I gusti musicali dei politici italiani

De Michelis che balla. Foto via Dagospia. - De Michelis balla discotecaDe Michelis che balla. Foto via Dagospia. - De Michelis balla discoteca
06/06/2016 di

Se si pensa alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti il legame tra musica e politica appare rilevantissimo. Non soltanto le colonne sonore che i vari candidati scelgono per le loro campagne sono significative per capire il loro immaginario culturale, ma gli endorsement di cantanti o band possono spostare un numero molto considerevole di voti (anche se, ovviamente, non risultano mai decisivi: nel 2004 la quasi totalità degli artisti più influenti d'America si schierarono a favore del candidato democratico John Kerry, che invece fu sonoramente sconfitto da George Walker Bush).

In Italia, però, le cose sono diverse. Al di là dell’inno che viene scelto per le campagne elettorali (qualche anno fa, “Mi fido di te” di Jovanotti è stato il pezzo con il quale si chiudevano i comizi del Partito Democratico in giro per la Penisola) o per le dichiarazioni pubbliche ed isolate di qualche cantante (FedezVenditti, Mannoia, Bennato e Ruggeri sono alcuni tra gli artisti che più spesso si esprimono sulla politica) non ci sono particolari liaisons dangereuses tra musica e politica. Eppure ci sono delle eccezioni anche abbastanza eloquenti: tralasciando gli indimenticabili party-hard organizzati da Paolo Cirino Pomicino nella Roma fine anni '80 inizio '90, ricordiamo anche la passione di Pier Luigi Bersani per Vasco Rossi (spesso citato anche nei suoi comizi), l’apprezzamento di Luigi De Magistris verso i 99 Posse (“La loro Curre curre guagliò è uno degli inni di questa città”) ed anche la passione, più o meno segreta, di Aldo Moro per Rosanna Fratello. Politico che cerchi, playlist che trovi. 

Roberto Maroni

Roberto Maroni, ex Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ex Segretario della Lega Nord ed attuale Presidente della Regione Lombardia, non ha mai nascosto la sua grande passione musicale. Anzi nel 2005, in occasione di un’intervista a Vanity Fair, si dichiarò "favorevole allo scaricare musicale illegalmente”. Queste parole, come prevedibile, provocarono una specie di terremoto tanto che la FIMI (la Federazione Industria Musicale Italiana) diffuse un comunicato nel quale esprimeva tutta la propria “alterità e opposizione alle parole del Ministro”. Fatto sta che Maroni pare sappia suonare il sax, l'organo Hammond e anche la batteria. Nel corso degli anni si ricorda di lui la richiesta di “diventare il nuovo batterista dei Pooh” (con i quali suonò un blues improvvisato durante una mitologica puntata di Porta a Porta) e il duetto con Edoardo Bennato nella trasmissione “L’Ultima Parola” di Gianluca Paragone.

 

Massimo D’Alema

L’ex Presidente del Consiglio dei Ministri non ha mai lasciato trapelare grandissime passioni musicali. In qualche intervista, per lo più riportata su quotidiani “amici” come “L’Unità”, ha dichiarato che da giovane ha ascoltato "molto Mozart, Chopin" anche se la sua grande passione "è sempre stata Beethoven”. Tuttavia nel 1999, proprio quando D’Alema era il premier in carica, venne invitato nella trasmissione “C’era un ragazzo…” condotta da Gianni Morandi su Rai Uno. Sul finale dell’intervista, quando si parla proprio di gusti musicali, D’Alema confessò di essere un grande fan di Paolo Conteperché m’incontra come tipo di personalità, un uomo spigoloso”. A questo punto dell'intervista Gianni Morandi pensò bene di tirare fuori la chitarra e intonare “Azzurro”, la celeberrima canzone del 1968 portata al successo da Adriano Celentano ma scritta da Paolo Conte. Nel video qui sotto emerge bene l’imbarazzo da ogni poro di D’Alema “costretto” a canticchiare per accompagnare Morandi (e quello di tutti noi nel guardarlo).

 

Matteo Salvini

Matteo Salvini, l’attuale Segretario della Lega Nord, non ha mai nascosto le sue passioni che sono nell’ordine il Milan, Vasco Rossi e Fabrizio De André. Il leader leghista si è sempre contraddistinto nelle varie feste della Padania alle quali ha partecipato (anche in tempi non sospetti) per la sua grande vicinanza verso il mondo musicale, soprattutto per i cori da curva e gli anthem stile “Vita Spericolata” . Ha fatto molto discutere nel maggio dell’anno scorso quando, dopo essere andato a vedere il film su Faber, il segretario leghista ha usato alcuni versi della canzone “Khorakhané (a forza di essere vento)” per commentare in toni negativi un accadimento avvenuto in un campo rom. Salvini è stato criticato perché la canzone citata, scritta da Fabrizio De André per l’album “Anime Salve” del 1996 in collaborazione con Ivano Fossati, è un pezzo dedicato al popolo rom, “l’unico che non ha mai fatto guerra a nessuno ma che ha subito la guerra da tutti” come il cantante genovese ebbe modo a dire nei giorni immediatamente successivi all’uscita dell’album.

 

Nichi Vendola

L’ex Segretario di SEL e Presidente della Regione Puglia nel corso degli anni si è spesso interessato di musica, soprattutto attraverso la promozione del proprio territorio con iniziative come Puglia Sounds. Non tutti sanno però che Vendola partecipò al Festival di Sanremo del 1995 come membro del gigantesco coro che aveva accompagnato Sabina Guzzanti e Davide Riondino nella loro “Riserva Indiana”. Più recentemente invece si è parlato molto del suo post pubblicato su Facebook nel quale inneggiava alla vittoria di Giò Sada durante l’ultima edizione di X-Factor allargando il discorso al grande valore, culturale ed educativo, dello show in questione.

 

Beppe Grillo

Il leader del Movimento Cinque Stelle sia nella sua carriera da comico che da “capopopolo” ha sempre avuto un occhio di riguardo per la musica. Cresciuto nei ribollenti teatri polivalenti, balere e discoteche anni '70 sia nei suoi spettacoli come nei suoi comizi ha spesso confezionato dei momenti in musica in cui lui stesso si cimentava a cantare o a suonare la tastiera. Di lui si sa che ha una grande passione per il blues. Nel 2010, in occasione della “Woodstock a Cinque Stelle” si è esibito in uno scatenato blues improvvisato assieme a Stefano Bollani.

 

Clemente Mastella

Il più importante esponente politico di Ceppaloni, comune di poco più di 3.000 anime in provincia di Benevento, qualche volta ha “tradito” le sue passioni musicali. Soprattutto in televisione, l’ex Ministro di Grazia e Giustizia ha intonato qualche strofa delle più belle canzoni italiane, da “Roma non fa la stupida stasera” a “Champagne” di Peppino di Capri. Proprio con la canzone di Peppino di Capri si cimentò durante la trasmissione “Libero” condotta da Max Giusti in Rai. Qui di seguito la cronaca di quella agghiacciante interpretazione.

 

Dennis Verdini

“L’ago della bilancia” dell’odierno Governo Renzi, ovvero Dennis Verdini, capogruppo di ALA, è un politico di lungo corso, molto abile a muovere voti ed a tessere trame in Parlamento. Ma oltre ad essere questo (ed ad essere un vero e proprio potenziarlo nella sua Toscana), Verdini è un uomo dotato di una bellissima voce baritonale. Il 4 ottobre del 2015, intervistato da Maria Latella per SkyTg24, sfotté “in musica” i maldipancia fine a se stessi della minoranza PD.

 

Silvio Berlusconi

Non è un mistero che Silvio Berlusconi, sin da ragazzo, abbia avuto una grandissima passione per il mondo dello spettacolo e della musica. Tanto che ben prima di accompagnarsi con il suo fido chitarrista Mariano Apicella, suonò in varie orchestrine nella Milano tra gli anni '50 e '60, sviluppando una grande passione in particolar modo per gli chansonnier francesi: uno su tutti, Charles Trenet, l’autore dell’immortale “Que reste-t-il de nos amours?”. Una canzone che, nel corso degli anni, sarà uno dei cavalli di battaglia del Cavaliere.

 

Matteo Renzi

Matteo Renzi è sempre stato molto sfuggente in fatto di gusti musicali. Il “Presidente giovane” per antonomasia non ha mai potuto negare la propria passione per la musica, ma non l’ha mai manifestata con grande forza, forse segno che la musica non è, diciamo così, in cima alla sua lista dei pensieri. Certo è che nel corso degli anni per le proprie campagne ha utilizzato brani di Lorenzo Jovanotti e ha dichiarato di sognare “che siano i Muse a scrivere l’inno del PD”. Ll’unica volta che lo si è visto davvero scatenato è stato nell’estate del 2014 quando, invitato al Route Nazionale degli Scouts a San Rossore, ha intonato tutto orgoglioso, a fianco della moglie, la canzone degli scouts.

 

Gianni De Michelis

Uno dei Ministri Socialisti più iconici degli anni Ottanta (del quale Nino D’Angelo fece un’imitazione fenomenale) è stato Gianni De Michelis. Di De Michelis si ricordano tre brucianti passioni: la chimica (professore di Chimica alla Ca’ Foscari di Venezia), il basket (è stato per un certo periodo Presidente Federale della Lega Basket) ed infine la vita notturna, visto che è stato un grande amante delle discoteche. Vi sono delle foto memorabili dell’ex Ministro del Lavoro e della previdenza sociale impegnato in balli temerari da discoteca, ed anche un libro, “Dove andiamo a ballare questa sera?”, una specie di guida ragionata sui migliori dancefloor dell’Italia della fine degli anni '80.

 

Roberto Formigoni

L’attuale esponente del Nuovo Centrodestra ed ex Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, non si è mai sottratto a domande sui propri gusti musicali, dato che, sempre di più nel corso degli anni, ha voluto apparire come una sorta di “Presidente-pop”. Il caso più clamoroso è avvenuto però nel 2011, quando andò a sentire (con tanto di giubbotto di pelle nero) i Metallica (impegnati nel tour Big Four) assieme ai Megadeath, Anthrax ed agli Slayer. “Voglio andare a godermi fino in fondo questo concerto di rock duro”, dichiarò poco prima del live.

 

Alessandra Mussolini

Una delle più accese “pasionarie” dell’ultimo Governo Berlusconi, Alessandra Mussolini ha avuto una carriera da cantante. Come vi abbiamo già raccontato nell’articolo sul suo disco in giapponese, la napoletana, per le varie vie del destino, si è ritrovata nel 1982 ad incidere un pezzo per l’etichetta Alfa. 



 

Tag: politica

Commenti (1)

  • Valeria Tilli 28/06/2016 ore 23:58 @valestilli

    L'imitazione del ministro De Michelis la faceva GIANFRANCO D'Angelo a Drive In... E non NINO!

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