prima compilation della quale andiamo anche abbastanza fieri (diciamolo!); il buon ALes butta giù due parole introduttive al microfono e annuncia gli Slumber.

Salgono sul palco e Massimo (il bassista) si ricorda improvvisamente che deve fare una telefonata (?) per fortuna non è una conversazione lunga. Il set inizia e gli Slumber ci deliziano col loro nettare di indie-pop. Imbracciano la sacra triade low budget Squire-Epiphone-Danelectro e danno vita ad un emozionante spettacolo nel quale trovano spazio le canzoni del promo "Mr Ritchey and the stereo theory" più qualche episodio inedito. Sono fantastici davvero, e poi sul palco si divertono, ridono, parlano, arriva l’ultimo pezzo, il mio livello di gradimento è già alle stelle e loro decidono di dargli il colpo di grazia con la cover di "There is a light that never goes out" degli Smiths. Delirio!!!!!!

Il tempo di sbollire l’adrenalina che ancora scorre nelle vene ed è il momento dei Non voglio che clara. Aggraziati, dolci e vagamente retrò i quattro creano atmosfere che fanno pensare a Roma negli anni sessanta, Via Veneto, il cinema di quel periodo; per dirla in una frase: Morricone a cena con Truffaut. Fabio De Min si dimostra un autore raffinatissimo e coraggioso, padrone di un gusto sempre più raro del fare "musica italiana". La strumentazione prevede anche un piano elettrico (che invidia!). La band funziona alla perfezione anche grazie ad un batterista dall’ottimo gusto e a delle chitarre dai suoni curatissimi.

Il set si chiude con "Dall’oggi al domani" pezzo inserito nella compilation.

La bancarella Fosbury non vende granchè, ma non è importante.

Quello che resta alla fine della serata è uno strano senso di stupore e felicità nel aver creato opportunità anche per dei gruppi esterni all’etichetta. E’ bello vedere i ragazzi felici al termine della serata.

Se la nascita della Fosbury ha permesso anche solo questo non siamo nati invano.



Lo staff della Fosbury ci racconta quello che è successo a Santi Angeli del Montello nella serata di presentazione della Compilation Fosbury: PRIMO SALTO...

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