Quei bravi ragazzi della musica italiana alla conquista di Hollywood

E non solo, pure del cinema coreano da Oscar, come nel caso del brano di Gianni Morandi nella colonna sonora di "Parasite". Da Gianni Morandi a Celentano e Elisa, tutte le volte che gli artisti di casa nostra sono finiti nei colossal
12/02/2020 12:11

Durante la corsa agli Oscar, capita di fare abbuffata di film per fare la figura di quelli competenti nei discorsi al bar, e Parasite ha messo tutti d'accordo: il film di Bong Joon-ho ha vinto miglior film, miglior regia e miglior film straniero, rendendo aridi di sorrisi Tarantino, Mendes e Scorsese. Il film è politico e sociale, ma non è una di quelle palle al piede che dopo mezz'ora ti addormenti, anzi: come già i film di Jordan Peele, Parasite è un lungo crescendo di ansia, che parte dalla commedia e finisce in tragedia, riportando al centro del dibattito la lotta di classe, l'invidia sociale, l'ingiustizia e la disparità.

Che sorpresa quando, quasi totalmente a caso, i protagonosti lottano a sangue nel soggiorno dei padroni di casa, mentre in sottofondo volano le note di In ginocchio da te, il successo del 1964 di Gianni Morandi, usato dal regista perché durante la colluttazione, gli attori sono in ginocchio e la canzone forma un bel contrasto con le immagini violente.

Nonostante l'accostamento bizzarro, quella di Gianni Morandi ("Mi telefonano come se avessi vinto l'Oscar io" - ha dichiarato) non è la prima volta che una canzone italiana appare in un film o una serie tv straniera, sorprendendo gli spettatori. Durante la presentazione dei personaggi di Quei bravi ragazzi, uno dei capolavori di Martin Scorsese, in sottofondo c'è Il cielo in una stanza di Gino Paoli, nella versione di Mina.

Di nuovo Scorsese nel film del 2013 The Wolf of Wall Street, inserisce Gloria di Umberto Tozzi all'interno di una scena surreale in cui Leonardo DiCaprio passa dal rischio di morte certa alla salvezza grazie agli italiani, che lo fanno mangiare, bere vino rosso e ballare.

Nel film horror-slasher Alta tensione di Alexandre Aja (2003), le due protagoniste si prendono un momento di relax da paura, ansia e violenza, e si concedono una cantatina in macchina, mentre la radio trasmette Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri. Non azzeccano neanche le parole, se le inventano, così capiamo come stanno gli anglofoni quando facciamo finta di cantare in inglese.

Quando pensi di averle viste tutte, persino i Ricchi e Poveri in uno splatter, ci si mette David Bowie a intonare Nel blu dipinto di blu per il film Absolute Beginners del 1986, in cui il nostro eroe è anche uno dei protagonisti. Nonostante la copertura mediatica e la presenza di Bowie, il film non ebbe grande successo di critica e ancora non ce ne facciamo una ragione. 

In Una questione di tempo di Richard Curtis (2013), la canzone più bella di Jimmy Fontana, Il mondo, fa da colonna sonora a una scena molto romantica tra Rachel McAdams e Domhnall Gleeson, che vedete comodamente qui sotto.

Nel drammone Bad Guy di Kim Ki Duk (2001), troviamo una canzone italiana praticamente snobbata in Italia: I tuoi fiori di Etta Scollo, cantante catanese conosciuta colpevolmente più all'estero che nel nostro paese.  

Ida di Paweł Pawlikowski, nel 2015 ha vinto il premio Oscar come miglior film straniero. Bianco e nero, polacco, ovviamente drammone terrificante, nella colonna sonora contiene sia 24mila baci di Adriano Celentano che Guarda che luna di Fred Buscaglione.

Altro film non eccessivamente leggero: Il caso Kerenes, Orso d'Oro a Berlino 2013, pieno zeppo di rivelazioni scottanti e di segreti che sarebbe stato meglio tacere, il film di Cãlin Peter Netzer (Romania, 2013) ha già nel trailer Meravigliosa creatura di Gianna Nannini.

Ultimo ma non ultimo (come viene male in italiano) Quentin Tarantino, che nel 2013 inserisce nel suo film Django Unchained la canzone Ancora qui di Elisa, per la musica di Ennio Morricone; e che gli dici questi tre? Solo applausi.

Cosa abbiamo imparato da questo strano insieme di canzoni e film? Che la musica italiana, specie se del periodo degli anni '60-'70, funziona un sacco su film crudeli, angoscianti, allucinanti e traumatici, per creare quel contrasto che ci piace tanto.

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L'articolo Quei bravi ragazzi della musica italiana alla conquista di Hollywood di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 12/02/2020 12:11

Tag: cinema

Pagine: Elisa

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