Afterhours - Fuori Orario - Taneto di Gattatico (RE) Live report, 30/03/2001

17/04/2001 di



I supporter.

Il compito di aprire la serata, questa volta davvero ingrato, tocca a Marco Parente, con la sua chitarra acustica come sempre 'a rovescio', affiancato dall'ex Scisma Paolo Benvegnù con l'elettrica. Detto che per chi scrive la presenza del primo era, a priori, uno dei migliori motivi per intervenire, il risultato mette di malumore: il tentativo quasi inutile di ascoltare i passaggi splendidamente anticonvenzionali di questo geniale e atipico cantautore sovrastati dal rumorosissimo disinteresse dei quattro quinti della platea, appena attenuato solo sulla conclusiva "Rampe di slancio", non lascia altro che il fastidio per l'ottuso comportamento del pubblico, che ha buttato la possibilità di restare a bocca aperta, come capita regolarmente a chi ascolta Parente per la prima volta, e la speranza che, in altre date, sia andata diversamente.

Poi gli Afterhours.

Scrivere di loro, a questo punto, è difficile. Questa è la diciottesima (!) recensione live pubblicata su Rockit, senza contare i reading degli Agnelli Clementi, la terza ad apparire da quando è iniziato il tour di "Siam tre piccoli porcellin", la seconda con la mia firma nel giro di pochi mesi: forte la tentazione di dire "andate a rileggere After live @ Festa dell'Unita', Modena 08.09.000, ultima data del tour passato (è una bella rece, sul serio... (!?))" oppure quella di rinunciare totalmente alla cronaca lasciando libero spazio alle sensazioni, come ha recentemente fatto Acty, o quella di augurarsi un silenzio 'istituzionale' un po' più lungo di quello strettamente necessario per la realizzazione di un album, o ancora autoimporsene uno personale. Ma che si vada a vedere i concerti degli Afterhours è sacrosanto: semplicemente, sono ottimi concerti.

Lo spettacolo è infatti, per l'ennesima volta, assolutamente valido: formazione a sette ormai stabile, Xabier particolarmente ispirato, Manuel di buonumore e in vena, gli altri sempre puntuali ed efficaci, e la scaletta va a meraviglia. Confinati i passaggi più 'facili' nel secondo bis più acustico, e le tre pallottole "Lasciami leccare...", "Sui giovani... " e "Dea" con "Germi" nel primo, musicisti seminudi e maschere da porcellini (appunto...), l'ossatura del concerto, con qualche inevitabile sacrificio illustre (in questo giro "Strategie", "Pop", "Cose semplici e banali") e i soliti momenti clou magari risistemati a sorpresa, sono stati i tanti pezzi 'obliqui' pescati dal vasto repertorio: "Milano circonvallazione esterna", "Superenalotto", "Punto G", "Simbiosi", "Tutto fa un po' male", "Pelle", "L'inutilità della puntualità", "1.9.9.6." e "Elymania" sono certo meno appariscenti delle hit più celebrate, ma altrettanto efficaci ed intense. E "Hai paura del buio?", suonato praticamente per intero, continua a meritare ogni parola buona spesa a proposito.

Poi ancora, il resto.

Scena emblematica: durante i bis due signorine, con performance evitabilissima, si arrampicano sul palco e tentano di gettarsi addosso al divino (!) Manuel, che fugge mentre un gigantesco buttafuori e Xabier bloccano perentoriamente (...) le due 'fan' (?) esagitate; Agnelli, riguadagnato il microfono, esce con un infelice "Forse qualcuno non ha capito. Siamo gli Afterhours, non i Lunapop" (recuperato in parte da un tardivo "Noi siamo molto più belli!"), salutato da un'acclamazione unisona e puntuale del pubblico adorante, che fa malinconicamente pensare per un attimo che le differenze di fruizione, fatti gli opportuni distinguo, non siano poi molte. Già, nella calca del Fuori Orario si trova davvero di tutto, in un'umanità varia fatta (anche) di ragazzine invasate, di estimatori di vecchia data poco convincenti nell'ironia verso quelli che comunque restano 'i loro idoli', di nuovi adepti che cantano con enfasi i pezzi recenti ma ammutoliscono imbarazzati su "Dentro Marilyn" (sic!), di ragazzi in camicia troppo bianca su maglietta nera troppo aderente, capelli troppo impeccabili e abbronzatura troppo artificiale, che incarnano alla perfezione l'essenza di quelli ai quali non vorresti mai vedere cantare "ridai i soldi al tuo papà!"... forse non è bello, forse è inevitabile, probabilmente non è facile da gestire, sicuramente non è che importi molto: il concerto, anche questa volta, non ammette critiche. E questo basta (o dovrebbe bastare).

Se invece la vostra vis polemica è particolarmente frizzante, di questi tempi (aprile 2001, N.d.R.) nel forum ci sono un centinaio di discussioni in merito agli eroi in questione, e, quale che sia la vostra posizione, non dovreste faticare molto a trovare fedeli alleati e irriducibili avversari: se volete, basta un click qui in basso, sulla destra. Fate voi.



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