Generic Animal sta meglio dentro la tana

Luca Galizia è uno dei più bravi della sua generazione. Negli ultimi anni, però, l’hype e la pandemia (che ha fagocitato il suo disco “Presto”) lo hanno scottato. Riparte da “Benevolent”, in 10 tracce essenziali tra alt rock e emo, con cui affronta traumi irrisolti recuperando le proprie radici

Generic Animal - foto di Guido Borso
Generic Animal - foto di Guido Borso

Che dramma il concetto di hype. È una delle piaghe del nostro tempo social tra le più subdole, perché è facilissimo cascarci dentro. Caricare di aspettativa, gasarsi solo all'idea di qualcosa che ha il potenziale per farci impazzire, ma di cui ancora non abbiamo abbastanza elementi per esprimere un'opinione. Eppure noi ormai abbiamo una visione che è già distorta, sproporzionata, corrotta, che poi finisce con l'andare a scontrarsi malamente con la realtà o, viceversa, a esasperarla.

Ora posso spegnere la modalità vecchio trombone: questo lo sa bene Luca Galizia, aka Generic Animal, che all'interno di questa piccola grande bolla della musica italiana è sempre stato un ibrido capace di costruire ponti tra il suo cantautorato indie e il mainstream del rap e della trap con gusto ed eleganza. Da Ketama nell'inno sfascione Rehab a Massimo Pericolo in quel piccolo capolavoro di Sabbie d'oro, passando per Mecna, Rkomi e Pretty Solero, Generic Animal riesce a sconfinare con disinvoltura in questi territori musicali qua, da sempre presenti nella sua musica, anche se appena accennati.

Generic Animal col costume di Benevolent - foto di Guido Borso
Generic Animal col costume di Benevolent - foto di Guido Borso

Per questa sua capacità, assieme a un talento che non è mai stato messo in discussione, Presto sembrava il disco giusto con cui bucare la bolla, fare quello scatto che mettesse d'accordo tutti, da chi va ai concertini del circolo ARCI di provincia alla marea di adolescenti malati di rap. Una pressione addosso amplificata da quella fotta dell'hype, che poi non si è però concretizzata nella realtà. Non per colpa di Luca, che in Presto ha portato al massimo questo suo fragile equilibrio sonoro e che dei meccanismi social sembra essere estraneo, ma per quella cosina chiamata pandemia con cui ancora adesso ci troviamo a fare i conti.

Era lì Luca, sulla rampa di lancio, pronto. Ma il decollo non è mai avvenuto, con tutta quella aspettativa tradita da qualcosa di ben più grande di noi. Ed è in questo scenario stravolto e imprevedibile che salta fuori la necessità di fermarsi e prendere fiato, guardarsi allo specchio e capire se la strada era quella giusta, come il contesto cambia nel momento in cui lo scoppio di Presto non poteva arrivare. Una necessità che veste i panni di un mostro gentile, più ridicolo che spaventoso nell'aspetto, che sembra uscito da un qualche finto programma per bambini – perché Luca sa anche essere molto ironico – come Wonder Showzen o Don't Hug Me I'm ScaredBenevolent.

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Benevolent è prima di tutto un passo indietro, non inteso come involuzione – visto che è un disco bellissimo – ma come un ritorno alle origini, un necessario rifugio in cui ripararsi. Generic Animal veste i panni del mostro-pupazzone in copertina, che gioca il doppio ruolo di maschera e specchio dell'anima. Nascondersi per mostrarsi. È abbastanza significativo, in questo senso, che il primo brano di BenevolentPiccolo, sia una canzone che si apre con le parole "Quand'ero piccolo": è quella la dimensione in cui si rintana Luca, prima ancora di essere Generic Animal. Un qualcosa di puro e innocente, a guardare con un misto di curiosità e spavento il mondo che ci circonda.

Questo luogo sicuro ha anche un corrispettivo musicale, ossia andare a riprendere le radici con cui Luca ha iniziato a suonare. Più che portare avanti il discorso, emerge la necessità di riaffermare il proprio punto di partenza, tornare nelle braccia sicure del cantautorato di Paul Simon, dell'alt rock di fine anni '90/prime 2000, dell'emo terapeutico a cui affidare le proprie paranoie rispetto al "Chi sono io? Perché son qui?" (sempre Piccolo), di quella chitarra centrale che avvolge con articolati arpeggi tutti i suoi brani senza essere una presenza ingombrante, ma uno svolazzo leggero e sinuoso. Tutte caratteristiche da sempre presenti nella sua musica, che qua acquistano ancora più forza e profondità, complice il tocco elettronico di Fight Pausa in produzione.

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Dalla nostalgia di Incubo, in cui le paranoie per un futuro che si credeva di volere portano a consolarsi nei ricordi, a brani struggenti come LifevestPaura di, già presentati al Colors Show – a conferma di come quella coolness in realtà l'abbia bella che raggiunta – e fulcro del passaggio tra Presto e Benevolent, fino al livore di So e alla beckiana Bastone, è un Generic crudo quello che si palesa di fronte a noi, scevro di quei featuring ammiccanti di cui sopra. C'è lui nudo anche se mascherato da un buffo costume, con pochi amici fidati a cui è concesso di entrare dentro l'intimità di Benevolent, come il nume tutelare Jacopo Lietti dei Fine Before You Came, la cui voce cavernosa doppia quella acuta di Luca in Clermont, o la ancora per poco inedita Clauscalmo, che in Recinto funge da salvezza per i turbamenti di cui Generic Animal è preda.

Luca senza la maschera - foto di Guido Borso
Luca senza la maschera - foto di Guido Borso

Magari senza pandemia staremmo parlando di un Generic Animal diverso, di una sua contaminazione ancora più grande dentro al mare magnum dell'hip hop, uno di quelli col timbro dei feat. fisso nel cartellino nei disconi del mainstream. E non ci sarebbe stato niente di male, anzi, ad avercene di musicisti così che riescono a mettere la testa totalmente fuori dalla nicchia. Invece Generic si è trovato scottato, a fare i conti con sé stesso di fronte allo stravolgimento del lockdown, a guardare la precarietà del suo essere, a cercare nei suoi traumi irrisolti la strada verso cui portare questi brani e trovandola nelle proprie radici musicali. Ora sta a noi celebrarlo come merita.

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L'articolo Generic Animal sta meglio dentro la tana di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2022-03-21 15:00:00

Tag: album

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