Yuppie Flu - Fragile Forest Genesis

21/02/2008

(Sonno arretrato - Foto da internet)

A breve uscirà il nuovo album degli Yuppie Flu. Il come e il quando resta un segreto, le uniche anticipazioni sono quelle contenute in questo racconto scritto per noi da Francesco Chielli. Dall'inverno del 2006 fino a pochi giorni fa, ecco la storia di "Fragile Forest".



La prima sessione di registrazioni e' alla fine dell'inverno 06/07, al mare. Le canzoni sono ancora una manciata, ma molto buone. Ce n'è una che parla di colline gialle con un ritornello enorme come piace a me, riesco anche a suonarci dentro un aspirapolvere.

Arriva l'estate, andiamo al mare, a cena fuori, a delle feste e poi ancora al mare e a guardare le stelle, insomma non abbiamo fatto un cazzo concretamente per l'album, ma anche quando non facciamo niente in realta' stiamo cercando ispirazione.

Alla seconda sessione di "Fragile forest", Kyle fa due eagle con wii in 24 ore e diventa subito pro. Dodo prende il megafono e continuamente intima ai cibi di uscire dal frigo con le mani bene in vista, come su Cops. Matteo registra almeno un altro paio di pezzi. Uno acustico con tanto di footstomp, ed un altro con un drone che apre il terzo occhio.

Finisce l'estate e sale la pressione.

Don Geffi, con il quale avevamo chiuso l'ultimo tour, è tornato a casa a Portland, quindi non abbiamo nessuno che si occupi della batteria per le registrazioni e per i concerti.

Il primo pensiero e' ovviamente Otto, il suo abbandono nel 2004 e' sempre stato mal digerito sia da noi che da lui.

Il Pugliese tarchiato accetta di buon grado l'offerta di venire in studio a lavorare sull'album e declina gentilmente di unirsi a noi per suonarlo dal vivo con un bel "no, vaffanculo, tengo famiglia."
Ci serve quindi un nuovo batterista per i concerti.

E' autunno inoltrato e la pressione è alle stelle.

In preda ad un curioso delirio Matteo si procura una catasta di attrezzatura miniaturizzata ed inizia a ri-registrare tutto l'album da zero, questa volta con i mini strumenti, la sua nuova passione.

Tutto prende una piega piu' intima e personale, l'album compie un passo in piu' verso la forma che sentirete.

Inverno pieno, inizia la vera maratona.

Io attraverso tutti i giorni la citta' a piedi per raggiungere lo studio, pioggia, sole o vento, lo vedo come un tragitto che devo percorrere, per autoconvincermi del senso di quello che faccio. Matteo è letteralmente in poltiglia: fa' le sette di mattina praticamente tutti i giorni registrando e mixando l'album.

Registriamo una canzone che parla di un tipo che va all'ospedale in un pomeriggio d'estate, con il finale dilatato dagli intrecci di chitarra.

Inizio a lavorare all'artwork, elaboriamo un progetto abbastanza ambizioso, praticamente impossibile.

Inizia il nuovo anno e mancano solo alcuni ritocchi, siamo in ritardo di alcune settimane, ma al panico dei mesi precedenti si e' sostituito un leggero torpore, lo stesso di quando rotoli giu' da una collina.

Matteo è ancora chiuso in studio, oramai comanda le macchine con il pensiero e fa delle pause all'interno dei suoi discorsi che possono arrivare anche al quarto d'ora.

Dopo un sogno molto complicato decidiamo finalmente che l'album si intitolera' "Fragile Forest". // Francesco



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