Il bignami d'italiano: Gianni Morandi

Gianni MorandiGianni Morandi
23/10/2014 di

Gianni Morandi, all'anagrafe Gian Luigi, ha venduto 50 milioni di dischi.
È nato nel 1944 e ancora oggi partecipa alle maratone. A 70 anni ha una pagina facebook seguitissima (che osservavamo con una certa curiosità in tempi non sospetti) ed è un portatore sano di buoni sentimenti e gentilezza naif.
Tutti conoscono le sue canzoni, ma abbiamo deciso di stilare una top ten ragionata e cronologica di alcuni dei pezzi che meglio rappresentano la parabola di Morandi. Un best of di pezzi che possono sempre tornare utili, più del Bignami d'italiano.

 

FATTI MANDARE DALLA MAMMA A PRENDERE IL LATTE

Il rock and roll della gelosia. Questo singolo, scritto da Migliacci/Enriquez, è del 1962. Guardi il video pensi che il buon Gianni abbia fatto il bagno nella piscina di Cocoon. Ciuffo da bravo ragazzo, manone, sorriso a 64 denti. Tutto come ora. Eppure nel suo primo brano di successo, Gianni è nervoso e chiede alla ragazzina con la quale intraprende una relazione, se essa può uscire tramite uno stratagemma che andava di brutto negli anni 60: andare dal lattaio. A Gianni non va giù che la ragazzina sia uscita dalla scuola insieme ad un altro tipo e la esorta: "tu digli a quel coso che gli spaccherò il muso". Lodevole che non se la sia presa con lei, come invece accade in molti classici della canzone italiana. 

 

 IN GINOCCHIO DA TE

Pezzone strappacuore di Migliacci / Zambrini del 1964, canzone di punta del musicarello dallo stesso nome, in cui Gianni è innamorato di Laura Efrikian, con la quale avrà una relazione anche in real life. Il pezzo fa parte di una trilogia che continua con "Non son degno di te" e si conclude con "Se non avessi più te". Stavolta è Gianni ad averla fatta grossa: "Ritornerò in ginocchio da te, l'altra non è, non è niente per me." Nonostante l'evidente tradimento, Gianni si strugge d'amore e s'accorge che quella cattiva azione non gli porterà alcuna felicità: "Io voglio per me le tue carezze, sì, io t'amo più della mia vita." Le ragazze di oggi non gliel'avrebbero perdonata, il musicarello invece finisce bene. 

 

C'ERA UN RAGAZZO CHE COME ME AMAVA I BEATLES E I ROLLING STONES

Nel 1966 Gianni non ha solo problemi con le ragazze, è anche agitatore di coscienze. Questa è probabilmente la canzone pacifista italiana più famosa, l'ha cantata anche Joan Baez ed è tutto dire. Scritta da Migliacci/Luisini ed arrangiata da Ennio Morricone, narra di un ragazzo americano a cui piaceva il rock, prima di essere chiamato a combattere nella guerra più famosa di quegli anni. Da piccoli, ci faceva piangere forte. "Non ha più amici, non ha più fans, vede la gente cadere giù. Al suo paese non tornerà, adesso è morto nel Vietnam."

 

UN MONDO D'AMORE

Siamo nel 1967, la stagione hippy italiana è nel suo massimo fulgore e Gianni ne canta l'inno. Il pezzo, scritto ancora una volta da Migliacci, Romitelli e Zambrini raggiunge la vetta della classifica e sta lì al comando per 4 settimane. Fratellanza, pace e buoni sentimenti, da applicare prima al gruppo e poi alla partner. 1 non tradirla mai, ha fede in te, 2 non la deludere, lei crede in te, 3 non farla piangere, vive per te, 4 non l'abbandonare, ti mancherà. Sembra parli di un animale domestico, e invece.

 

OCCHI DI RAGAZZA

Gianni entra negli anni '70 bellissimo, coi baffi protohipster e con una canzone stupenda scritta da Baldazzi e Bardotti e Lucio Dalla col quale diventerà amico per la vita. "Occhi di ragazza" sarà presente anche negli album dello stesso Dalla e di Ron. Stavolta nessun trauma, solo l'innamoramento pulito nei confronti di una ragazza che metaforicamente apre le finestre dell'anima di Gianni: "Occhi di ragazza, quanti cieli, quanti mari che m'aspettano." Le donne, anche oggi, quando canta questa canzone urlano come invasate. "Quante primavere che verrano, che felici ci faranno, sono già negli occhi tuoi." Quando mi guarda così, m'innamoro anch'io.

CANZONI STONATE 

Gli anni '70 però non gli sono riconoscenti come dovrebbero e Gianni ha l'unico momento d'ombra della sua lunga e prolifica carriera. Nell'81, Mogol e Aldo Donati gli scrivono addosso un pezzo malinconico che sembra uscire dalle sue labbra. "Enrico che suona, sua moglie che fa il coro, Giovanni come sempre ascolta, stonato com'è." Gianni torna al successo e questa volta è per sempre.

GRAZIE PERCHÉ (con AMII STEWART)

Aspetta, qui i livelli sono altissimi. Sergio Bardotti e Nini Giacomelli adattano per Gianni il testo di un pezzo di Bob Seger, portato poi al successo anche da Kenny Rogers e Sheena Easton: "We've got tonight". La produzione affianca a Gianni la pantera del soul melodico Amii Stewart ed è un duetto che entra nella storia: Gianni timido e rassicurante, con le sue manone, la camicia e la cravatta, attore perfetto per la parte in questa canzone tutta buoni sentimenti. "Grazie perché, anche lontano, tedo la mano e trovo la tua." Diabete in amore.

UNO SU MILLE 

Nel 1985 Gianni canta un altro inno indimenticabile, per ritrovare se stessi, per crederci fino in fondo anche quando il destino pare avverso, per non mollare mai. Starebbe bene durante un allenamento di Rocky, per quanto gasa. Franco Migliacci e Roberto Fia sanno come scrivere il pezzo della rivincita definitiva e ancora oggi, se lo ascolti in un giorno di febbre, alla fine della canzone sei guarito. "Se sei a terra non strisciare mai, se ti diranno sei finito, non ci credere. Devi contare solo su di te. Uno su mille ce la fa, ma quanto è dura la salita, in gioco c'è la vita."

VITA (con LUCIO DALLA)

Nel 1988 Gianni incide un album con l'amico Lucio Dalla. Canzoni vecchie riarrangiate, cose così. L'inedito "Vita", scritto da Mogol e Mario Lavezzi diventa il singolone dell'estate. Le due voci funzionano a meraviglia insieme e il testo, minimamente wimwendersiano, invece del cielo sopra Berlino, propone il cielo sopra Bologna: "Siamo angeli con le rughe un po' feroci sugli zigomi, forse un po' più stanchi ma più liberi, urgenti di un amore, che raggiunge chi lo vuole respirare."

BANANE E LAMPONE

Dopo il singolo tutto dark dell'89, "Bella signora" ("Parlami di te bella signora, del tuo mare nero della notte scura, io ti trovo bella non mi fai paura, signora solitudine."), Gianni entra nei 90s con questo pezzone sulla gelosia che chiude i conti coi buoni sentimenti degli anni passati e ricongiunge il nostro eroe con il suo esordio. Stavolta non ha a che fare con una ragazzina che deve farsi mandare dalla mamma a prendere il latte. No. Stavolta Gianni è maturo, sensuale e ha davanti una donna che forse lo ha tradito. Gianni non si lascia certo intimidire dalla situazione e glielo canta in stile latino americano, creando uno dei pezzi più ballati nei peggiori bar di Caracas e certamente nelle balere di tutta Italia. "L'orologio batte l'una, tu sei fuori chissà dove, giro nudo per la casa, dimmi tu se questa è vita..." Alla fine lei, passate da un bel po' le due, torna e lo intorta con la storia delle amiche che non la smettevano più di parlare. Figuriamoci. Gianni se la beve, lui è un buono e tale è la sua forza positiva che quasi quasi ci crediamo anche noi. 

BONUS: SI PUÒ DARE DI PIÙ (con ENRICO RUGGERI e UMBERTO TOZZI)

La storia del moderno Sanremo passa da questa canzone. Umberto Tozzi, Raf e Giancarlo Bigazzi compongono un pezzo fatto per vincere il Festival del 1987 e lo affidano ad un trio d'eccezione: Gianni, Tozzi e Enrico Ruggeri. Tozzi con la vocina esile, Ruggeri con la voce cavernosa, Gianni alfiere del bel canto, che dona energia al solo sguardo e sembra il più giovane dei tre. Insieme stracciano tutti. Il testo ci ricorda che se ci giriamo dall'altra parte di fronte alle sofferenze del mondo, siamo complici. "Come fare non so, non lo sai neanche tu, ma di certo si può dare di più."

 

Tag: strano e lol

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