Giaime non è più timido

Bravo Giaime, sarai arrivato pure tu in ritardo ma ti stai riprendendo tutto, passo dopo passo.
11/03/2019 16:40

La prima volta che ho sentito un pezzo di Giaime era qualche anno fa: "Ci risiamo, ci risiamo, quando sei su di me ci risiamo, io ti chiamo e non rispondi, ci risiamo…" Il pezzo ("Ci Risiamo", per l’appunto) in collaborazione con Martinez, era super catchy, da ascoltare in loop a palla nelle cuffiette tutte le mattine sulla strada per andare a lavoro: fresco, semplice ma originale, con quella voce senza distorsioni, le chitarrine e un’atmosfera un po’ rassegnata, triste e allo stesso tempo scanzonata.

Ai tempi, il rapper mila-pescarese aveva la tipica faccia da bravo ragazzo sbarbatello e un bel timbro, scavando un po’ nella sua storia si scopre che quello non era assolutamente uno dei suoi primi pezzi, anzi: il nome di Giaime ha iniziato aveva già iniziato a girare nell’ambiente da tempo.

Possiamo ammirarlo giovanissimo con Lazza in "Paga", pezzo del 2011: nel video un gruppo di adolescenti che sono da poco entrati nella pubertà, compiono atti di ribellione quali sedersi sugli scalini dell’ingresso della metropolitana o camminare sui binari del treno. In contrasto con le facce pulite dei due acerbi rapper, il pezzo aveva delle sonorità aggressive e un flow niente male, tanto da risultare super credibile nonostante la quasi assenza di peli sotto le ascelle dei due ragazzini.

Così credibile che dopo aver pubblicato il suo primo album ("Blue Magic", 2013), nel 2015 Giaime annuncia il secondo EP sotto Universal: "Prima Scelta". Flow aggressivi, sguardo da duro, una consapevolezza e una credibilità che ti fanno chiedere: "Giaime ma dove cazzo sei stato tutto ‘sto tempo?"

Il piccolo Gimmy, però, aveva deciso di prendersi una pausa, fino a che non ha sganciato le mine con cui lui stesso afferma "Mi piglio la rivincita": "Gimmy Andryx 2017 prova 1, 2 e 3." Questi tre pezzi hanno un nuovo sound, una nuova personalità ma la stessa carica e lo stesso Giaime di sempre, in fondo: la voglia di spaccare e di prendersi quello che aveva abbandonato, adattandosi ai nuovi sound grazie all’aiuto di Andry The Hitmaker, senza però snaturare se stesso.

Da qui, è tutto in discesa: il 9 ottobre 2017 esce "No Stuntman", quello è sicuramente uno dei suoi pezzi più riusciti, che ci fa capire di che pasta è fatto Giaime. Una base e una produzione nuove e originali in quello che è ormai il panorama italiano, dove la trap ormai la fa da padrone. In questo pezzo ci racconta la sua persona in maniera intima e personale, non ha paura di mettersi a nudo di fronte al suo pubblico, di mostrarsi fragile: "mi faccio male da solo ma non mi taglio, non voglio che guardi mentre piango, scusa è che sono ubriaco e sono un essere umano."

Anche il look è cambiato per il suo ritorno: la faccia da ragazzino pulito e sbarbato è sempre la stessa, il piercing al sopracciglio (suo marchio di fabbrica) pure, ma i capelli sono lunghi, quasi come un moderno Mowgli. Un ragazzo nato e cresciuto solo nell’ambiente del rap, che si sta facendo strada con le unghie e con i denti in mezzo a leoni, tigri ed avvoltoi.

Nessuno può fermare più la discesa veloce di Gimmy: i pezzi iniziano ad uscire uno dietro l’altro, una cascata veloce, intensa, bellissima. Non fai in tempo ad imparare a memoria un pezzo che ne è già uscito un altro. Poche settimane dopo, infatti, Giaime sforna un’altra hit, "Prima Cosa Bella", per poi passare qualche mese dopo a "Cubetti di Ghiaccio". Il rapper inizia ad assomigliare sempre di più, piano piano, a tutti i suoi coetanei che dominano la scena, senza però farsi cambiare: l’animo da bravo ragazzo che, per quanto sia preso saltuariamente da alcuni topos tipici dei testi rap (soldi, droghe, e via discorrendo), non si presenta come uno della strada: i protagonisti dei suoi testi diventano i suoi sentimenti, le sue storie, che sono anche un po’ quelle di molti dei ragazzi della sua età, di ragazzi "normali".

Il rapper mila-pescarese parla d’amore, delle sue esperienze da bambino, mischiando il tutto in uno sfogo quasi da caro diario, ma in versione rap: "se mi vedessi quando non mi guardi non avresti dubbi, non avresti ansie, sceglieresti e basta".

Un perenne oscillare tra una vita da trapper come si deve ("voglio una pila di euro senza rapina, muoio contento senza una tipa, meglio furbo al punto giusto con una punta d'invidia che chiuso nel mio guscio mentre il mondo strilla") e le preoccupazioni e i pensieri di un ragazzino giovane e sentimentale ("Se penso a noi, quasi ci muoio, ho preso un po' dei tuoi modi di fare, quasi mi annoio, i miei genitori non parlano mai ma c'hanno una cosa in comune… c’hanno Giaime in comune").

Ma Giaime non si ferma qui, continua a crescere e pubblicare (a cascata: "Regina e Re", "Sesso Tutta la Vita", "Gimmy Andrix 2018 prova 1 e 2", "Timido", "Finché Fa Giorno" e "Pioggia"), e il suo personaggio evolve ancora, ancora, ancora: si taglia i capelli, si mette le pellicce e si ingioiella. All’apparenza? Uguale a tutti i ragazzi della scena, una copia un po’ meno trash.

Ma basta ascoltare i pezzi per capire che non si è mai omologato davvero, e mai lo farà. C’è l’autotune, ci sono i beat e ci sono anche le gambe delle donne nelle cover, ma le canzoni ci raccontano tutt’altro: i sentimenti di Gimmy ci sono ancora, sono evoluti, sono diventati ancora più complessi, si sono trasformati, ma lui è sempre lo stesso ragazzo genuino di sempre. I pezzi che ci hanno colpito di più, infatti, sono proprio gli ultimi tre singoli, un pezzo da paura dietro l’altro, tre potenziali hit che rimangono in testa al primissimo ascolto.

"Timido" ti conquista per la sincerità in cui Giaime si racconta: un bambino pieno di insicurezze che è riuscito a crescere, a spaccare, ma che in fondo, nonostante la macchinona nuova e il successo, non è mai cresciuto. "Finché Fa Giorno", una quasi-ballad che racconta una storia d’amore travagliata (strano, nel mondo della musica), lenta, sensualissima.

E "Pioggia", la mia preferita. Triste, malinconica, con un beat ritmato, quasi dancehall, che ti rapisce ancora prima di aver finito il primo ascolto, e un testo che fa venire i brividi: Pensi che il male vada rifatto, non hai capito un cazzo, eh tranquilla, pure io ci sono arrivato in ritardo.

Questi sono solo le ultime gemme preziose di una parabola che porta il piccolo Gimmy sull’Olimpo della scena attuale. Bravo Giaime, sarai arrivato pure tu in ritardo ma ti stai riprendendo tutto, passo dopo passo.

 

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L'articolo Giaime non è più timido di Linda Codognesi è apparso su Rockit.it il 11/03/2019 16:40

Pagine: Giaime

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