Giorgio Poi e ZUZU: l’arte riconosce l’arte

Da un progetto, a volte, ne nascono centomila. È accaduto così tra il cantautore e la (bravissima) fumettista: i loro "Giorni Felici" sono allo stesso tempo una canzone, un libro e una nuova amicizia. Che i due ci raccontano

Giorgio Poi e ZUZU
Giorgio Poi e ZUZU

Giorni felici è il titolo del nuovo libro a fumetti di ZUZU in uscita il 4 novembre per Coconino Press, che ha influenzato Giorgio Poi nel nuovo singolo dallo stesso titolo, uscito il 29 ottobre per Bomba Dischi / Island Records.  Dopo la canzone I pomeriggi arriva la levità del nuovo capitolo musicale del cantautore nato a Novara e cresciuto a Roma, perfetto per la malinconia dell'autunno.

La copertina di Giorni felici è affidata a ZUZU, per chiudere il cerchio di questa corrispondenza. Abbiamo contattato entrambi per capire meglio come si siano trovati così bene a collaborare, per parlare di musica e immagini, da sempre legate a doppio filo. 

 

Come nasce la collaborazione tra voi? Nasce prima il pezzo, il libro, l'illustrazione, cosa?!

Giorgio: Un giorno ho scritto a ZUZU su Instagram e le ho detto che mi sarebbe piaciuto comprare un suo disegno. Mi ha detto che in quel momento non erano in vendita, però mi ha proposto di leggere il libro a cui stava lavorando, spiegandomi che le sarebbe piaciuto avere una canzone sorella del libro, o amica almeno. L’idea mi è piaciuta, e ancora di più dopo aver letto le pagine che ZUZU mi ha inviato. Era il primo atto di Giorni Felici, e mi è arrivato addosso come una valanga, faceva commuovere.

ZUZU: In ordine è nato prima il libro, o meglio la prima metà del libro. Ho proposto a Giorgio Poi di leggere la storia e gli è piaciuta molto, l’idea quindi è stata quella di creare un pezzo che fosse ispirato al libro, capovolgendo il più comune rapporto tra musica e fumetto, dove di solito il secondo si presta al primo. L’illustrazione per la copertina del pezzo è nata alla fine, per ultima. Si ispira a una vignetta del fumetto che più di altre sposava il testo di Giorgio. 

In che modo il lavoro dell'altro ha influito sul proprio processo creativo? Il libro ha anche influenzato la canzone e viceversa?

Giorgio: Dopo aver letto quelle tavole ci siamo sentiti al telefono e ne abbiamo parlato, o forse era prima, non mi ricordo. Fatto sta che ZUZU, nel descrivere quello che stava facendo, ha individuato nella fuga il tema centrale del libro. Così ho capito che in realtà questa canzone io la stavo già scrivendo, ci lavoravo da mesi, ma senza riuscire a trovarle una forma davvero compiuta. Il fumetto ha sbloccato questo stallo e in pochissimo tempo il pezzo era finito, con un nuovo ritornello, diverso sia nella musica che nel testo.

ZUZU: Il libro inizialmente ha influenzato la canzone, che ne ha preso anche il titolo. Ma la canzone ha poi a sua volta influenzato il libro, perché ho riscritto il finale molte volte, e ascoltare il pezzo di Giorgio mi ha aiutato a conservare il giusto stato d’animo che mi serviva per chiudere la storia. 

Giorgio Poi e ZUZU
Giorgio Poi e ZUZU

Giorgio, che rapporto hai con le arti visive e coi fumetti?

Giorgio: Mi piacciono molto i fumetti. Credo che le canzoni e i fumetti abbiano in comune il fatto di essere discipline ibride, cioè che aggiungono alla musica e al disegno l’aspetto letterario, la scrittura, le parole. Sono come il polo, o la pallanuoto, presuppongono abilità che non c’entrano niente una con l’altra. Leggo spesso Dylan Dog.

ZUZU, che rapporto hai con la musica?

ZUZU: Ascolto musica continuamente e a volume altissimo. Mi aiuta tantissimo a capire cosa voglio dire e come. Ha l’effetto che producono delle fiamme in un pagliaio. In mezzo alla cenere è più facile trovare oggetti nascosti, che senza il fuoco sarebbero rimasti sepolti e invisibili. Ascolto qualsiasi genere, ma gli artisti a cui sono più affezionata sono quelli che ho scoperto quando ero più piccola grazie ai miei genitori o agli amici più grandi, come Bjork, gli Air, i Talking Heads o Pino Daniele.

foto Giulia Bersani
foto Giulia Bersani

Giorgio, che sensazioni ti restituisce la "matita" di ZUZU?

Giorgio: Mi fa ricordare cose che non ho mai vissuto.

ZUZU, che sensazioni ti restituisce la musica di Giorgio?

ZUZU: Una sensazione molto simile a quella che mi restituiscono i miei giorni felici. I suoi pezzi con innata delicatezza mi spalancano il cuore. 

Come sono fatti i giorni felici per voi?

Giorgio: In realtà sono fatti come tutti gli altri, probabilmente sono io che sono diverso.

ZUZU: I giorni felici per me sono quelli che passano senza fare casino. Più sono facili e più sono felici. Spesso provo nostalgia per certi pomeriggi noiosi, certe vacanze passate solo a leggere, certe passeggiate lente con gli amici… Mi rendo conto che in quei momenti non percepivo il trascorrere del tempo, che non aveva peso e non aveva significato. Non ero sempre felice nei miei giorni felici, ma sono felice adesso sapendo di custodirli e portarli con me. 

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L'articolo Giorgio Poi e ZUZU: l’arte riconosce l’arte di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 2021-11-05 11:57:00

Tag: singolo

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