Dentro ai tuoi occhi è la rubrica di Rockit che propone uno scatto dei maggiori fotografi della musica italiana, raccontato dalla prospettiva dell'autore. Oggi è il turno di Francesco Prandoni, che ci porta a un momento preciso vissuto insieme agli One Direction.
Milano, 2013
Dal 2011 al 2016, sono stato il fotografo ufficiale degli One Direction in Italia: lavoravo con la loro casa discografica e, tutte le volte che sono venuti, li ho seguiti io. Nel 2011 si tenne un Meet & Greet per venti ragazzine con questa band ancora non così conosciuta, di cui non si era ancora pienamente compreso che portata enorme avrebbe avuto. Fuori, ne trovammo in attesa oltre 3000: c'era stato un grande tam tam mediatico su Internet e mezza Milano era bloccata da centinaia di ragazzine impazzite per l'arrivo della band. Fu anche in quel momento che si decise che gli One Direction avessero un proprio fotografo personale ufficiale in ogni paese: strinsi il contratto con la Syco Entertainment di Simon Cowell, per seguirli in tutto.
Questa foto è stata scattata nel 2013 a Milano, all'Hotel Principe di Savoia. La band stava facendo varie attività press, interviste e servizi fotografici con giornali e televisioni, e io dovevo documentare tutto. Negli anni li ho fotografati tantissime volte, realizzando anche molti posati sicuramente migliori di questo scatto: questa è però una foto che amo, perché ritrae i cinque minuti di felicità e tranquillità tra un'intervista e l'altra. Loro erano davvero una macchina da guerra, ogni minuto del loro tempo era programmato. È vero che era il loro lavoro, ma vedere dei ragazzini di diciott'anni gestiti come soldatini è comunque difficile. Quando erano venuti nel 2010, si rendevano conto di essere già delle piccole star e questo, a quel punto, si era consolidato. A volte capita che gli artisti possano essere svogliati, che in alcuni momenti non abbiano la testa: loro invece erano sempre professionali e seri. Vederli in quella situazione di allegria e felicità mi spinse a voler cogliere quel momento di grande autenticità.
All'inizio del nostro rapporto professionale, nei momenti esterni al servizio vero e proprio ero sempre relegato in un angolo. Nei confronti della band c'era già grande attenzione e per questo andava preservata, perché uno scatto rubato poteva avere un valore notevole. Nel corso del tempo, il management si rese conto che ero una persona molto discreta, a disposizione dell'artista, e iniziai a costruire con loro un rapporto di fiducia via via sempre maggiore. Nel momento dello scatto, eravamo lì solo noi sei. Non era la prima volta che scattavamo lì: c'eravamo stati anche per un'altra conferenza stampa, in una sala un po' più piccola, proprio accanto al salone maestoso scelto invece in quest'occasione. Era una situazione abbastanza incredibile: all'esterno dell'hotel, li aspettavano migliaia di ragazze esaltate. Quel giorno sarebbero stati ospiti alla finale di X-Factor e, quando lasciarono l'hotel, oltre al loro van ne partì anche un altro, civetta, che puntava nella direzione opposta. Nella mia carriera, ho lavorato con centinaia di artisti anche di grande importanza, da Blur e Rolling Stone a Katy Perry e Adele, ma non ho mai visto un'isteria paragonabile a quella delle fan degli One Direction, che li rincorrevano ovunque ed erano disposte a qualsiasi cosa pur di avvicinarsi a loro.
Oggi, quando rivedo questo scatto mi riporta a quel momento di pace e calma, a un istante completamente loro. È anche una foto che racconta più ampiamente la mia visione di fotografia. Per me, da fotografo, la cosa più bella è quando mi dicono: "Ah, ma c'eri? Non ti ho visto": vuol dire che ho lavorato benissimo. Racconta il mio essere una figura dietro le quinte, il mio restare nascosto, rubando lo scatto all'artista in scena. Anche perché ai concerti è l'unica cosa che puoi fare: non puoi gestire le luci, non puoi gestire l'artista, non hai controllo su niente. Devi essere pronto a rubare il momento.

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L'articolo Francesco Prandoni meets One Direction di Giulia Callino è apparso su Rockit.it il 2026-01-15 10:38:00

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