Live Report: il concerto di Brunori SAS in piazza a Guardia Piemontese (Cs) Live report, 27/08/2009

31/08/2009 di

(Dario Brunori il pomeriggio del concerto - Foto di Ester Apa)

Per come ce la descrive, Guardia Piemontese (Cosenza) potrebbe essere anche un paese inventato, luogo mitico dove nascono amori romantici, sfondo perfetto per polaroid malinconiche. Invece esiste, e lui ne è l'eroe locale. E quando gli eroi tornano a casa tutto il paese accorre per sentirli cantare, il primo cittadino monta il palco, le vecchine si portano la sedia da casa per paura di perdere il posto. Dario Brunori ha presentato ufficialmente l'esordio "Vol. 1" a casa sua. Ester Apa ci racconta.



A Guardia Piemontese ho trascorso le estati più dolci e amare della mia adolescenza. La prima infatuazione che prende a morsi stomaco e testa e il relativo primo capitombolo, le canzoni bisbigliate fino alle prime luci dell'alba, la prima "ciucca" colossale, la nostalgia per le parole non dette. Ritorno lì appena posso e in quei luoghi ritrovo la magia dei miei 16 anni, una dose considerevole di timidezza fortunatamente perduta, il mio gusto di gelato preferito, lo sguardo di una regina che aspetta ancora l'amato perduto su uno scoglio monumentale che è faro al tramonto per i viandanti che hanno perso la strada per tornare a casa. Da Guardia Piemontese oggi passa il tracciato cantautorale della nuova musica melodica italiana, la brezza di fine agosto, il canto appassionato delle mie giornate, l'imprenditore mancato e neo-urlatore cosentino Dario Brunori, rappresentante legale della piccola impresa poetica Brunori Sas, che proprio alla sua Guardia regala il saluto musicale all'estate, la nostalgia e l'arrivederci al sole e ai suoi baci infuocati.

Capisco che avrò il piacere di assistere ad una sorta di Woodstock del Tirreno quando arrivata nelle piazza principale del paese nel primo pomeriggio, a stringere viti e bulloni è il primo cittadino di Guardia in persona che con tanto di infradito d'ordinanza, lancia i primi segnali della Brunori mania, canticchiando sotto l'afa cocente una versione rimiscelata dei brani di "Vol.1". E' un andirivieni continuo, fatto di pacche sulle spalle, abbracci calorosi, aneddoti d'infanzia, amicizie ritrovate, ricordi che si mescolano continuamente nelle parole e nella mente dei presenti. Ti giri intorno e vedi che quelle polaroid sbiadite che raccontano per immagini il cantautorato da spiaggia di Brunori, ritrovano oggi il loro colore, si irrobustiscono, diventano sostanza, spina dorsale di una piccola provincia che invece di toglierti il fiato, è riuscita ad essere ispirazione musicale per il suo autore. C'è Giovanni che fa da supervisore e controlla che tutto fili per il verso giusto, il Paolo nazionale che aspetta ancora una donna da prendere in sposa, ma soprattutto ci sono centinaia di guardioli che imbracciano sedie pieghevoli, portate direttamente da casa per non rischiare di rimanere senza un posto in prima fila, bimbi che ballano e corrono all'impazzata, vecchine a cui brillano gli occhi e che aspettano Dario come se fosse il loro Modugno, parenti in quantità stratosferica che sono supporters impareggiabili il cui tifo da stadio è gioia allo stato più puro, amici arrivati da lontano.

(Il video del concerto, a cura del Picicca Studio)

Brunori Sas si presenta sul palco in formazione allargata. Ad accompagnare il "principale" sono infatti quattro "dipendenti", strumentisti istrionici, abili interlocutori musicali (Dario Della Rossa alle tastiere e all'organo, Mirko Onofrio al sax, Massimo Palermo alla batteria e Simona Marrazzo cori e percussioni), che danno alle composizioni una nuova veste, straordinarie alterazioni policromatiche. E' il canto di una vita che non è speciale, il viaggio di Ulisse al ritorno nella sua Itaca, il racconto degli inverni a Guardia Piemontese: "Nanà", il brano scelto per prendere la parola. E' una fanfara che fa centro al primo colpo, perché si muove in un campo musicale scevro di autocompiacimenti, di verbose strutture stilistiche. Capisci che qualcosa di importante attraversa questa piazza quando ad intonare "L'imprenditore" sono precari di ultima generazione, tanto quanto operai in pensione già da un pò, segno questo che possano ancora esistere in Italia cantautori la cui credibilità musicale passi dalla tradizione melodica del Belpaese senza esserne deprezzata ma al contrario arricchita dal racconto popolare.

Una compenetrazione ineguagliata tra pezzi di vita pubblica e privata si sussegue veloce ("Di Così", "Italian Dandy", "Paolo"), dettagli che nutrono le pieghe del quotidiano, l'amore declinato in tutte le sue evoluzioni, l'ironica leggerezza quando passa in rassegna il sussidiario dei luoghi comuni di questo tempo. L'amarezza e il candore sono condensati stasera nel canto di un trentenne "degli anni 0" che con voce roca e schiettezza musicale ci dice che nonostante tutto, alla fine del tracciato più burrascoso che tu possa percorrere, è ancora possibile sentire la brezza mattutina, che quello che conta in fondo "è provare a viversi meglio di così". "Guardia '82" è hit da juke box, "Il pugile" liberazione di fragilità, mentre "Stella d'argento" fa sciogliere le corazze più spesse, quando la Maria Stella a cui papà Brunori dedicava il suo canto d'amore è proprio lì in mezzo al pubblico che trattiene lacrime tenui. I bis sono tre, il pubblico è in delirio nella reinterpretazione ironica e vagamente folk di "El Diablo" dei Litfiba, gli applausi scroscianti. Questa è una di quelle voci che risuonerà lontano, che nel marciume dei cattivi sentimenti ti ricorda che in fondo l'amore può essere ancora bello. Ed il tutto lo fa fischiettando, con un canto passionale e mai compiaciuto, con la svagatezza romantica di un antieroe casalingo che quasi senza accorgersene porta in dono oggi una grandezza musicale meravigliosa: quella di poter essere ascoltato e amato in modo viscerale e trasversale da chiunque si avvicini al suo canto lieve, alla sua narrazione del quotidiano semplice eppure mai banale, alle nostalgie dei suoi ricordi, alla sua melodia gentile per il futuro che verrà.



Commenti (4)

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  • Federica Apa 31/08/2009 ore 19:06 @friufissima

    Fantastico:)

  • Imbex Moskolowosky 31/08/2009 ore 21:02 @moskolowosky

    Semplicemente incredibile...

  • Giovanni Continanza 17/09/2009 ore 19:20 @nickwire

    Questo era un concerto da non perdere assolutamente. Quello che l'indie italiano non è mai riuscito ad essere fino in fondo....

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