Scarica "It's a beautiful life", il primo singolo

Guido ElmiGuido Elmi
15/07/2015

Forse conoscerete Guido Elmi in quanto storico produttore artistico di Vasco Rossi da oltre trent’anni. Quest'anno però, ha deciso di mettersi in gioco svelando per la prima volta le sue composizioni, tra vita vissuta, esperienze personali e nuova consapevolezza: un pugno nello stomaco per un’inaspettata, intensa e spietata scrittura. Il singolo “It’s a beautiful life” è la prima anticipazione del nuovo album che uscirà nel 2016, e potete scaricarlo qui sotto. 
Abbiamo fatto qualche domanda a Elmi per capire cosa si prova ad uscire allo scoperto dopo tutti questi anni, e cosa dobbiamo aspettarci dal suo nuovo lavoro.

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Una vita dietro le quinte, prima come musicista poi per molti anni come produttore. Come e perché hai deciso di venire fuori "allo scoperto" proprio ora?
Hai ragione, una vita. Soprattutto come producer. Ma ho sempre scritto. Semmai solo la musica per le canzoni. Ma anche poesie e piccoli racconti.
Alla metà degli anni novanta ho pensato di unire le due cose: la musica e le parole. Il risultato è rimasto nel cassetto tanti anni perché non ero convinto della mia vocalità. Cercavo uno stile. Non è stato facile. Improvvisamente l’anno scorso ho scritto due pezzi nuovi e li ho cantati nel giusto modo per me. Vince Pastano, che collabora con me, li ha sentiti e mi ha detto che dovevo assolutamente provarci. A quel punto ho tirato fuori anche i brani vecchi. Li abbiamo abbassati di tonalità, rimaneggiati e io ho provato a cantarli in uno stile calzante col mio timbro di voce. Non so se assomiglio a qualcuno. Posso dirvi a chi mi sono in qualche modo ispirato. Sicuramente Leonard Cohen, Nick Cave, Mark Lanegan e Steve Von Till ma anche Adrian Crowley e tanti altri cantautori americani e inglesi.

L'atmosfera di questo primo singolo è molto trip hop, con inserti rap. Non esattamente quello che ci si aspetterebbe da te. Come sei arrivato a questo suono?
La musica e l’arrangiamento di “It’s a Beautiful life” deriva direttamente dal testo. Si parla di un personaggio tardo edonista che non si fa mancare niente tra lussuose vacanze, auto, orologi, ragazze, feste, locali, droga ecc. Per contro l’altra faccia della medaglia è un ragazzo di colore che vive in un ghetto e non possiede niente di suo. Con queste premesse un genere di musica un poco modaiolo e raffinato era indispensabile. E anche per dare spazio al rap lento di Rockwell Knuckles l’arrangiamento doveva essere scarno, ossessivo, trip hop. Diciamo dub.



Sappiamo che il tuo disco uscirà nel 2016. Puoi già darci qualche anticipazione?
Prima di tutto l’incursione nel mondo trip-hop e dub rimane per il momento un episodio. Anche perché rischierei l’inadeguatezza dato che ultimamente passo parecchie ore al giorno ad ascoltare Avant-garde Metal e Prog-metal di varie scuole, dagli Arcturus ai Kayo Dot, dai Symphony X ai Solstafir.
L’album, che conterrà una decina di canzoni, è in puro stile singer-songwriter anche se con suoni a volte più elaborati e azzardati. I testi sono molto duri e molto miei e le musiche sono molto variegate. Rispondendo alla prima domanda ho citato alcuni mostri sacri ai quali mi sono ispirato. Per quel che riguarda gli arrangiamenti Vince ha fatto un gran lavoro, soprattutto nel valorizzare le miei idee a volte molto disorganizzate. È un album che spiazza per una certa varietà di ’fotografie’ musicali. “La mia legge” ad esempio è un brano che poggia su atmosfere quasi black-metal con un ritornello che evoca il post-rock di scuola islandese. Lo strumento che lega questa apparente diversità stilistica è la mia voce che, sia nei brani più acustici che in quelli più estremi, gode di un approccio intimo e teso a raccontare le mie storie all’ascoltatore da una ‘distanza’ molto ravvicinata.

Tag: nuovo brano

Pagine: Vasco Rossi Guido Elmi

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