Vi lamentate dei cantautori senza contenuti e poi non ascoltate Giovanni Truppi

Cos'è l'unica cosa oltre l'amore a farci capire chi siamo? Giovanni Truppi lo sa
21/01/2019 12:24

La pagina Facebook di Giovanni Truppi ha poco più di 15mila like e se vi sembrano tanti vuol dire che voi e i social non siete proprio in confidenza. Ci sono certe cover band che ne hanno di più e di sicuro, se ti fai una comparsata in tv, il giorno dopo ne hai il triplo sulla fiducia. Giovanni invece si tiene quelli, che sono pochi ed è un peccato gigante, soprattutto alla luce delle polemiche sul nuovo cantautorato, descritto da molti come privo di contenuti.

Ora, non è neanche vero questo assunto, magari i contenuti ci sono ma sono diversi dalla poesia e dall'impegno sociale di quelli degli anni '70, però al confronto con quelli degli anni '90, i testi di Motta o di Brunori sono shakespeariani. In ogni caso, dipende un po' cosa ascoltate. Ad esempio, visti i pochi like, non ascoltate Giovanni Truppi.

Giovanni non è esattamente di primo pelo, ha 38 anni e suona da quando ne aveva 7, ma è dal 2010 che ha iniziato a deliziarci con un suo mondo fatto di personaggi più veri del vero, eppure persi tra le nuvole, alla ricerca costante del miglioramento proprio e della società in cui vivono. Da Come una cacca secca a La domenica, a Hai messo incinta una scema a Superman, i suoi soggetti sono surreali, disincantati, inconsapevolmente cinici, timidissimi, ironici e votati sempre e comunque alla sconfitta.

Parliamo di quest'ultima, della sconfitta nel mondo dei Trump, Berlusconi, Salvini, Briatore e di tutte quelle personalità che la poetica capitalistica volta alla vittoria, l'hanno un po' inventata. La sconfitta ce l'hanno sempre mostrata come l'anticristo, no? Anche se poi, per fare l'identikit di un vero perdente, proprio al Cristo old school uno si potrebbe rivolgere. Eppure dobbiamo sempre vincere, non ce n'è. I perdenti funzionano solo nei film degli anni '80, ma devono essere adolescenti in bicicletta altrimenti sono già fuori target. Sul lavoro non esiste di mostrarci deboli, a scuola o nelle relazioni meno che mai, e alla fine, in mano ci resta un sacco di ragione da non sapere neanche che farcene. Di sicuro non stiamo meglio. Darsi la possibilità di perdere, di tanto in tanto, ci insegna a saper perdere, che è una qualità fondamentale per non rompere i coglioni al prossimo.

Il nuovo singolo di Giovanni Truppi parla proprio di questo, ma lo fa meglio di me, perché lui è un cantautore e io no. Si intitola L'unica oltre l'amore e sarà contenuta nell'album Poesia e civiltà. Ha anche un bel video d'animazione ad accompagnarla, fatto da Valentina Galluccio. Non vi sto a spiegare perché questa sia la canzone perfetta per iniziare l'anno, ascoltatela da soli ed entrate nel mantra della descrizione dell'essere umano, oggi, nel 2019, per poi perdervi nella rivelazione più importante, secondo cui oltre l'amore c'è una sola cosa che ci qualifica per chi siamo e non è il sesso, il colore della pelle, il conto in banca, non è la grandezza del pene o la percentuale marmorea del culo, non c'entra propro niente col nostro aspetto, con la nostra lingua o con tutte quelle ragioni per cui, ad esempio, un bagnino salva un turista che affoga ma il Governo non salva dei migranti che affogano nello stesso identico stesso modo. È quella cosa di cui abbiamo parlato finora ed è davvero importante.

Detto questo, Rockit è media partner del tour che parte il 4 aprile da Terni. Sotto tutte le date:

04 Aprile - Terni @ Sala dell’Orologio DATA ZERO

05 Aprile - Caserta @ Smav Factory

06 Aprile - Bari @ Garage Sound

11 Aprile - Roma @ Monk

12 Aprile - Pisa @ Lumiere

13 Aprile - Bologna @ Locomotiv

17 Aprile - Milano @ Santeria Social Club

20 Aprile - Prato @ Capanno Blackout

9 Maggio - Torino @ Hiroshima Mon Amour

 

 

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L'articolo Vi lamentate dei cantautori senza contenuti e poi non ascoltate Giovanni Truppi di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 21/01/2019 12:24

Tag: opinioni - video - animazione

Commenti (2)
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  • Mario Miano 21/01/2019 ore 15:47

    Ascolto tutto quello che di nuovo esce e provo a spiegare perché ascoltata più volte non mi prende: non è brutta ma manca un gancio melodico che la elevi. Mi viene anche da pensare che i Baustelle fanno questa cosa molto meglio e veniamo ai testi perché forse i critici musicali non hanno ancora capito che le cose cambiano: questo modo di scrivere annoia leggermente ed ho 45 e non 20 anni come chi pensate che non la apprezzi. Brunori Sas è più interessante in tante canzoni perché riesce a mediare questo linguaggio con qualcosa di più fresco ma sinceramente trovo molto più stimolante ascoltare le parole di Generic Animal e Tedua per non dire dei Baustelle che forse sono inarrivabili. Questa storia poi di duri e puri (qui impersonata da Truppi) vsINDIE-IT-POP odierno ha stancato tanto. Le etichette servivano ai giornalisti per creare un trend o spingere artisti quando i giornalisti venivano letti. Oggi mettono morti in copertina perché credono che chi li compri vedendo in copertina un nome come Mèsa o Rkomi non spenderà quei soldi e cercano di rievocare scenari ormai preistorici. Queste dispute non esistono. Esistono le canzoni che arrivano al cuore ed elenco le mie preferite del momento. Secondo me hanno tutte qualcosa di speciale perché si sollevano decisamente dalla media complessiva che ormai è alta ma non basta più. Con tutta la musica di cui si fruisce bisogna veramente avere qualcosa di importante da trasmettere e non la stessa minestrina post 68 e super meetoo del momento:
    - Capibara - la crema (un vero viaggio, peccato che non abbia fatto un disco intero di canzoni più strutturate)
    - Margherita Vicario - abaue (cazzo che cambi continui e idee a fiume, un vero capolavoro, una crema anche questa)
    Di Martino - giorni buoni (questa ti asciuga anche la bocca x l'emozione)
    - Madame - sciccherie, Anna (che aspettate a parlarne?)
    - Daniele Celona - la figlia dell'uomo nero (non proprio il mio genere ma quando la melodia e le idee sono a questo livello non puoi resistere)
    Scusate per il romanzo ma ho provato a spiegare perché Giovanni Truppi è un ottimo artista ma può davvero puntare più in alto. Tuttavia siete davvero sicuri che a Truppi freghi tanto di likes e gloria? Forse non avrebbe concluso questa canzone con oltre un minuto di strumentale.

    > rispondi a @mario.miano.39
  • Simone Stefanini 21/01/2019 ore 16:07

    Ciao, in realtà non penso proprio che ci sia una battaglia Truppi vs. Itpop, il pezzo a parte l'amore nei confronti del pezzo, risponde alla domanda molto popolare "Perché il nuovo pop non parla di società ma solo d'amore?". Per il resto, i gusti sono gusti e ci mancherebbe pure.

    > rispondi a @simonestefanini
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