Genova 2001 e la colonna sonora di un altro mondo possibile

Ancora oggi i fatti del G8 del 2001 rimangono una ferita aperta. C'è però chi ha trasformato in canzoni potentissime il dolore, i sogni e la rabbia di quella piazza. E che nessun tipo di repressione potrà mai cancellare del tutto

20/07/2026 - 12:00 Scritto da Andrea Cegna

Genova 2001, venticinque anni dopo, continua a essere raccontata soprattutto - e necessariamente - attraverso la repressione. L'omicidio di Carlo Giuliani, le botte per le vie della città, l'irruzione alla scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto. Una violenza di Stato che non può essere dimenticata e che ha segnato un'intera generazione. Ma va anche ricordata la potenza dei giorni che le precedettero e di quelli che seguirono. Giorni che parlano di forza, sogno, utopia, della volontà di affermare con assoluta determinazione che un altro mondo non fosse soltanto possibile, ma necessario.

I germi di Genova arrivavano da lontano. Dalla contestazione al WTO di Seattle del 1999, dal primo Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre, dalla necessità di unire lotte diverse rompendo le barriere nazionali. Movimenti contadini e ambientalisti, sindacati, centri sociali, associazioni, femminismi, zapatismo, reti contro il debito e per i diritti dei migranti si incontravano dentro uno spazio comune, senza necessariamente diventare una cosa sola. Era questa, forse, una delle sue forze: costruire convergenza senza cancellare le differenze.

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Anche per questo le giornate di Genova non iniziarono con il vertice del G8. Erano cominciate molto prima, nei mesi di preparazione, nelle assemblee e nelle reti che avevano costruito la mobilitazione. E a Genova cominciarono prima delle immagini che sarebbero rimaste impresse nella memoria collettiva. Il 16 luglio prese il via il controvertice: giorni di incontri, dibattiti, assemblee e proposte per discutere non soltanto contro cosa mobilitarsi, ma quale mondo costruire al posto di quello esistente. Prima della zona rossa, dei lacrimogeni e dei manganelli, Genova fu anche uno spazio enorme di elaborazione politica, sociale e culturale.

E quel mondo aveva una sua musica. C'erano i Pennywise che raccontavano le proteste di Seattle in WTO e gridavano Fuck Authority, i Rage Against the Machine di Guerrilla Radio, Manu Chao che con Clandestino raccontava migrazioni e frontiere, i Garbage di The World Is Not Enough. E poi, dopo Genova, i System of a Down di Boom!, contro la guerra e l'industria delle armi. Canzoni diverse e lontane tra loro, dentro una spinta culturale che correva parallela a quella politica e sociale e che, come quella, attraversava confini e generi.

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La critica alla globalizzazione neoliberista passava dalle piazze ai dischi, dai centri sociali ai festival, dalle radio ai palchi. La musica non era semplicemente la colonna sonora di quel movimento: era uno dei luoghi in cui prendeva forma il suo immaginario. Prima di Genova raccontava il mondo che si voleva cambiare. Dopo Genova ha dovuto fare i conti anche con la violenza che aveva provato a fermare quella spinta.

Venticinque anni dopo proviamo allora a riprendere quel filo. Senza dimenticare la repressione, ma senza permettere che sia la repressione a cancellare tutto il resto. Perché prima e dopo Genova "un altro mondo possibile" non era soltanto uno slogan. Aveva anche un suono.

La playlist

Mirafiori Kidz – Globalizzazione

Casino Royale – The Future

Africa Unite – Il gioco

99 Posse – Stop That Train

Skruigners – 200701

Punkreas – WTO (Viva il Terrorismo Organizzato)

Modena City Ramblers – La legge giusta

Subsonica – Sole silenzioso

Linea 77 – Fantasma

Fabri Fibra – Dalla A alla Z

Francesco Guccini – Piazza Alimonda

Atarassia Gröp – Lettera a Genova

Assalti Frontali – Rotta indipendente

Lucci – La collina

Lo Stato Sociale – Senza macchine che vadano a fuoco

Il Teatro degli Orrori – Genova

Signor K – Bolzaneto (22.07.2001)

One Dimensional Man – A Just Boy (A Song for Carlo Giuliani)

Giorgio Canali & Rossofuoco – Un filo di fumo

Moder feat. Tormento e Dutch Nazari – 20 luglio 2001 | Carlo Giuliani

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Tag: genova

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