L'elettronica a teatro, la magia nell'aria: il concerto di Franco Battiato al Teatro Olimpico. Live report, 11/11/2014

Franco Battiato live a RomaFranco Battiato live a Roma
12/11/2014 di

È autunno a Roma. Il lungotevere è inondato di foglie, la sera è fresca (ma non ancora fredda), il vento non manca e tocca gli alberi come un’orchestra. 
Il Maestro dalla provincia di Catania ha ormai abituato ad aspettarsi molto da lui, e il bello è che non delude mai: il Teatro Olimpico, a due passi dal Tevere, è soldout. Un pubblico di tutti i tipi si affretta ad entrare fino all’ultimo minuto; tra gli alternativi, le anziane aristocratiche agghindate come se andassero a una serata di gala e bambini trascinati con la forza ad assistere a uno spettacolo che ricorderanno solo tra una decina d’anni. Nonostante le differenze, quando il concerto inizia il pubblico è una cosa sola con la musica. Battiato, con Pino Pischetola ai sintetizzatori e Carlo Guaitoli al pianoforte e tastiera, porta a teatro l’elettronica, e lo fa a modo suo.

Apertura tutta dedicata all’ultimo album, Joe Patti’s Experimental Group, in cui è proprio l’elettronica a farla da padrona. Battiato è concentrato e non dice una parola; solo dopo una mezz’ora abbondante di suoni ipnotizzanti si cambia rotta e il Maestro comincia a cantare, interagisce col pubblico, scherza, regala perle. L’ “Ombra della luce” è pura poesia, la “Lode all’Inviolato” annienta, “La prospettiva Nevskij”, cantata da tutto il pubblico è da lacrime agli occhi, “Il mantello e la spiga” si adatta perfettamente all’atmosfera autunnale e alla reinterpretazione elettronica. E poi c’è spazio ovviamente per le più classiche “La stagione dell’amore”, “E ti vengo a cercare” e “La cura”, oltre che per la riproposizione di “Te lo leggo negli occhi”, accolte da applausi spontanei e scroscianti.
Il bis lascia spazio a una versione elettronica e travolgente di “Voglio vederti danzare”, al punto che tutto il pubblico alla prima nota scatta in piedi a ballare sotto al palco come se non fosse più a teatro e fosse fisicamente impossibile rimanere seduti. 

Il risultato è stato una serata stupenda, una magia creata da uno che della musica italiana ha scritto e scrive ancora la storia, sorprendendo, osando, modernizzandosi. Battiato torna ai sintetizzatori, torna all’elettronica con il tecnico del suono di sempre (Pino Pischetola, detto Pinaxa) e ne esce fuori un progetto eccezionale di musica e poesia. Gli stessi elementi che hanno avvolto il Teatro Olimpico, almeno per una sera. 

Pagine: Franco Battiato Joe Patti's Experimental Group

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