Live Report: Super Elastic Bubble Plastic al Groove - Potenza Picena (MC) Live report, 14/02/2009

23/02/2009 di

Non è facile contenere il suono dei Super Elastic Bubble Plastic su un palco di pochi metri quadrati. Il concerto a Potenza Picena, piccolo borgo della provincia di Macerata, ne è stato la prova. Il trio ha eseguito alla perfezione un live potentissimo e senza smagliature, il pubblico presente - di certo non abituato alla cosa - sembrava gradire. Alex Urso racconta.



Leggiamo del concerto. Questa sera. Come andiamo? I treni non arrivano a Potenza Picena che è appena un paese sopravvissuto al Medioevo. I pullman neanche a dirlo. La Uno di suo zio è l'unica. La mia Panda non la ho qui. La sua Yaris è giusto giusto in Portogallo.

E allora la Uno. Rotta e devastata dalle molestie dei meccanici più rinomati. In teoria, a detta loro, più di quindici chilometri non potremmo farci perché sennò muore. Per accenderla devi fare dei movimenti molto tecnici, e tecnicamente devi anche bestemmiare molto. Così poi parte, ma non devi mai lasciare l'acceleratore, tenerlo sempre un po' premuto, altrimenti si spegne e poi devi ricominciare a bestemmiare. Prepariamo uno zaino con birra e sacco a pelo nel caso la macchina col freddo bastardo non si accendesse la notte. E partiamo. Quaranta chilometri di strade contorte e semideserte.

Arrivati quello che ci accoglie è un paese pieno di scalette ripide e mura medievali. Un freddo bastardo. Beviamo, ci cibiamo. Alle undici raggiungiamo il locale, un posto fuoriluogo, pieno di gente fuoriluogo, con dj set fuoriluogo: gel a palate, pantaloni bianchi, scarpette domenicali e i peggio abiti da cerimonia che il sabato sera ricacci fuori neanche fossi la Madama. Ma non era un posto indie-alternativo-vintage-rock-elettro? Un music pub di quelli un minimo all'avanguardia, di quelli che mancano in questa regione di morti?

I Super Elastic Bubble Plastic si fanno aspettare. Dubito che in molti li conoscano, ed infatti appena aperto il sipario del palco giovanotti e giovanotte si accoppiano in prima fila, e si fanno inaspettatamente fottere da un rumore pesantissimo che non si aspettavano. Il posto è un buco e il volume è indubbiamente troppo forte.

I tre partono. Potentissimi. I primi pezzi sono tutti di "Chances". Coordinati, tecnicamente perfetti, con passaggi strumentali molto profondi, delle bombe di intensa energia musicale ed emotiva. Alessio Capra alla batteria è un animale. La birra che gli è a terra di fianco rimane piena dall'inizio alla fine del concerto. Concentrato. Sguardo basso e t-shirt che è un pozzo di sudore.

I brani si susseguono, da "Fake Queen" a "Lovers Heart", delle bombe che si perdono nel rumore generale di un suono che riempie per osmosi tutto in modo confuso. Batteria che praticamente è in assolo. La chitarra di Gionata Mirai talvolta fatica a percepirsi, così come la sua voce, troppo debole e coperta dai bassi di Morandini, vibranti fino ad essere fastidiosi.

E poi ripescaggi del passato: "My Emotional Friend", "Wake Up" o "Selfmade Popsong". Pezzi che viaggiano come un treno, senza sosta, senza teatro. Pochi scherzi tra loro, pochi con il pubblico, che continua a ciondolare la testa con quel tipico andirivieni, interessato fino al punto che qualcuno alla fine comprerà addirittura il disco.

La sensazione è che i SEBP in occasioni live meno strette spaccherebbero molto di più. Violenza, forza e vibrazioni qui ci sono tutte, ma vengono trattenute da un palco che è una gabbia in cui i tre non hanno altro modo di muoversi che restando nel loro metro quadrato, imbrigliati tra cavi ed amplificatori. Il sudore è trattenuto sulle facce. Le energie esplodono, e questo si percepisce, ma è un posto che non è adatto a simili esplosioni noise.

Finito il concerto le sbarbine truccate di rimmel e amarezze tornano a casa, coi garzoni più truzzi e cool. Noi raggiungiamo la Uno sgangherata di suo zio, che è ancora lì, congelata nel freddo bastardo, nel giorno di San Valentino, fuoriluogo in questo parcheggio di lamiere acchittate a festa.



Commenti (3)

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  • Billy Shears 15/04/2009 ore 16:39 @billyshears

    Questa recensione stravolge la realtà.
    Le uniche cose azzeccate sono il giudizio al concerto che è stato molto bello e che Potenza Picena è in provincia di Macerata.
    Per il resto le parole sono a dir poco raccapriccianti. Io mi vergognerei a scrivere queste cose.

    Peccato che in Italia esista certa gente piena di pregiudizi e con la puzza sotto il naso.
    Questo è il motivo per cui in Italia la musica non crescerà mai!

    Per fortuna non sono tutti come Alex Urso. Altrimenti mi sarei ucciso all'istante.

  • Billy Shears 15/04/2009 ore 16:41 @billyshears

    Aggiungo:

    ottimo locale. ottimo dj-set. ottime persone.

    magari questo Alex Urso invece di andarsene subito poteva stare ad ascoltare i dj e conoscere le persone. recensire senza ascoltare e conoscere è veramente ridicolo e immaturo.

    forse sarà stato il freddo che gli ha dato alla testa.
    ma uno che osserva se le persone portano il gel, che tipo di scarpe o pantaloni portano, non merita rispetto.

    Per fortuna al Groove ci sono grandi appassionati di musica. La qualità delle band ospitate e i commenti del pubblico sono una testimonianza del fatto che questo locale è uno tra i migliori della regione.

    Chi dovesse imbattersi nella recensione di Alex urso non si faccia ingannare. Anzi venga al groove e si renda conto della pochezza delle sue parole.


    (Messaggio editato da billyshears il 15/04/2009 16:53:22)

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