La descrizione di un attimo, le convinzioni che cambiano

Francesco Zampaglione ha contribuito a cambiare il suono del pop in Italia, coi Tiromancino e con Riccardo Sinigallia
02/09/2019 12:03

Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare, spesso a sproposito, della vicenda giudiziaria che ha coinvolto Francesco Zampaglione, fratello del più noto Federico dei Tiromancino. Naturalmente non entriamo nel merito; non sta a noi giudicare l'accaduto né le cadute che, fino a prova contraria, servono per rialzarsi. Al solito, abbiamo notato un accanimento feroce dei commentatori social ma preferiamo non fare da cassa di risonanza alle atrocità che spesso vengono scritte senza un briciolo di responsabilità o empatia. Francesco Zampaglione è uno dei musicisti e compositori che ha cambiato il pop in Italia, trovando soluzioni armoniche e arrangiamenti innovativi, contribuendo a creare il suono della scena romana di fine '90, che ha segnato il cammino di Riccardo Sinigallia, Niccolò Fabi, Max Gazzè (per dire i primi tre) e che è stato ereditato dalla nuova scena romana contemporanea. Un misto di malinconia, indolenza e sperimentazione, il connubio tra gli strumenti acustici e l'elettronica, un nuovo linguaggio per togliere la ridondanza dai testi e renderli nudi come nervi scoperti.

L'esposizione della fragilità senza farne melodramma, che trova il suo picco massimo nell'album dei Tiromancino "La descrizione di un attimo", uscito il 25 febbraio del 2000. Prodotto da Riccardo Sinigallia, che nel disco suona anche un bel po' di strumenti, insieme alla band: Federico Zampaglione, Francesco Zampaglione e Laura Arzilli. Tutti i pezzi sono firmati dai fratelli Zampaglione e Sinigallia. I Tiromancino con questo album fanno il salto da band di pop psichedelico di difficile collocazione a vero e proprio fenomeno da classifica.

La copertina, un po' bruttarella a dire il vero, era figlia delle grafiche e dei colori super saturati degli anni '90, ma da subito si capisce che gli argomenti trattati nell'album sono di natura intima e toccante; non potrebbe essere altrimenti. La canzone che dà il titolo al disco diventa un instant classic del cuore a pezzi: 

"Ma la mia memoria scivola, mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri
e la sensazione che in un attimo, qualunque cosa pensassimo in due, poteva succedere. E poi cos'è successo? Aspettami, oppure dimenticami." 

Le parole giuste per descrivere quello che abbiamo avuto in testa tutti, quando incontriamo dopo anni qualcuno che è stato importante, la musica sospesa tra gli accordi minori in levare e la tradizione mediterranea su base elettronica. Un capolavoro di cesello per una canzone che non passa mai di moda, grazie anche al video in cui Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi fanno il verso a Raimondo Vianello e Sandra Mondaini mentre la band sprofonda nelle sabbie mobili.

L'album contiene pezzi scritti e arrangiati talmente bene che, ascoltati oggi, non riescono a sfiorire: è il caso di Due destini (tratto dalla colonna sonora de Le fate ignoranti di Ozpetekcon la base e le orchestrazioni che ricordano il sound di Bristol unite a un ritornello killer che canti dopo il primo ascolto:

"Perché siamo due destini che si uniscono, stretti in un istante solo, che segnano un percorso profondissimo dentro di loro. Superando quegli ostacoli, che la vita non c'insegna, solo per cercare di essere più veri, per guardare ancora fuori, per non sentirci soli."

Strade feat. Riccardo Sinigallia è uno dei più bei pezzi della band, potremmo dire che quasi tutto l'odierno Graffiti Pop gli deve qualcosa. Sinigallia e Zampaglione portano questa canzone anche al Festival di Sanremo 2000, sezione Giovani. Entrano con la band e il dj quasi in punta di piedi ma con il loro sound cambiano le regole del gioco. A Carl Brave e Franco126 potrebbero fischiare le orecchie.

"Ci sono strade che di notte le distingui solo per l'odore dell'asfalto,
non sei sicuro di esserci mai stato, non sei sicuro che ci stai tornando.
Ci sono strade luminose, strade senza voce ed altre invece senza tempo, non sei sicuro di esserci passato, non sei sicuro che ci stai vivendo"

E ancora Muovo le ali di nuovo, Il peggio non è tranquillo, La distanza o Roma di notte col feat. di Frankie HI-NRG, che aveva reso famoso Riccardo Sinigallia grazie al video di Quelli che benpensano, vera hit alternativa del 1997. Tutti pezzi costruiti e suonati strizzando l'occhio alla musica hip hop americana e al trip hop inglese combinato con la melodia italiana, per un album che segna anche la fine dei Tiromancino per come li conoscevamo: durante il tour abbandonano (o vengono messi alla porta, circostanza mai effettivamente chiarita) sia la bassista Laura Arzilli che Francesco Zampaglione, che andranno a collaborare in seguito con Riccardo Sinigallia, lasciando a malincuore il nome della band a Federico Zampaglione, che lo fa diventare il suo progetto solista.

Il sound del primo album di Riccardo Sinigallia del 2003 sembra proprio un'evoluzione di quello dei Tiromancino, che nel frattempo continuano la scalata delle classifiche. Bellamore, scritta da Riccardo Sinigallia insieme al fratello Daniele e Francesco Zampaglione è un perfetto esempio di quella malinconia devastante che sembra venir fuori da La descrizione di un attimo.

Mentre conosciamo bene la carriera sia di Riccardo Sinigallia che di Federico Zampaglione, durante tutti i 2000 e i 2010 Francesco Zampaglione continua a collaborare sia con l'uno che con l'altro, scrive la colonna sonora di Shadow e Tulpa, i film del fratello, co-produce l'album L'inferno dei vivi di Richard Benson e incide il primo album solista Un uomo e... del 2012, per poi produrre la cantante Nathalie nel 2016. È diventato anche il soggetto di una canzone che commuove, Io e Franchino di Riccardo Sinigallia, che ripercorre la loro amicizia e le convinzioni che cambiano, come a chiudere il cerchio di questa storia.

 

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L'articolo La descrizione di un attimo, le convinzioni che cambiano di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 02/09/2019 12:03

Tag: opinione - storytelling

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